Agneta: oltre ad un Congresso dall’alto valore scientifico, ISDH 2026 sarà un incontro tra professionisti accomunati da una visione condivisa: la promozione del benessere del paziente lungo tutto l’arco della vita
Dal 9 all’11 luglio 2026, Milano ospiterà igienisti dentali provenienti da tutto il mondo in un evento unico che unisce formazione scientifica, networking e cultura. Dopo 28 anni, il Simposio Internazionale dell’Igiene Dentale torna in Italia. Associazione organizzatrice è l’AIDI, la presidente Maria Teresa Agneta ci presenta l’evento.
Ne avevamo parlato su Odontoiatria33 tempo fa, ci ricorda come nasce la candidatura di Milano per ospitare ISDH 2026 e quale significato ha per l’Italia riportare questo evento internazionale dopo tanti anni?
La candidatura italiana per ospitare ISDH 2026 è stata ufficialmente presentata e accettata, nel 2019 a Brisbane, grazie alla determinazione della dott.ssa Antonella Abbinante, allora Presidente AIDI, e della dott.ssa Chicca Scagnetto, delegate AIDI. Il risultato è stato possibile grazie a un lavoro sinergico all’interno della Federazione Internazionale (IFDH), di cui l’associazione è membro ufficiale dal 1989. Si è trattato di un traguardo importante, che ha confermato la stima e la considerazione di cui gode la comunità professionale italiana a livello internazionale, ma anche il riconoscimento di Milano come polo globale di riferimento economico, culturale e scientifico. Riportare in Italia un evento di questa portata, dopo 28 anni dalla storica edizione di Firenze nel 1998, rappresenta un riconoscimento significativo del livello formativo, scientifico, tecnologico e clinico raggiunto dagli Igienisti dentali italiani. ISDH 2026 sarà quindi una vetrina internazionale delle eccellenze del nostro Paese. Accanto al valore scientifico, l’evento avrà anche una forte componente emotiva e simbolica, con momenti di apertura caratterizzati da creatività e elementi di sorpresa. Per ora, però, non sveliamo nulla.
Il tema scelto per questa edizione, “Oral Health and General Health: Prevention & Progress”, riflette una visione precisa della professione. E’ solo un tema di un Congresso o anche un messaggio che volete trasmettere alla comunità internazionale?
Il titolo riflette una visione ben precisa dell’intero programma e ne rappresenta il filo conduttore. Da un lato, “Oral Health and General Health” sottolinea la stretta relazione biunivoca tra salute orale e salute sistemica. E’ ormai consolidato dalle evidenze scientifiche, il legame tra patologie orali e condizioni sistemiche come diabete, malattie cardiovascolari, deficit cognitivi, patologie respiratorie e complicanze della gravidanza, e il loro impatto non solo sulla qualità di vita delle persone, ma il loro effetto sui costi dei sistemi sanitari. Sottolineare questi temi in un congresso internazionale significa riaffermare il ruolo centrale dell’Igienista dentale come professionista sanitario esperto in prevenzione e promozione della salute, all’interno di un team interdisciplinare. Dall’altro lato, “Prevention & Progress” richiama sia lo sviluppo clinico e tecnologico sia il rafforzamento identitario di una figura sempre più strategica nei sistemi di prevenzione, in Italia e a livello internazionale.
Il congresso affronta la salute orale lungo tutte le fasi della vita: quanto è importante oggi adottare una visione “life-course” nella prevenzione e quale è il ruolo dell’igienista dentale?
L’esistenza umana non è altro che una sequenza di fasi della vita, dalla nascita alla morte, durante le quali la salute e il benessere della persona sono condizionati da fattori individuali, sociali, ambientali. L’esposizione precoce ai fattori di rischio può incidere sulla salute anche a distanza di anni. In questo contesto, l’approccio “life-course” è fondamentale, perché consente di interpretare la salute orale e generale come un processo dinamico e continuo, nel quale la prevenzione assume un ruolo centrale e deve essere costante e adattata alle diverse fasi della vita. Per l’Igienista dentale questo significa calibrare le strategie preventive in base all’età e ai fattori di rischio, promuovere un’educazione alla salute orale continua, intercettare precocemente le problematiche e garantire una presa in carico nel tempo, assicurando così continuità assistenziale. Il congresso ha sviluppato il programma proprio seguendo le fasi della vita — infanzia, adolescenza, età adulta e terza età — approfondendo per ciascun ciclo i fattori di rischio, gli approcci terapeutici personalizzati e le più recenti evidenze scientifiche e tecnologie.
