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17 Settembre 2019

Sarà così l’FDI dell’italiano Gerhard Seeberger

I principali interventi del piano strategico FDI per i prossimi anni, ma la priorità è sensibilizzare gli Stati sulla promozione della salute orale

M.Boc.

Commentando la sua elezione alla somma carica FDI, un giornale italiano lo ha definito: “Il tedesco che rende fieri i dentisti italiani”. L’Odontoiatria nostrana ha infatti esultato nell’apprendere l’elezione di Gerhard Seeberger (nella foto) a presidente FDI. 

Ma è successa la stessa cosa coi suoi connazionali?
Ho amici e importanti legami con la Germania – dice il neo presidente - ma ormai mi sento italiano. Anzi, sardo in molti aspetti del carattere, non lontano da quello delle mie origini, nel Nord Baviera”.

Forse proprio per l’essere a cavallo di due culture simili e diverse che al di là delle Alpi hanno guardato con favore alla sua elezione. “I problemi da affrontare nella professione odontoiatrica sono sovrapponibili in tutti i Paesi europei - osserva – Anzi. In tutte le grandi sanità, ‘bismarckiane’ e ‘beveridgiane’, mutue o copertura di stato, nessuno regala niente. Gli esborsi delle famiglie sono elevati pur rimanendo insufficienti, la professione è quindi chiamata a dare il meglio in una situazione di stress e risorse limitate”. Negli innumerevoli riconoscimenti conferiti nel corso di una carriera straordinaria, la presidenza FDI è certo il più prestigioso.  

Ma in che modo il professionista nord bavarese con animo ed italica “Weltanschauung” (visione del mondo) intende onorarla?  
A guidare le sue priorità per questo triennio, dice, è il Piano Strategico FDI 2018–2020 con 3 aree di intervento: membership (“fare squadra”), advocacy (tutelare il cittadino nei rapporti FDI con realtà statuali e internazionali) e condividere la scienza. “A mio avviso –osserva- c’è gran bisogno di advocacy, perché mai come ora le scelte dei Paesi nella sanità sono guidate da esigenze economiche e non di salute. Le patologie del cavo orale aumentano con tutte le loro conseguenze a livello sistemico”.

Anche in un’indagine del prestigioso Lancet di Londra, autorevoli ricercatori denunciano lo stato di crisi dell’Odontoiatria, “inadeguate, inique e costose” le risposte della salute pubblica, visto che privano miliardi di persone dell’accesso alle cure di base. Che cosa intende fare, come FDI, per apportare soluzioni?  
Noi dobbiamo supportare la ricerca, monitorare e ove possibile, indirizzare le scelte dei decisori, dando priorità alle politiche per lo sviluppo della salute orale nei paesi più poveri. Perciò, insieme ai nostri iscritti, le associazioni nazionali, vogliamo alzare i livelli di cultura della salute orale. La Giornata Mondiale della Salute della Bocca, organizzata il 20 marzo di ogni anno, coinvolge i ‘partner’ industriali e le istituzioni, con cui ambiamo ad avere rapporti di assoluta trasparenza, nel dialogo con i cittadini. Ci impegniamo che la Universal Health Coverage (la copertura della salute a livello globale) delle Nazioni Unite comprenda anche quella orale. UHC significa che tutti hanno accesso a tutti i tipi di cure - quelle che promuovono la salute, preventive, curative, riabilitative e palliative - di sufficiente qualità per essere efficaci senza esporre il cittadino paziente a difficoltà economiche”.

Su altri aspetti più pressanti per cui intende battersi, si rifà ad un’intervista: “Mi sembra riduttivo parlare di salute orale “ottimale”, quando l’aggettivo funziona solo se attribuibile a quella complessiva”. E, ribadendo il concetto: “Nelle molte sfide che attendono le nostre società conta la sinergia tra medici e odontoiatri. In particolare le relazioni tra patologie orali e sistemiche, dove l’Italia ha un ruolo, vantando ricerche di livello nella relazione tra masticazione, salute orale e neurofisiologia”. Insieme si può discutere di come inserire le più diffuse patologie orali (carie, parodontiti) tra le non trasmissibili come le cardiovascolari e tumori, anche se qualcosa “eppur si muove” a livello internazionale.  

Con il 'Global Periodontal Health Project' e ‘l’Endodontics for General Practitioners Project’, FDI ha esaltato il common risk factor approach in cui la promozione della salute orale e la prevenzione delle malattie della bocca costituiscono il forte  contributo dell’odontoiatra nell’attenuare la carica delle malattie non trasmissibili e i costi correlati alla loro cura. Guardando al passato, c’è da chiedersi se vi sia qualcuno tra i suoi incarichi, in cui Seeberger ritiene di aver dato un contributo efficace. “Come Presidente dell'Academy of Dentistry International, dal 2011 ho promosso l’importanza dell’acqua per un organismo sano, salute orale ottimale, terapia odontoiatrica efficiente, ambiente sociale ed imprenditoriale valido e vita sostenibile: progetto unico, apprezzato da altre grandi istituzioni nella gestione delle “policies” odontoiatriche e oltre”. “Come Consigliere FDI  - continua - Presidente dell’Assemblea Generale e come Presidente Eletto ho dato importanza a tutti i popoli, nessuno escluso. Con Il documento Vision 2020, il White Paper on Endodontic Care, le Linee guida endodontiche per il dentista generale e le decisioni per progetti e documenti politici e governativi ho realizzato qualcosa. Come con la Carta della Salute sviluppata e presentata agli odontoiatri europei come Presidente dell’Organizzazione Regionale Europea(ERO) dell’FDI”. 

Con profondo orgoglio rivendica soprattutto la presidenza in AIO.
Quale associazione professionale nel mondo -  si chiede-  ha avuto l’apertura mentale e culturale di porre al vertice uno straniero nei difficili primi anni del Duemila?”.

Un dubbio, tuttavia rimane: come conciliare la carriera professionale con quelle istituzionali per l’avanzamento della professione, senza che una finisca per limitare l’altra?  
"Non cercavo mai posizioni o visibilità. I miei colleghi capivano i messaggi che lanciavo e si fidavano del come io recepivo i loro. Quel dialogo ‘elevato’ negli anni mi hanno responsabilizzato, portandomi dapprima ai vertici ERO e oggi in FDI. Se i compiti sono ‘gravosi’, ma le idee e la mission sono chiare, “il tempo per alimentare la politica professionale con l’esercizio della professione (e viceversa) si trova”.Anche per questo ritiene di essere apprezzato: “Il mio lavoro con i pazienti mi rende uguale ai colleghi nel mondo– dice - A loro piace vedere “uno dei nostri” come leader". Per non parlare dell’insegnamento: “Anche durante il World Dental Congress  FDI a San Francisco ho presentato il White Paper in Endodonzia e le Linee guida endodontiche per l’odontoiatria generale della FDI insieme al mio co-autore: due documenti portati di recente al Congresso della Società Europea di Endodonzia a Vienna"

Ogni sodalizio piccolo o grande, pone oggi in primo piano i giovani. Sarà così anche per l’FDI targata Seeberger?
“Si può avere una visione futura quanto si vuole – sottolinea- ma senza coinvolgere le future generazioni, la vision non si concretizza. Vorrei che i giovani diventassero comunicatori di valori: certo non lo è chi corre dietro il business per far qualcosa alla gente e non “per” la gente. A questi va la mia solidarietà”.  


Photo credit: FDI 

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