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03 Maggio 2018

L’odontoiatria digitale, come ‘’l’analogica’’ ma con risultati migliori

La visione ed i consigli del prof. Cacioppo

di Davis Cussotto


Antonino Cacioppo, classe 1981 appartiene alla generazione dei millenials, i nati a partire dagli anni 80 del secolo scorso, con una spiccata familiarità con i media e le  tecnologie digitali. Laurea in Odontoiatria presso l’università di Palermo, ha iniziato a scansionare la bocca dei pazienti nel 2007 utilizzando la  mitica redcam. Possiamo paragonare questa impresa a chi nei primi anni 60 metteva da parte la penna stilografica per scrivere con una Olivetti Lettera 32. Oggi il prof. Cacioppo, oltre ad esercitare la professione a Palermo in uno studio supertecnologico, è docente di protesi all’ Università di Catania. Molto amato dai suoi studenti  a cui insegna a lavorare  fin da  subito con i sistemi ottici di ingrandimento e non solo. 


Come definisce la sua attività clinica e di ricerca a contatto diretto con il paziente utilizzando le nuove tecnologie digitali? 

Mi considero un dentista generico un general dentist di Palermo. Non sono un superspecialista perchè faccio di tutto dalla protesi mobile alla chirurgia guidata con  un ampio uso delle nuove tecnologie.Il digitale oggi, è la chiave di svolta in moltissime situazioni. Se capisci a cosa serve e cosa ti consente di fare, lo utilizzi sempre e non solamente nei casi complessi. Faccio un esempio che ci viene dall’endodonzia. Il rivelatore di apice è uno strumento che è entrato nel protocollo dei trattamenti canalari per gli indubbi vantaggi che offre, oggi non è più concepibile pensare a una endodonzia seria senza utilizzare uno di questi strumenti. Lo stesso deve accadere con l’impronta ottica endorale. Tutto deve ruotare intorno a questo concetto:  fare con il digitale tutto quello che facevi fino a ieri in analogico ottenendo risultati migliori.  Questo richiede studio e impegno poichè i risultati non si raggiungono immediatamente. 


Oggi quali sono le tecnologie più innovative? 

L’impronta ottica intraorale  ritengo sia una tecnologia consolidata pertanto non ne parlerò.Voglio invece citare altre due tecnologie di grande aiuto alla clinica. 

La CBCTè diventato lo strumento che ci consente di vedere in tre dimensioni. Le sue indicazione aumentano ogni giorno e non dimentichiamo che la  diagnosi corretta ci aiuta a risolvere un problema del paziente.Non parlo della chirurgia guidata ma discipline più antiche. Penso all’endodonzia nelle situazioni in cui mette in evidenza lesioni apicali in elementi pluricanalari o alle anatomie particolarmente contorte. Non voglio qui entrare in polemica con chi sostiene che i dentisti utilizzano troppi esami radiografici. Sottolineo che talvolta i colleghi non conoscono le pontenzialità dei nuovi software delle CBCT che consentono di eseguire esami mirati e quindi fare diagnosi, con dosi  di raggi pari a un terzo di quelle somministrate durante con una OPT. Altro esempio è quello delle lesioni endoperio, senza nulla togliere alla clinica e alla  sonda parodontale, la CBCT è a mio avviso essenziale per formulare una prognosi nel tempo dell’elemento dentale.

L’ elettromiografia digital è una importante  innovazione. Uno strumento facuile da utilizzare che semplifica le procedure gnatologiche in protesi con un rapido esame  dell’ ATM. In paziente disfunzinali, con alterazioni del tavolato occlusale e perdita della dimensione verticale  l’elettromiografia dell’ATM  fornisce dati che ci consentono di realizzare in Cad Cam degli overlay provviari  in PMMA da cementare sul tavolato occlusale. E’ una sorta di bite fisso che funzionalizzato in bocca può essere duplicato e servire da modello per una protesizzazione definitiva. 


Che cosa intende esattamente per Odontoiatra Digitale e cosa state facendo all’Università di Catania per formarlo? 

L’Odontoiatra Digitale è a mio avviso una nuova figura di professionista che ha competenze specifiche sul campo. Questa specializzazione richiede addestramento e conoscenze e già da oggi può svolgere le sue consulenze in uno studio dentistico. Insegno ai miei studenti che il CAD CAM sarà il loro modo abituale di lavorare perchè la filiera dentale va in questa direzione. Le lezioni di protesi vengono sempre eseguite con il supporto di uno scanner da impronta. Gli studenti devono da subito prendere confidenza con una impronta descrittiva, ossia la copia in 3D del dente preparato. Questo aiuta a correggere i difetti della preparazione: i software CAD consentono poi di realizzare il design del restauro e di misurare gli spessori. Il CAD diventa in questo modo uno strumento didattico fondamentale per i  futuri dentisti digitali che possono immediatamente verificare il lavoro di preparazione  svolto. Cerco di trasmettere agli studenti la curiosità e l’entusiasmo per indurli a esplorare tutte le possibilità che offre una apparecchiatura (scanner, Cbct etc.), andando anche oltre le indicazioni rigide  che arrivano dal rivenditore.  

 
 

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