La presidente Elena Boscagin è la prima donna ad essere eletta nella CAO nazionale. Ci ha raccontato impressioni ed aspettative dopo la prima riunione
Libera professionista in Verona con studio privato ma anche “Sumaista” con incarico provvisorio, da due mandati è presidente CAO Verona, la dott.ssa Elena Boscagin è la prima donna ad essere eletta nella CAO Nazionale. L’abbiamo sentita all’indomani della prima riunione della CAO Nazionale.
Presidente Boscagin le scoccia che una donna nelle stanze che contano faccia ancora notizia?
Come donna indubbiamente mi spiace che a fare notizia sia il fato di essere la prima presidente donna ad entrare nella CAO Nazionale. Indubbiamente dovremmo essere più rappresentate, però l’ambiente ordinistico come quello associativo ma anche lavorativo, è indubbiamente un mondo maschile, over 60. Ma piano piano cambierà, oggi il 36% degli iscritti all’Albo è donna.
Vero però le presidentesse CAO sono solo 6. Lei è favorevole alle quote rosa?
Assolutamente no. Le quote rosa secondo il mio parere non hanno senso di esistere perchè una donna brava non ha bisogno di quote rosa. Però, indubbiamente, il sistema non è pensato per una dirigente donna, per rispettare le sue esigenze sia personali che lavorative. Certo anche i colleghi maschi hanno uno studio ma noi dobbiamo anche essere mamme, mogli, figlie. Indubbiamente nessuno ci obbliga a candidarci ma è anche vero che la vera parità si avrà quando verranno rispettate le esigenze di entrambi. Io, peraltro, in questo sono agevolata, ho un marito splendido che mi sostiene non solo a parole ma anche nei fatti e poi ho uno studio con più collaboratori che mi permette di assentarmi. In termini di tempo dedicato alla CAO è pari ad avere un secondo lavoro, comprendo che non tutti siano disposti a dedicarsi.
E lei perché lo fa?
Perché mi sembra giusto adoperarmi per la tutela dei pazienti ed il rispetto della mia professione. Ho avuto un maestro e mentore nel presidente CAO di Verona Francesco Bovolin che mi ha esortato a candidarmi alla presidenza e non me ne pento. Unico rammarico che sto trascurando l’attività sportiva.
La prima riunione della CAO nazionale di venerdì scorso si è svolta on-line. Quando si tornerà in presenza pensa che i sui colleghi Consiglieri possano essere condizionati dalla sua presenza?
Conosco da tempo i colleghi eletti nella CAO nazionale, come presidente CAO di Verona sono al secondo mandato. Sono persone preparate, con esperienza, educate e cordiali e non credo che la mia presenza li condizioni nei modi e nei toni. Certamente le volte che ci siamo trovati di persona hanno mantenuto un atteggiamento di estrema parità, e non le nascondo che mi sarei aspettata qualche piccolo segnale di galanteria. Pensi che in occasione dello scrutinio il presidente Iandolo mi ha chiesto se potevo mettermi una giacca con cravatta. Ecco quanto le dicevo prima, è un sistema pensato per i maschi, credo che una donna possa esprimere eleganza istituzionale anche se in gonna, giacca e camicetta.
Quali sono i problemi principali che incontrano le donne odontoiatre nello svolgere la professione, dove e come si dovrebbe cambiare?
Mi spiace non dirle cose nuove, ma credo le siano noti i problemi che le donne incontrano nello svolgimento della professione medica. Io lavoro anche in ospedale e certamente per una donna laureata in odontoiatria fare carriera è più difficile, ma non ci scoraggiamo. Sulle cose da cambiare è un problema più sindacale che ordinistico. Le dico quanto le ho già detto che vale anche per la libera professione: è pensata per i maschi e non per le professioniste mamme, mogli e che spesso devono accudire anche i genitori propri e quelli del marito.
Venerdì scorso si è svolta la prima riunione della CAO Nazionale, la sua prima impressione? Su quali temi le piacerebbe lavorare?
Venerdì 16 ci siamo riuniti per la prima volta on-line. E’ stata una riunione con un lungo ordine del giorno su temi decisamente importanti sui quali abbiamo svolto una serie di riflessioni che andremo a sviluppare nelle prossime riunioni, a cominciare da quella del prossimo 30 aprile. I miei colleghi si sono confermati competenti e con esperienza ma anche pronti ad ascoltare, sono convinta faremo un lavoro utile. I vari compiti dei singoli componenti non sono ancora stati assegnati. Personalmente, come avevo anche sottolineato in campagna elettorale, ho molto a cuore la questione che riguarda l'equiparazione della Laurea in Odontoiatria come specialità medica per poter lavorare nel pubblico. Spero di riuscire con il mio lavoro a cambiare le cose, migliorarle per poter fare la differenza in quanto odontoiatra e non solo come donna.
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