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20 Giugno 2019

Neo laureati odontoiatri, per AlmaLaurea sono quelli a guadagnare di più e a trovare subito lavoro. Più in difficoltà gli igienisti dentali

Norberto Maccagno

Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha presentato nei giorni scorsi il Rapporto sulla Condizione occupazionale dei laureati effettuato attraverso un'indagine che riguarda circa 640 mila laureati di 75 università aderenti al Consorzio ed esamina la posizione raggiunta nei mercati del lavoro di Italia, Europa e resto del mondo dai laureati nel 2017, 2015 e 2013, intervistati rispettivamente ad 1, 3 e 5 anni dal conseguimento del titolo. 


Situazione generale 

Nel 2018, a cinque anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è pari all’88,6% per i laureati di primo livello e all’85,5% per i laureati di secondo livello. Tali tassi risultano in tendenziale aumento, rispetto al 2015, di 3,0 punti percentuali e di 0,8 punti percentuali, rispettivamente (si è scelto il 2015 perché rappresenta l’anno in cui si sono osservati i primi, generali, segnali di miglioramento).
Resta però vero, precisano da Almalaurea “che questi segnali positivi intervengono dopo anni di significativa contrazione del tasso di occupazione che, tra il 2012 e il 2015, è diminuito di 5,0 punti percentuali per i laureati di primo livello e di 5,7 punti per quelli di secondo livello”. 

Nel 2018, a cinque anni dalla laurea, la retribuzione mensile netta è pari a 1.418 euro per i laureati di primo livello e 1.459 euro per i laureati di secondo livello. Rispetto al 2015 si rileva un aumento delle retribuzioni reali (ovvero che tengono conto del mutato potere d’acquisto) sia tra i laureati di primo livello (+2,4%) sia tra quelli di secondo livello (+4,1%), intervenute dopo le generalizzate contrazioni degli anni precedenti: nel periodo 2012-2015 la contrazione è stata pari a -3,0% e -5,0%, rispettivamente, per i laureati di primo e secondo livello. 

laureati più retribuiti a 5 anni dalla laurea sono gli odontoiatri con una retribuzione netta media di 2.192 euro al mese, seguiti dagli ingegneri elettronici (1.913 euro), ingegneri meccanici (1.783 euro)  e ingegneri industriali e gestionali (1.732 euro). Fanalino di cosa gli psicologi (1.011 euro), avvocati (1.204) e biologi (1.218 euro). Nel 2018, a cinque anni dal conseguimento del titolo, la forma contrattuale più diffusa è il contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, che riguarda oltre la metà degli occupati. Quasi due terzi degli occupati, a cinque anni, considera il titolo di laurea “molto efficace o efficace” per lo svolgimento del proprio lavoro. 


I dati sugli odontoiatri 

Secondo i dati AlmaLaurea nel 2018, a 5 anni dalla laurea, risultano occupati l’86,6% dei laureati in odontoiatria ma di fatto trovare una occupazione per i giovani dentisti non sembra essere una impresa difficile, visto che solo 1,9% di chi non lavora ha dichiarato di non farlo perché non trova un posto mentre l’11,5% di chi non ha una occupazione è perché non la cerca. C’è poi un 5,6% che non lavora perché sta frequentando un corso universitario/praticantato. Dati confermati dal tasso di occupazione Istat per gli odontoiatri indicato nel 92%. 

In media al neo dentista servono 7,9 mesi dalla laurea per trovare lavoro contro i 22 necessari per un avvocato o i 16 per uno psicologo. A trovare lavoro prima dei neo dentisti solo gli ingegneri, in media servono 6,8 mesi. 

La tipologia di lavoro per gli odontoiatri è, ovviamente, quello autonomo (l’84,5% ha dichiarato questo), seguito da un 4,5% di odontoiatri assunti a tempo indeterminato. Mediamente le ore impegnate sono 40 a settimana mentre il part time è praticato dal 17,3% del campione. L’1,3% del campione ha dichiarato di lavorare nel pubblico. 

Per quanto riguarda la retribuzione media (netta), a 5 anni dalla laurea un odontoiatra percepisce secondo la ricerca Almalaurea 2.192 euro al mese, meglio retribuiti gli uomini (2.308 euro) rispetto alle donne (1,997 euro). Ad un solo anno dalla laurea la retribuzione (netta) media è invece di 1.611 euro, anche in questo caso meglio per gli uomini (1,672 euro) rispetto alle donne (1.528 euro) 


I dati sugli igienisti dentali  

I dati AlamaLaurea hanno considerato anche le professioni sanitare e tra queste è possibile estrapolare qualche dato per i laureati in igiene dentale. Una professione che sembra risentire, rispetto a quella di odontoiatria, di qualche difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro. Se una decina di anni fa il 94% dei laureati trovava un sbocco lavorativo già dopo un anno di lavoro, oggi ci riesce il 78%. Prendendo la Statale di Milano come modello degli atenei italiani, ad aver trovato lavoro dopo un anno dalla laurea è stato l’87,2%.

Come per gli odontoiatri il modello occupazione è quello da lavoro autonomo, in media le ore di lavoro svolte a settimana sono 34 ed il 40% dichiara usufruire di un orario part-time.  Sul tema retribuzione, gli igienisti dentali percepiscono un compenso (netto) di 1.736 euro ma a differenza degli odontoiatri in questo caso sono le donne a guadagnare di più: 1.809 euro contro i 1.590 dei colleghi maschi.    

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