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11 Marzo 2016

Malattie peri-implantari, un fattore di rischio che interessa il 22% degli impianti inseriti. I consigli del presidente SICOI per gestirla


Sabato 2 aprile si terrà a Bologna un corso di aggiornamento SICOI sulla gestione dei fattori di rischio in terapia implantoprotesica. I relatori cercheranno di fare il punto della situazione su uno degli argomenti più attuali della terapia implantoprotesica:la gestione dei fattori di rischio.

Con il presidente SICOI dott. Jason Motta Jones (nella foto) abbiamo cercato di fare il punto sull'argomento

Presidente Motta, quale è l'incidenza di casi di peri-implantiti e quale la percentuale di perdita di impianti?

In letteratura c'è ancora molta confusione al riguardo. Alcuni autori affermano come l' incidenza delle malattie peri-implantari interessi dal 20% al 50% dei pazienti e dal 10% al 40% degli impianti( Lindhe & Meyle 2008, Koldsland et al 2010, Mir-mari et al 2012, Mombelli,Müller & Cionca 2012). Revisioni recenti, comunque, assestano l'incidenza di peri-implantite attorno al 22% degli impianti inseriti (Derks e Tomasi 2015). La maggior parte di questi impianti è destinata ad essere rimossa in quanto ancora non ci sono dei protocolli affidabili per il trattamento della per-implantite.

Quali sono i principali fattori di rischio? Quanto incide la scelta del materiale oppure è prevalentemente colpa della tecnica utilizzata? Il fattore protesico incide?

I fattori di rischio delle patologie peri-implantari sono molteplici: malattia parodontale, fumo, scarsa igiene orale, tecniche chirurgiche inadeguate, restauri protesici non detergibili sono quelli maggiormente conosciuti. Materiali e tecniche possono incidere in egual misura sullo sviluppo della patologia mentre a ricorpire un ruolo determinate su rischio malattia è il fattore protesico.

Le problematiche sempre più frequenti di peri-implantiti hanno delle risposte scientificamente accreditate o esistono solo delle supposizioni?

Ci sono molte similitudini tra le patologie peri-implantari e quelle parodontali (ben documentate scientificamente) al punto che la malattia parodontale è forse il più conosciuto indicatore di rischio per le patologie peri-implantari.

Quali sono le azioni da adottare per prevenire queste complicanze sia da parte del clinico che del paziente e quali quelle per migliorare la situazione clinica?

Il clinico può ridurre l'incidenza delle peri-implantiti solo conoscendo quali sono i fattori di rischio di questa patologia in maniera da poter sviluppare dei piani di terapia adeguati. Il paziente deve essere monitorato accuratamente ed inserito in un programma terapeutico di supporto che deve essere personalizzato in base al livello di rischio del paziente.

Durante il convegno del 2 aprile approfondirete questi argomenti. A chi è consigliata la partecipazione, quali gli approfondimenti più interessanti?

La partecipazione al convegno è consigliata sia a chi si sta avvicinando all'implantologia e vuole partire con il piede giusto, sia ai clinici più esperti. Durante la giornata i relatori illustreranno quello che oggi è lo stato dell'arte della materia suggerendo strategie comportamentali in grado di migliorare la prognosi dei restauri su impianti.

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