Un modello riproducibile e sostenibile di umanizzazione dell’assistenza odontostomatologica che parte da una corretta formazione e sensibilizzazione dell’odontoiatra. L’esperienza dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “P. Giaccone” di Palermo
Il Corso “Umanizzazione dell’assistenza odontostomatologica nella moderna pratica clinica” – che si è svolto lo scorso 30 novembre a Villa Magnisi, Palermo – è parte del Progetto Regione Sicilia PSN 2016 “Umanizzazione dell’assistenza specialistica odontostomatologica per il paziente fragile”, nato all’interno dell’Unità operativa di medicina orale con odontoiatria per pazienti a rischio dell’AOUP “P. Giaccone” di Palermo per iniziativa della prof.ssa Giuseppina Campisi e della sua équipe.
“Nel 2001 abbiamo iniziato a occuparci di patologie del cavo orale e di prevenzione secondaria del cancro orale, compreso la gestione delle lesioni potenzialmente maligne quali il lichen planus, la leucoplachia e l’eritroplachia.
Partendo dai bisogni territoriali ascrivibili alla medicina orale, ci siamo ritrovati di fronte a un crescente bisogno di assistenza odontostomatologica da parte della popolazione affetta da pluripatologie e sottoposta a lunghe e impegnative terapie farmacologiche.
È nata così la necessità di dedicare particolare attenzione alla salute generale del paziente che manifestava un sintomo o un segno clinico non legato esclusivamente a patologia endo-parodontale. In particolare, i soggetti definiti ‘fragili’, con patologia oncologica o con disabilità fisiche o mentali, ma anche pazienti anziani, sono tutti accomunati dalle necessità della presa in carico.
Quando nel 2009 il Ministero della Salute ha emanato una raccomandazione legata alla prevenzione dell’osteonecrosi nei pazienti trattati con bifosfonati e successivamente, nel 2014, un’altra raccomandazione per la promozione della salute orale per il paziente adulto oncologico, abbiamo capito come nel nostro ruolo di odontoiatri – e ancora più di medici orali – eravamo chiamati a relazionarci in maniera più inclusiva, standardizzata e inedita, forse anche, per noi.
Ci è sembrato necessario modificare profondamente il rapporto/approccio con i pazienti, sposando una metodologia di lavoro legata alla medicina narrativa – di cui parla impeccabilmente l’americana Rita Charon nel suo bellissimo libro intitolato, appunto, Medicina narrativa – in tutti gli ambiti sanitari, in particolare laddove si ha a che fare con pazienti fragili, sia in ambiente pubblico che in quello libero-professionale.
Comprendendo che non potevamo essere i soli a parlare questo linguaggio e che era necessario trovare un percorso che ci permettesse di ‘raccontare’ i fondamenti di questo modus operandi anche agli altri colleghi, abbiamo presentato, nel 2016, un progetto educational alla Regione Sicilia con l’obiettivo di trasmettere le competenze da noi maturate al maggior numero di operatori impegnati nella gestione multi-disciplinare del paziente fragile (oncologico e non).”
Un progetto di co-costruzione
Dalla voglia di diffondere l’operatività che caratterizza il progetto, assolutamente riproducibile, nasce il Corso “Umanizzazione dell’assistenza odontostomatologica nella moderna pratica clinica”, come ci racconta la dott.ssa Vera Panzarella, ricercatrice dell’Università di Palermo.
“L’idea del Corso nasce dal desiderio di divulgare, al maggior numero possibile di colleghi, spirito e metodologia del nostro progetto. Il fine ultimo è quello di favorire, sul territorio regionale, ma anche nazionale, altre iniziative finalizzate alla costruzione di percorsi di assistenza odontostomatologica umanizzata, con una maggiore partecipazione e consapevolezza da parte in primis dei colleghi odontoiatri. Relativamente al concetto di fragilità vorremmo che fosse ricondotto alla persona che perde tutte (o parte delle) determinanti, fisiche o psichiche, proprie della sua autonomia.
Ricordiamoci che l’apparato stomatognatico è quello che garantisce tante funzionalità – masticatoria, fonatoria, deglutitoria – le quali intervengono anche profondamente sulla vita di relazione di un individuo, sia in assenza che, soprattutto, in presenza di malattia. La perdita di quest’equilibrio in medicina narrativa viene definita ‘rottura biografica’ di un essere umano e comporta una serie di abbattimenti psicologici e fisici che devono essere conosciuti e supportati.
Quando parliamo di umanizzazione delle cure relativamente a questi pazienti non ci rivolgiamo solo agli odontoiatri, ma anche a tutti gli attori che prendono parte al percorso terapeutico di questi soggetti: medico curante, oncologo, internista, medico orale, igienista dentale, comprendendo tutti gli specialisti medici e paramedici ma anche i caregiver, i familiari, che hanno a cuore la salute del loro caro. È necessario pertanto riqualificare il territorio e tutte le figure sanitarie, informarli e formarli in maniera adeguata, supportare le famiglie e creare dei percorsi di aggregazione.
Durante la giornata formativa sono stati evidenziati gli attuali fabbisogni del contesto etico-sanitario attuale e delineate le nuove traiettorie di orientamento politico-sociale per la promozione di engagement/empowerment di tutti gli attori coinvolti e dedicati all’assistenza odontostomatologica del paziente con fragilità.”
