Una ricerca di Blue Assistance indaga il rapporto tra italiani e la salute. Il 37% degli italiani andrebbe a fare una visita preventiva dal dentista. A frenare sono sempre i costi
Per il terzo anno consecutivo il Blue Assistance Monitor ha indagato il rapporto degli italiani con la salute, portando alla luce le tendenze, i bisogni e i principali desiderata dei connazionali nella gestione del benessere individuale e familiare.
Blue Assistance è una Società che fornisce gestione, assistenza e servizi alle Compagnie di Assicurazione, Fondi Sanitari, Casse di Assistenza, Mutue, Broker e Aziende.
Dall’indagine emerge in primo luogo la sempre maggiore centralità del benessere psichico per gli italiani. Sono ben nove su dieci i connazionali che in questa fase riterrebbero utile un supporto psicologico per meglio affrontare la vita quotidiana e ritrovare un maggior equilibrio sul piano mentale.
In tema di welfare aziendale, la salute si colloca al primo posto tra i benefit aziendali più desiderati dagli italiani (ottenendo il 91% delle preferenze). Una salute che insieme alla dimensione “fisica” arriva sempre più ad abbracciare anche la sfera psicologica dei lavoratori, componente essenziale, viene spiegato, “tanto per le performance in azienda quanto per la qualità della vita personale e familiare”.Tra le forme di welfare considerate irrinunciabili al secondo posto figurano, con leggerissimo distacco, la conciliazione vita-lavoro (89%) e le misure di sostegno al reddito (89%). Per un ulteriore 85% un’azienda che si prende cura delle sue persone non può non prevedere nella sua proposta welfare anche forme di assistenza per familiari non autosufficienti, che possano alleggerire il carico di cura assorbito dai dipendenti.
Per quanto riguarda i servizi sanitari sono quelli odontoiatrici (69%) i più desiderati dagli italiani, seguiti da quelli per il pediatra (48%), l’oculista (45%), lo psicologo (26%), soprattutto per l’adolescenza, e l’allergologo (20%).
Gli italiani assegnano all’azienda un ruolo di primo piano anche nel supporto alla gestione della salute dei figli, ambito in cui trova conferma uno dei temi emersi con maggior evidenza dalla ricerca, ovvero l’elevato apprezzamento per un welfare aziendale capace di estendere in modo sempre più ampio e sempre più completo i suoi benefici alla famiglia.
La ricerca ha anche analizzato l’attenzione che gli italiani dedicano al tema della prevenzione nella salute.
Oltre un italiano su due (57%), infatti, dichiara la propensione a svolgere attività fisica con l’obiettivo di prevenire l’insorgere di patologie e mantenersi in forma. Un 44% dedica particolare cura all’alimentazione e un ulteriore 23% ha inserito una vera e propria dieta nei suoi piani per un maggior benessere.
Dal punto di vista più propriamente medico e clinico, cardiologo (53%), oculista (41%) e dentista (37%)sono gli specialisti da cui gli italiani nei prossimi tempi intendono recarsi con maggior continuità a scopo preventivo. Considerando l’interesse a livello geografico sono i residenti al Nord-Ovest il 43% degli intervistati dice di voler fare visita ad un dentista per una visita preventiva, percentuale che scende al 38% per i residenti al Sud e nelle Isole, mentre il 29% dei residenti al Centro sono quelli che dicono di voler effettuare una visita odontoiatrica di controllo. Al Nord Est, invece, la prevenzione dal dentista non è tra i primi tre posti tra gli specialisti indicati.
Tra i motivi di rinuncia, il principale è rappresentato dai costi di visite ed esami (48%). “È qui che servizi di assistenza a costo contenuto e di alta qualità possono fare la differenza”, dicono da Blue Assistance. “I dati mostrano che chi ha una copertura è due volte più propenso a sottoporsi a un check-up preventivo rispetto a chi non ha alcuna forma di tutela e dovrebbe quindi sostenere di tasca propria l’intero esborso (43 vs 25%)”.
Un aiuto per incentivare la prevenzione e renderla meno onerosa potrebbe arrivare dal digitale in sanità, almeno secondo il sondaggio.“Se il 47% menziona a riguardo app e sistemi per il monitoraggio dei parametri, un 51% pensa anche alla medicina da remoto, che può rivelarsi utile anche in questo ambito, ad esempio, se si ha la necessità di far leggere a un medico specialista i referti degli esami a cui ci si è sottoposti”.
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