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23 Luglio 2019

Quando il camice non è solo una divisa. L’abbigliamento medico tra norme legislative e di buon senso

M.Boc.

Dei camici, o meglio, sull'abbigliamento che devono avere gli odontoiatri e loro collaboratori e/o, più in generale, coloro che esercitano una professione sanitaria, si parla molto poco, per non dire mai.

Se si facesse un'indagine approfondita tra gli "addetti ai lavori" sulla normativa che regola i tipi di tessuto, il colore che dovrebbe caratterizzarli, le forme, le modalità di lavaggio, i tempi d'uso e quindi di sostituzione temporanea o definitiva, sarebbero probabilmente in pochi in grado di rispondere, appellandosi magari ad abitudini personali o ancora alla consuetudine, che a differenza di quanto avviene nel diritto civile, non può tuttavia derogare alla legge scritta. 

Consapevoli che il tema, articolato in così numerosi aspetti, merita ben altro approfondimento, specie in tempi di rinnovata attenzione a micobioma e microbiota, abbiamo rivolto alcune domande a chi, per professione, produce abbigliamento sanitario e quindi ha più familiarità con gli aspetti meno noti, che  il professionista della salute, tuttavia, è tenuto a non ignorare. Ai vari interrogativi risponde Gianna Pamich (nella foto), presidente dell'UNIDI ma anche titolare della "Pastelli", antica (ha 90 anni) ed affermata azienda produttrice di abbigliamento sanitario. 


Una prima domanda quasi ovvia: esiste una normativa sui camici e quali ne sono gli aspetti più significativi?  

Al momento non esiste ancora una norma specifica a livello nazionale o europeo nè tantomeno sono state pubblicate indicazioni o suggerimenti a cui si possa affidare il titolare di uno studio medico privato. E' doveroso però far presente che molti paesi stanno coprendo questa mancanza, in modi alquanto diversi. L’OSHA statunitense, svariati anni fa, introdusse l'obbligo della manica lunga e di una chiusura frontale di massima protezione, mentre nello stesso periodo in Germania sussisteva l'obbligo della manica corta e di un tessuto resistente al lavaggio a 90°. Successivamente anche i Paesi nord europei iniziarono a stabilire delle regole, introducendo la manica corta ed il divieto di utilizzare casacche di stile chirurgico per evitare di contrarre possibili infezioni sfilando l'indumento, mentre nel Regno Unito si regolava la manutenzione del camice, minimo 30 minuti a 60°. Recentemente l'Olanda si è uniformata alle norme nord europee aggiungendo il divieto di utilizzo di colori scuri, mentre altri Paesi stanno studiando norme specifiche. 


La normativa contempla anche le modalità di cambio e di lavaggio?  

Specifiche indicazioni sono presenti ad oggi solo in Germania e nel Regno Unito, come anticipato poc'anzi. 


Si può affermare che l'abbigliamento sanitario nasce soprattutto in funzione antibatterica? Esiste un obbligo delle mezze maniche? 

Non necessariamente. Anche un farmacista indossa un camice e non a scopo antibatterico ma a simbolo della professione. In realtà il camice nasce per salvaguardare gli abiti abitualmente indossati. La funzione antibatterica reperibile abitualmente nel mercato non garantisce una protezione, non essendo biocida. La manica corta è obbligatoria e utilizzata praticamente in tutt’Europa (sopratutto per motivi igienici) tranne che in Italia, Croazia e Grecia dove nella stagione invernale è richiesta la manica lunga prevalentemente per motivi di temperatura. Per la lunghezza della manica molti italiani si sono uniformati alle abitudini USA in contrasto con quella europea.


La medicina è una ma esistono vari modi di praticarla. Si può dire lo stesso per l'abbigliamento che il medico deve o può tenere a varie latitudini? 

Assolutamente si. Le abitudini, lo stile le esigenze cambiano grandemente da Paese a Paese. Restando in campo odontoiatrico possiamo individuare 4 grandi gruppi : i “basici”, come nel Centro Europa, negli stati Uniti e in Oceania dove viene utilizzato un completo semplice ed economico o semplicemente un camice, I “confortevoli” come nel Nord Europa ed in Italia, dove la comodità è considerata basilare e prevede casacca e pantalone. Gli “eleganti” come la Francia, la Spagna e Portogallo, la Russia ed ex repubbliche URSS e tutto il Medio Oriente dove la ricerca di eleganza e unicità sono al primo posto e dove può prevedere indifferentemente il completo casacca/pantalone ma anche gonna o camice utilizzato però come abito. O addirittura gli “esclusivi” come nei Paesi asiatici e nel Sud America, dove ogni medico desidera una sua immagine specifica, diversa dai colleghi. 


La tradizione indica il bianco come colore dominante (perché indica meglio lo sporco). Ma quali i colori "emergenti" o più diffusi? 

Il bianco rimane comunque il colore più richiesto in oltre il 50% dei casi. In generale, a seguire, il blu scuro, il rosso e la gamma dei verdi. Anche per il colore l'area è importantissima: nei Paesi anglosassoni prevale il nero ed ultimamente il grigio scuro, nell’Est Europa e nel Medio Oriente prevalgono il bianco e le tinte classiche come l'azzurro, il verde chiaro, e così via. In Italia, Spagna e Francia seguiamo maggiormente le indicazioni della moda: nell'anno del verde, il verde, nell'anno del rosa, il rosa, etc.etc.


Esiste in Europa una regolamentazione comune come si sta (faticosamente) cercando di varare per i dispositivi (devices)? 

Non ancora ma è prevedibile che a breve si renderà necessaria per uniformare quanto attualmente legiferato dai singoli Paesi. 

 
 

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