Il Corso ha visto la forte partecipazione di molte figure professionali, odontoiatri, oncologi, psicologi, medici specialisti e studenti universitari. Grazie alle competenze dei diversi relatori intervenuti, si è parlato di bioetica e di biodiritto (prof.ssa Isabel Trujillo, Dip. Giurisprudenza-UNIPA), di empowerment nell’attuale contesto socio-sanitario (prof. Gioacchino Lavanco, Dip. di Scienze psicologiche, pedagogiche, dell’esercizio fisico e della formazione-UNIPA), di counselling e di orientamento/sostegno del paziente oncologico (dott.ssa Monica Bazzano, Dip. Materno infantile, AOUP “P. Giaccone” di Palermo), di Narrative Base Dentistry e di salute orale (prof.ssa Giuseppina Campisi, Di.Chir.On.S-UNIPA), di modelli di assistenza personalizzata e integrata per i pazienti fragili (prof.ssa Olga Di Fede, Di.Chir.On.S-UNIPA) e di umanizzazione dell’assistenza odontostomatologica nell’era digitale (dott.ssa Vera Panzarella, Di.Chir.On.S-UNIPA).
Giornate “dedicate” e gli appuntamenti di “Io POSSO”
Presso l’U.O. di medicina orale con odontoiatria per pazienti a rischio (AOUP “P. Giaccone” di Palermo) sono stati avviati dei percorsi preferenziali per i pazienti con special needs.
“Il percorso di umanizzazione e di avvicinamento al paziente, in particolare quello fragile, necessita di una rimodulazione del rapporto medico/paziente, richiede un’abilità diversa, parte da un’approfondita anamnesi del soggetto e da un ascolto attivo per arrivare sino all’adozione di tecniche di comunicazione specifiche, alla creazione di setting migliori e più efficaci di assistenza. Sono stati creati anche dei percorsi preferenziali, con giornate dedicate esclusivamente ai pazienti con special needs e tale obiettivo è stato raggiunto anche grazie a un progetto di telemedicina finanziato dalla Regione Sicilia, con fondi PSN 2014, per la creazione di apposite piattaforme informatiche in grado di facilitare la prenotazione della prima vista, l’iter diagnostico-terapeutico e il follow-up di questi pazienti” racconta la prof.ssa Olga Di Fede.
“Questo modello di assistenza si fonda su due aspetti paralleli e imprescindibili: il primo, prettamente clinico, all’interno del quale sono stati costruiti diversi protocolli ad hoc per le differenti categorie di pazienti: ad esempio, ‘PROMaF Prevenzione e ricerca osteonecrosi delle ossa mascellari farmaco relata’, percorso dedicato al paziente oncologico in terapia con alcuni farmaci; il secondo aspetto è di supporto e affiancamento al paziente. Esso è strettamente legato al primo, che ha favorito la programmazione non solo di giornate assistenziali dedicate, e si sviluppa attraverso alcune iniziative di incontro, fuori dall’ambulatorio a fine visita, in spazi diversi della stessa struttura assistenziale.”
È nato quasi spontaneamente, grazie al rapporto empatico tra il team del settore di ricerca clinica e i pazienti oncologici in terapia, un gruppo molto innovativo: Io POSSO (acronimo di Pazienti Oncologici e Supporto alla Salute Orale), coordinato dalla prof.ssa Di Fede, insieme alla dott.ssa Vera Panzarella e in collaborazione con la dott.ssa Monica Bazzano, psicoterapeuta dell’AOUP, deputata all’ottimizzazione del lavoro in team, alla gestione dello stress mediante utilizzo di tecniche cognitivo-comportamentali.
Prosegue la prof.ssa Di Fede: “Con il gruppo Io POSSO, abbiamo organizzato un ciclo preliminare di 4 appuntamenti quadrimestrali durante i quali – insieme con altri specialisti, come la dott.ssa Sonia Vasto, biologa nutrizionista ricercatrice UNIPA, e il dott. Carmine del Gaizo, ortopedico e ozonoterapeuta – i pazienti e i loro famigliari hanno avuto la possibilità di confronto su tematiche associate al trattamento chemio o radioterapico.
Non si tratta quindi di un sostegno esclusivamente psicologico: il paziente riconosce di far parte di un gruppo, all’interno del quale è possibile confrontarsi, con altre modalità di relazione, di apprendere nuove strategie ed energie utili per affrontare il percorso di cura. La cultura del gruppo Io POSSO vuole trasmettere la consapevolezza che qualsiasi esperienza di malattia può essere anche una risorsa. Far parte di un gruppo favorisce il rispecchiamento e la condivisione: i pazienti sperimentano, prima di tutto, l’essere non più soli. I momenti aggregativi, inoltre, diventano occasioni di confronto, di formazione e di informazione reciproca grazie ai quali anche noi operatori sanitari continuiamo a crescere e a meglio comprendere i nostri pazienti e i loro bisogni. È già pronto il programma degli incontri per il nuovo anno, insieme ad altre stimolanti iniziative aggregative”.
L’équipe della prof.ssa Campisi proseguirà quindi anche nel 2020 il lavoro di coinvolgimento e di formazione, con l’obiettivo di rendere “possibile” un’assistenza umanizzata e umanizzante da parte di tutti quei professionisti che scelgono di mettersi “al fianco” dei loro pazienti.
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