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29 Settembre 2017

Società più coesa e informazioni al pubblico: così la SIDO rafforza l'ortodonzia. Il punto con il presidente Paola Cozza


La SIDO (Società italiana di Ortodonzia) è senza dubbio una delle più importanti società scientifiche italiane, come testimonia la sua ampia attività formativa e scientifica rivolta ai soci e la rilevanza della disciplina di cui si occupa.

Nell'imminenza del convegno annuale - il "48th SIDO international Congress" (Roma, 19-21 ottobre 2017) - il presidente Paola Cozza descrive i contenuti dell'evento scientifico e offre una panoramica delle problematiche cliniche ortodontiche affrontate dall'associazione che la professoressa conosce a fondo.

Professoressa Cozza, quali sono gli obiettivi fondamentali della SIDO?

Gli obiettivi fondamentali della SIDO possono essere oggi identificati chiaramente: il primo è il socio, come centralità ed elemento fondamentale della nostra società, mentre il secondo è l'utente, inteso come fruitore/beneficiario. L'obiettivo socio è da sempre presente in maniera forte e costante, attraverso la realizzazione di convegni culturali dedicati e l'offerta d'aggiornamento che durante tutto l'anno è la più ampia possibile. La proposta formativa della nostra società è da sempre eccellente, sia per la scelta delle tematiche sia per i relatori; inoltre, l'aggiornamento continuo con le FAD permette al socio di ottemperare all'obbligo dei crediti formativi. Quest'anno abbiamo coniato lo slogan "ViviInSido", legato al concetto: "stai nella tua società, perché è nella tua società che ti devi informare, formare, divertire e incontrare i colleghi".
Vogliamo comunicare ai soci che non devono semplicemente partecipare a qualche congresso, ma essere costantemente coinvolti nella vita dell'associazione.

In che cosa consiste il sito "sorridibene.it" e qual è il suo scopo?

Il motivo che ci ha spinto a realizzare il nuovo sito rientra nel secondo obiettivo di quest'anno della SIDO, cioè quello di aprirci al pubblico spiegando "che cos'è l'ortodonzia" e "chi è l'ortodontista", nella sua specializzazione, per così dire. L'odontoiatra è una figura di riferimento ben nota, mentre moltissimi ancora non sanno che esiste la figura dell'ortodontista, che è un odontoiatra specializzato con specifici ambiti di competenza relativamente agli aspetti clinici, diagnostici e terapeutici di malocclusioni, disgnazie dento-maxillo-facciali, dismorfismi muscolo-scheletrici, disfunzioni temporomandibolari, disfunzioni posturali correlate. Per comunicare questi concetti abbiamo deciso di utilizzare i media, pertanto abbiamo aperto la pagina Facebook "sorridibene" e il sito "sorridibene.it" al cui interno i concetti sono espressi in modo chiaro e semplice dal punto di vista comunicativo in modo che possano essere utili a tutto il pubblico, cioè all'utente, sia esso giovane o meno giovane. Per cui, quando una mamma vuole informarsi su quando deve portare il proprio bambino dall'ortodontista può trovare la risposta giusta consultando il sito "sorridibene.it".

Quali sono gli interventi più frequentemente effettuati in ortodonzia?

Bisogna fare delle differenze prevalentemente legate alle diverse fasce d'età. Gli interventi più comunemente effettuati nei bambini vengono definiti di terapia intercettiva, funzionale e ortopedica. Sono cioè interventi che servono a eliminare problemi che possono realizzarsi durante la crescita e lo sviluppo. Si parla di terapie molto semplici, come ad esempio mantenere lo spazio in seguito alla caduta di un dente; se il bambino ha un'abitudine viziata come la suzione del dito questa va eliminata oppure se ha dei gravi problemi respiratori bisogna saperli gestire, o se il mascellare superiore è molto stretto va controllato, ampliato e riportato alla sua dimensione naturale.
Riguardo agli interventi più comunemente effettuati in ortodonzia nei pazienti adulti, devo dire che l'estetica è, oggi, l'esigenza più comune. Non ci dimentichiamo però che al di là dei "denti ben allineati" l'occlusione deve funzionare correttamente, per cui è ovvio che si passa da semplici allineamenti dentali a terapie ortodontiche vere e proprie eseguite con un'apparecchiatura fissa che viene tolta al raggiungimento di un'occlusione funzionalmente ed esteticamente perfetta. Occorre poi ricordare che l'ortodonzia dell'adulto è quella di un paziente con la dentatura permanente, quindi è simile a 20, 40, 60 anni in quanto la finalità è sempre quella di riportare i denti in posizione corretta; l'obiettivo del trattamento sarà ovviamente individualizzato secondo le esigenze del singolo paziente: potranno quindi essere utili un semplice allineamento, il recupero di spazio, la collaborazione con il protesista, il parodontologo o con il chirurgo maxillo-facciale.

Quali sono gli avanzamenti tecnici o le procedure più rilevanti registrati negli ultimi anni?

