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28 Aprile 2020

La teledentistry in protesi ed igiene orale: quando è possibile

A pochi giorni dal primo congresso virtuale di AIOP, con il presidente Poggio proviamo a capire quali possano essere gli sviluppi in protesi


L’odontoiatria al digitale ha già cambiato il modo realizzare le riabilitazioni protesiche.
La teledentistry per l’ortodonzia e magari alcuni consulti di patologia orale potrà aiutare anche a gestire il distanziamento sociale in sala d’attesa ed il rischio aerosol, ma in protesi questo sarà possibile?


Lo abbiamo chiesto
al presidente dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica (AIOP) Carlo Poggio (nella foto).

Come studi professionali il nostro spazio di “smart working” in ambito di terapia in generale è ovviamente totalmente marginale. La terapia odontoiatrica nella misura in cui è esecuzione di procedure dovrà sempre essere effettuata “dal vivo”. Tuttavia questa fase di lock down ha reso evidente come il tempo di un professionista non sia interamente dedicato all'esecuzione manuale di terapie. Esistono importanti spazi e fasi di controllo. In alcuni ambiti come ad esempio l’ortodonzia queste fasi sono più rilevanti, per cui si stanno sviluppando vere e proprie tecnologie di “tele dentistry”. La disciplina protesica non fa differenza: fasi quali la progettazione, la simulazione di trattamento, il semplice controllo possono certamente essere fatte in remoto, una volta che il materiale rilevante è stato acquisito. Un flusso di lavoro digitale può in questo senso, a partire da una scansione intraorale associata ad esami radiografici rendere il “paziente virtuale” una modalità di lavoro che semplifica la programmazione delle fasi di cura.Detto questo nessuna fase manuale in nessuna area odontoiatrica ovviamente al momento è rimpiazzabile.


Ci spiega nello specifico qualche abito di intervento dove le nuove tecnologie possono aiutare il protesista nella fase post emergenza? 

In anni recenti la nostra disciplina si è concentrata molto sul confronto tra flusso di lavoro analogico e flusso di lavoro digitale. Oggi il tema è quello del flusso di lavoro in sicurezza. Sotto questo aspetto le tecnologie digitali offrono una serie di vantaggi a mio parere piuttosto evidenti. La semplificazione delle procedure negli ultimi anni è un elemento che accomuna il giudizio di molti clinici, e gli strumenti digitali unitamente a materiali monolitici sempre più performanti ne sono i principali artefici.



Per l’igiene orale invece non c’è soluzione? 

Il ruolo dell’igienista è da un lato esecuzione di procedure e dall’altro “coaching” del paziente per la cura della sua salute orale. La seconda parte non è secondaria rispetto alla prima, anzi spesso è quella che fa la reale differenza. Se la parte di mera esecuzione delle procedure di igiene professionale non potrà certo cambiare, sicuramente la disponibilità di sistemi di connessione online entrati prepotentemente nelle case di tutti potrebbe consentire nuove interazioni per la parte di motivazione. Immaginiamo un paziente che nel programma di mantenimento abbia delle video chiamate finalizzate alle parti di istruzione e di mantenimento della motivazione. Mesi fa sarebbe sembrato irreale. Oggi troviamo di colpo una popolazione rapidamente educata all’utilizzo di piattaforme video sempre più semplici da usare e sempre più performanti.


Un ambito dove invece le nuove tecnologie sembrano sopperire alle nuove regole di distanza sociale è nella formazione. AIOP propone il suo Congresso Mediterraneo nella forma “virtuale”.   

Questi mesi hanno creato situazioni di incertezza sul fronte congressuale. Siamo stati costretti dagli eventi prima a posticipare il nostro Meeting Mediterraneo, poi a sospenderlo, infine abbiamo optato per la realizzazione di un evento totalmente virtuale, dal 30 aprile al 2 maggio. Questa scelta nella quale siamo stati supportati dalla notevole competenza della nostra segreteria organizzativa, AIM Group, ci ha visti diventare la prima società scientifica italiana a sperimentare un percorso del tutto nuovo. L'evento virtuale è in questo caso la completa trasposizione del programma di Riccione in formato online, con una piattaforma video dedicata e ad alta qualità, tutte le possibilità di interazione del mondo digitale, la presenza delle aziende partner dell’Accademia, con formati inediti di interazione con i partecipanti. Contiamo di sviscerare l’argomento delle preparazioni dentali in modo estremamente interattivo.


Manca però la convivialità, su questo forse non si riesce ancora a sopperire? 

Nessun sistema online potrà ridarcela, e fintanto che le limitazioni saranno in essere ci sta mancando moltissimo. L’idea di non poter rivedere volti e persone con cui da anni interagiamo è pesante e speriamo di tutto cuore che questo periodo si esaurisca presto.


Trovata una cura ed un vaccino si tornerà nei Centri congresso per assistere ad una conferenza o questo modo di aggiornarsi, oggi imposto dall’emergenza, comunque avrà indicato che formarsi da casa non è poi così male? 

Certamente torneremo a incontrarci in quegli appuntamenti fissi dove le interazioni sociali sono una parte integrante del programma. Il nostro evento di Bologna a Novembre è da decenni un appuntamento atteso dalla comunità odontoiatrica, e lavoreremo per portarlo avanti, regolandoci ovviamente in base alle limitazioni eventuali che saranno in essere dopo l’estate. Ma indipendentemente da quando ne usciremo è sicuro che i cambiamenti di questo mese lasceranno trasformazioni radicali. La popolazione di odontoiatri, odontotecnici, operatori del settore si è rapidamente abituata a fruire di contenuti formativi online. E’ probabile che parte di questi cambiamenti non regrediscano del tutto e che nuove modalità di formazione diventino standard di importanza analoga alla presenza fisica agli eventi congressuali. E’ un tempo molto duro ma anche molto sfidante per una società scientifica, e dalle sfide, soprattutto quelle più difficili, possono nascere le risposte migliori del genere umano. Vedremo nei prossimi mesi.

 

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