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20 Gennaio 2020

A fine mese il Congresso Internazionale di ANDI Torino

Il tema è il “Successo a lungo termine in parodontologia ed implantologia”, lo presenta il dott. Daniele Cardaropoli


Il 31 gennaio e 1° Febbraio il Centro Congressi del Lingotto ospita il Congresso Internazionale ANDI Torino. Dedicato al “Successo a lungo termine in parodontologia ed implantologia: il reale apporto della ricerca scientifica alla pratica clinica”, l’evento assume quest’anno la speciale veste del “Memorial” a ricordo di Giuseppe Cardaropoli, brillante professionista e docente, prematuramente scomparso nell’Aprile del 2018. Il fratello Daniele, anch’egli affermato professionista nonché docente, illustra entrambi gli eventi. 


Parliamo prima del Congresso e delle sue caratteristiche salienti. Il titolo dell’evento sembra essere più che allettante, specie per l’espressione “a lungo termine”, che lascia intravvedere “follow up” praticamente infiniti. 

In effetti l'idea che abbiamo avuto nell’organizzare questo congresso e’ stata quella di dare risalto ai risultati che possiamo tenere dalle terapie parodontali ed implantari nel lungo termine. Quando oggi proponiamo delle soluzioni terapeutiche ai nostri pazienti dobbiamo essere consci che queste soluzioni possono durare nel tempo. E questo non solo per una ragione medico-legale ma soprattutto, a mio avviso, per una ragione fondamentalmente etica. Avremo la fortuna di avere come relatore il professor Ron Nevins, uno dei maestri della parodontologia e dell'implantologia orale internazionale. Penso che sia uno dei pochi, se non l'unico, in grado di fornirci dati e mostrare follow-up a cinquant'anni. Questa relazione arricchirà tutti i partecipanti dal punto di vista culturale e scientifico in modo veramente unico. Ma avremo anche l'onore di ospitare il professor Massimo Simion che ci porterà i risultati più a lungo termine disponibili in letteratura nell' ambito della rigenerazione ossea guidata. Stiamo parlando di follow-up a trent’anni.  


In una nota illustrativa si afferma la possibilità di capire come e quando la ricerca ha modificato il “modus operandi” in Parodontologia ed Implantologia Orale. Vuol spiegare meglio l’affermazione? 

Questo punto probabilmente rappresenta il nucleo fondante del congresso. L'idea è quella di mettere in evidenza il ruolo centrale della ricerca scientifica al fine di mettere a punto protocolli terapeutici realmente efficaci nei confronti dei nostri pazienti. Sono fermamente convinto che La ricerca scientifica non deve mai essere fine a se stessa, ma deve sempre rivolgersi alle reali necessità terapeutiche dei nostri pazienti. Conseguentemente i clinici devono trovare risposte ai loro dubbi terapeutici dai risultati e dalle informazioni fornite dalla ricerca. Grazie all'enorme lavoro svolto in tanti anni in ambito di ricerca parodontali oggi esistono protocolli terapeutici “orizzontali”, universalmente accettati e condivisi che ci consentono di trattare la malattia parodontale e le sue sequele anatomiche. Vorremmo andare oltre al concetto di “evidence based”, che si fonda su dati delle revisioni sistematiche della letteratura troppo spesso non applicabili nella realtà clinica quotidiana, ed introdurre il concetto di “clinical evidence based”. 


Prescindendo dall’ubicazione del Congresso, è fondato parlare di “Scuola torinese” di Parodontologia? La città può veramente porsi come punto di riferimento della specialità? 

Rispondo molto volentieri a questa domanda. Per vari motivi molto spesso, storicamente, la parodontologia italiana ha visto concentrarsi in un'unica città diversi professionisti di altissimo valore. Mi viene in mente ad esempio il ruolo centrale svolto da Firenze e dai parodontologi fiorentini nella crescita della cultura parodontale nel nostro paese. In questo momento a Torino si è creato un polo di professionisti di altissimo livello accademico e della libera professione che oggettivamente sta fornendo un contributo importante alla parodontologia ed alla implantologia orale. Ne sono prova l’elevato numero di pubblicazioni scientifiche che vengono prodotte annualmente e che, nella città di origine degli autori riportano, appunto, il nome di Torino. Nella nostra città giungono, durante l'anno, centinaia di colleghi non solo italiani ma anche provenienti dall'estero per seguire percorsi universitari e corsi di aggiornamento presso centri di educazione che sono punti di riferimento nel panorama internazionale. A diversi livelli quindi la nostra città può con orgoglio porsi al centro della cultura e della ricerca parodontale ed implantare, e nel pomeriggio del venerdì I paleontologi di Torino si confronteranno sulle proprie esperienze “aprendosi” a pubblico presente in sala. 


Come si è pervenuti al Memorial Giuseppe Cardaropoli ?  E’ un omaggio isolato o vi sarà un seguito come lascia intravvedere quell'aggettivo "primo" riferito al Memorial? In ogni caso in che cosa consiste? 

Posso dire che da quando fratello Giuseppe ci ha lasciato nell'aprile nel 2018 ho continuamente ricevuto attestati di affetto e di stima per lui. Il cercare di ricordarlo e’ stato chiaramente un pensiero che ho sempre avuto dentro di me, nel mio cuore, ma sentire colleghi ed amici spronarmi giorno dopo giorno ci ha portato, e dico “ci” perché in quest'idea ho sempre avuto l'appoggio di Virgilio Bobba, a pensare ad un congresso in grado di tenere vivo il ricordo di Giuseppe tra noi. Non sarà un omaggio isolato ma daremo continuità a questa idea creando un evento che avrà una cadenza biennale, collegato al congresso internazionale ANDI Torino. E sempre in quest'ottica e’ stata creata recentemente la Fondazione Giuseppe Cardaropoli per la ricerca e la cura in parodontologia. Ente del terzo Settore, la Fondazione nell’ onorare la memoria di mio fratello, si pone come obiettivi la divulgazione delle conoscenze in ambito medico odontoiatrico riguardanti la malattia parodontale, sostenendo progetti di ricerca clinica, borse di studio per tesi di laurea e di specializzazione, programmi di prevenzione e screening rivolti alla popolazione. Sono stato nominato Presidente della Fondazione, e questo mi inorgoglisce in modo particolare, ed avrò l’onore di essere coadiuvato da un Comitato Scientifico formato dalla Dott.ssa Lorena Gaveglio, dal Dr Virginio Bobba (Presidente ANDI Torino) e dal Dr Gianluigi D’ Agostino (Presidente Commissione Albo Odontoiatri di Torino).  


Dei momenti scientifici di quest’ evento, quale sarebbe stato, secondo lei, quello più apprezzato da Giuseppe?  

Penso che avrebbe apprezzato particolarmente la sessione sui risultati a lungo termine. Essendo stato lui un ricercatore nel vero senso della parola, ha sempre creduto nell'importanza dei dati oggettivi in grado di supportare ed indirizzarci nelle nostre decisioni cliniche. Ma avrebbe anche apprezzato la sessione della parodontologia torinese, dove sarebbe rimasto colpito dalla tavola rotonda credendo molto nel confronto scientifico al fine di migliorare le conoscenze.     

 
 

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