Ci indica i momenti di approfondimento imperdibili del Congresso?
È una domanda difficile, perché il programma è molto ricco e articolato e offre contenuti di interesse per clinici, educatori, ricercatori e studenti, strutturato secondo le quattro principali fasi del ciclo di vita. Il Congresso include sessioni plenarie con relatori di rilievo internazionale che affronteranno temi legati all’infiammazione e alle patologie croniche, sessioni scientifiche e simposi internazionali, workshop pratici dedicati alle più recenti innovazioni tecnologiche e sessioni poster. Ogni giornata rappresenterà un’opportunità unica di confronto con esperti provenienti da tutto il mondo, offrendo la possibilità di entrare in contatto con progetti di ricerca, modelli operativi e nuove evidenze scientifiche. Saranno momenti di grande valore formativo e professionale.
Spesso associamo l’innovazione tecnologia in odontoiatria a protesi, implantologia, conservativa. Che spazio hanno le nuove tecnologie, l’IA nelle vostre attività cliniche? Affronterete anche questi temi?
Il Congresso internazionale dedicherà ampio spazio all’intelligenza artificiale, che sta profondamente trasformando anche il lavoro dell’igienista dentale. Le nuove tecnologie consentono una sempre maggiore personalizzazione della prevenzione, attraverso piani di trattamento su misura, strumenti digitali per l’educazione e la motivazione del paziente, sistemi di teleassistenza per il monitoraggio a distanza e modelli predittivi del rischio. Si tratta di tematiche centrali che verranno affrontate nel corso delle diverse giornate e nelle sessioni dedicate, evidenziando come l’innovazione stia ridefinendo strumenti e approcci della prevenzione.
ISDH è anche l’occasione per confrontare l’esercizio della professione di igienista dentale al di fuori dell’Italia. Quali i modelli di altri Paesi che vorreste adottare?
Il Congresso rappresenta una grande opportunità di crescita professionale anche sul piano formativo e delle competenze. Il confronto con colleghi provenienti da altri Paesi consente non solo di conoscere culture e approcci differenti, ma anche di osservare modelli organizzativi e formativi diversi, spesso caratterizzati da maggior autonomia clinica, che potrebbero essere fonte di ispirazione. Non si tratta di individuare un modello unico da adottare, quanto piuttosto di avviare una trasformazione culturale e professionale, consapevole del valore della nostra figura e orientata al miglioramento continuo. L’obiettivo è sviluppare un ruolo sempre più qualificato, anche in ambito territoriale e di sanità pubblica, rafforzando il contributo dell’igienista dentale nei diversi contesti assistenziali.
Per la prima volta all’ ISDH saranno presenti Dental therapists, Oral therapists, and Oral health therapists. Che figure professionali sono e di cosa si occupano nello specifico? E poi, perché la scelta di coinvolgerli?
I dental therapists, oral therapists e oral health therapists sono professionisti dell’ambito odontoiatrico con una formazione in parte sovrapponibile a quella dell’igienista dentale, ma con differenze legate ai diversi sistemi formativi e normativi dei Paesi di provenienza. Si occupano prevalentemente di prevenzione e di un insieme di attività che, a seconda del contesto legislativo, possono includere igiene orale, trattamenti conservativi in età pediatrica e alcune terapie parodontali di base o avanzate. La loro presenza, ormai ufficiale nella IFDH e all’interno del congresso, rappresenta un messaggio importante di apertura e inclusione, in un momento storico in cui il dialogo e la collaborazione internazionale sono fondamentali. Questo confronto consente inoltre di comprendere meglio altri modelli organizzativi e di riflettere su possibili sviluppi della professione, soprattutto in ambito di odontoiatria di comunità, contribuendo ad arricchire il dibattito scientifico e professionale.
Ultima domanda forse un po' scontata. Se doveste riassumere in una sola idea ciò che renderà ISDH 2026 un appuntamento memorabile per gli Igienisti dentali di tutto il mondo, quale sarebbe?
ISDH 2026 non sarà soltanto un Congresso scientifico di alto livello, ma un momento di incontro tra professionisti diversi, accomunati da una visione condivisa: la promozione del benessere del paziente lungo tutto l’arco della vita. Come ricordava John Donne, “nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto”. In questo senso, l’igiene dentale è parte integrante di un sistema più ampio: ISDH rappresenta proprio questa visione condivisa e interconnessa della salute.
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