L'ortodonzia nasce tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, chiarisce la sua evoluzione tra gli anni '40 e gli anni '80 e da questi ultimi in poi evolve tecnicamente e tecnologicamente; è chiaro che si è passati da un'ortodonzia strumentalmente rudimentale a una più evoluta. Lo sviluppo più rilevante si è avuto dagli anni Quaranta agli anni Sessanta, in cui si è registrata una vera e propria "esplosione"; dagli anni Ottanta si è invece cercato di comprendere ciò che già si stava facendo, di migliorare e di evolvere dando all'ortodonzia ulteriori avanzamenti tecnologici.

Quindi qual è l'obiettivo degli ultimi anni?

Utilizzare o apparecchiature invisibili o che si definiscono "no compliance". Tra quelle non visibili, il mercato ortodontico offre attacchi sulla superficie linguale dei denti oppure mascherine trasparenti rimovibili; gli apparecchi no compliance sono quelli che non prevedono la collaborazione del paziente, quindi si cerca di sostituire delle metodiche tradizionali con altre tecnologicamente avanzate, quali ad esempio le miniviti ortodontiche.
Oggi viaggiamo a un livello di eccellenza qualitativa per quanto riguarda la tecnologia, per non parlare dell'area riservata alla "digital dentistry" dove tutto ciò che prima era bidimensionale è oramai tridimensionale.
Anche il ruolo dell'odontotecnico, quale produttore di manufatti ortodontici o protesici, si è dovuto evolvere: negli studi tecnologicamente più avanzati l'ortodontista rileva l'impronta del paziente con un manipolo che, collegato a un software, ricostruisce la bocca del soggetto in modo tridimensionale sullo schermo del computer ed è quella l'immagine virtuale che viene spedita al laboratorio il quale a sua volta la acquisisce e su di essa costruisce i modelli e i manufatti ortodontici.

Quali sono i campi di ricerca nei quali attualmente è più impegnata l'ortodonzia?

C'è sempre qualcosa da studiare in ortodonzia: se non è una mal occlusione tra le più comuni, è un problema di tipo dentale come le inclusioni, o un quadro scheletrico raro o un nuovo tipo di materiale. Attualmente, per esempio, mi sto interessando, oltre che alle problematiche respiratorie nel sonno, a una malattia rara ereditaria quale la sindrome di Marfan, patologia del tessuto connettivo che coinvolge principalmente il sistema cardiovascolare, scheletrico, oculare, respiratorio e stomatognatico correlato ad arcate dentali strette e palato profondo.
I pazienti sono seguiti presso il policlinico Tor Vergata, sede del presidio regionale per la sindrome di Marfan, e sottoposti a tutti gli accertamenti specialistici e alle cure medico-chirurgiche necessarie.
Un'altra ricerca molto interessante che stiamo attualmente portando a termine riguarda lo stato di salute gengivale del paziente ortodontico relativamente alla risoluzione e al controllo delle ipertrofie gengivali durante la terapia ortodontica: quello che stiamo facendo è analizzare gli effetti del laser a diodi. Per i materiali abbiamo portato a termine studi sulla qualità dei fili ortodontici e stiamo continuando ad analizzare ora le strip a uso ortodontico per rilevarne l'effettiva efficacia clinica e testare in laboratorio la qualità dei materiali.

Venendo al 48° Congresso SIDO, quali sono i temi di maggiore rilievo che saranno affrontati?

Ci sono due temi principali, molto appassionanti. Il primo per la complessità, il secondo per la rarità di trattazione ovvero, rispettivamente, la mal occlusione di classe 2 e le asimmetrie. Nella programmazione della giornata dedicata alle malocclusioni di classe 2, ho pensato di offrire un panorama completo sulla terapia scegliendo oratori di eccellenza sui vari approcci terapeutici.
Aprirà i lavori scientifici il professor Jim McNamara che ha pubblicato moltissimo sulle classi 2, sia per quanto riguarda la diagnosi che l'approccio terapeutico.
Saranno poi messi in evidenza gli effetti della terapia ortopedico-funzionale e analizzati i protocolli più comuni no compliance. Nel pomeriggio, un momento di eccellenza clinica con Renato Cocconi e Domingo Martinez. La seconda giornata come detto è dedicata alle asimmetrie (dentali e scheletriche), un argomento scelto perché piuttosto difficile e su cui non esistono scuole di pensiero specifiche, ma grandi clinici e ricercatori.
Al proposito ho invitato una tra le più esperte ricercatrici in immagini 3D - con la quale ho avuto l'onore di lavorare per alcune ricerche - e che nello specifico affronterà il tema della diagnosi delle asimmetrie al fine di valutare in modo tridimensionale la morfologia mandibolare.
Anche il sabato ci dedicheremo alla clinica, ed è per tale motivo che ho chiesto ai miei colleghi e amici di esporre "pillole di saggezza" di tipo clinico.
Quest'anno la Società Italiana Medicina del Sonno Odontoiatrica, la Società Italiana Disfunzioni e Algie Temporo Mandibolari (SIDA) e la Digital Dentistry Society (DDS) svolgeranno il loro incontro annuale in SIDO e l'Italian Board of Orthodontics (IBO) avrà una sessione scientifica dedicata. Tutto questo darà l'opportunità ai nostri soci di partecipare attivamente al congresso scegliendo tra una più ampia offerta.

A cura di: Arturo Zenorini per Dental Cadmos

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