Dal rapporto AIOP emerge quanto la spesa per le cure odontoiatriche sia centrale tra quelle destinate alla sanità privata
Oltre 25 miliardi di euro l’anno, più della metà dell’intera spesa sanitaria privata in Italia, finiscono in cure non garantite dal Servizio Sanitario Nazionale. A trainare questa spesa sono soprattutto due voci: i farmaci non rimborsabili e le cure odontoiatriche che da solo fanno oltre 10 miliardi È quanto emerge dal nuovo rapporto del Centro Studi Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) dal titolo “Spesa per beni e servizi sanitari: il finanziamento da sempre ibrido del sistema salute”, presentato a Roma in conferenza stampa. Documento che analizza, in profondità, le scelte di consumo dei cittadini italiani in ambito sanitario, fornendo spunti e riflessioni per comprendere le sfide e le peculiarità del sistema salute nazionale.
Il rapporto AIOP evidenzia come il sistema sanitario italiano sia caratterizzato da un finanziamento "ibrido", dove la spesa pubblica si affianca in modo consistente a quella privata. L'analisi sottolinea che una parte considerevole della spesa privata è destinata a beni e servizi che, pur essendo in alcuni casi garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), vengono acquistati privatamente dai cittadini. Questo fenomeno, lungi dall'essere sempre una reazione a inefficienze pubbliche, riflette spesso "precise e orientate decisioni di acquisto" da parte degli utenti.
Tra i dati più rilevanti, emerge che farmaci e cure odontoiatriche rappresentano quasi la metà dell'intera spesa privata per beni e servizi sanitari. Il rapporto solleva interrogativi sulla necessità di approfondire i determinanti dello scostamento tra spesa privata percepita e spesa reale, specialmente in un contesto di domanda crescente e potenzialmente illimitata. Viene inoltre sottolineata l'urgenza di misurare con sistemi ufficiali il fenomeno della "rinuncia alle cure" e di quantificare in modo effettivo le liste d'attesa, aspetti che rappresentano ancora "grandi limiti conoscitivi" per i sistemi informativi attuali. Il rapporto conclude anche che la spesa sanitaria totale in Italia è tra le più basse delle economie sviluppate con benessere diffuso.
La spesa per le cure odontoiatriche
Le cure dentali si confermano come una delle voci più pesanti nell'ambito della spesa sanitaria privata. Sebbene il rapporto indichi che "quasi il 50% della spesa è per farmaci e dentista" in combinazione, il documento AIOP chiarisce che la spesa per i servizi odontoiatrici ammonta a 10,7 miliardi di euro, mentre quella per i farmaci a 16,1 miliardi di euro. Complessivamente, questi due ambiti rappresentano 47,7% della spesa privata totale per beni e servizi sanitari.
Questo dato pone le cure odontoiatriche al secondo posto per incidenza sulla spesa privata, subito dopo i farmaci, sottolineando la loro rilevanza economica per le famiglie italiane.
Escludendo i farmaci e considerando il solo regime ambulatoriale, ovvero la spesa privata per cura e riabilitazione, l’odontoiatria continua a riveriste un ruolo determinante visto che da sola copre il 45% della spesa stimata nel 2023 e oltre il 20% del totale della spesa sanitaria privata.
La forte incidenza della spesa privata per le cure dentali può essere attribuita a diversi fattori, tra questi, quello determinante è certamente dato dal fatto che il SSN offre una copertura dell’assistenza limitata e non include tutte le tipologie di interventi, in particolare quelli più complessi o di natura protesica ed estetica. Questo spinge molti cittadini a rivolgersi al settore privato per esigenze che non trovano piena risposta nel pubblico, viene sottolineato nel report.
Il rapporto AIOP, pur non entrando nei dettagli specifici delle ragioni che spingono i cittadini a scegliere il privato per le cure dentali, suggerisce che queste decisioni non sono sempre dettate da mancanze del servizio pubblico, ma possono derivare da scelte autonome e consapevoli. Ciò implica che i cittadini potrebbero cercare nel privato una maggiore flessibilità negli appuntamenti, tempi di attesa ridotti, o l'accesso a tecnologie e trattamenti specifici non sempre disponibili nel SSN.
Un dato che potrebbe fare riflettere il settore è quello che vede per servizi ambulatoriali – che ricomprende dalle visite specialistiche alle cure odontoiatriche – la spesa in aumento nell’ambito dei consumi familiari per la sanità ma, rispetto ai consumi totali, in decremento rispetto al 2021 e al 2022, anni interessati dal recupero delle prestazioni non erogate durante il blocco dell’emergenza Covid.
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