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03 Maggio 2019

‘’Sì all’aggiornamento professionale ma serve un sistema utile”. Le considerazioni del dott. Mele su ECM e sanzioni


Gentile Direttore,

il caso del collega di Aosta che è stato sospeso dall’Ordine per non essere in regola con i crediti ECM si presta ad alcune osservazioni che sottopongo alla attenzione Sua e dei Suoi lettori. Come evidenziato negli articoli che hanno trattato la questione, il collega è stato punito non per il mancato aggiornamento in sé stesso, ma perchè tale inadempienza avrebbe causato una prestazione scorretta. Il che giustifica ampiamente la decisione. Sarebbe cosa diversa se si volesse comminare una sanzione prima ancora di un conseguente evento professionale dannoso, anche se il nostro Codice Deontologico così in effetti prevede.

Molto probabilmente questo mai succederà, perlomeno fino a quando una buona parte dei medici dipendenti e convenzionati, tenuti per legge e non solo per il Codice Deontologico, risulterà in grave difetto di crediti. Sanzionare loro significherebbe bloccare l’intero SSN, vista la cronica e dichiarata impossibilità di rendere disponibile, all’interno dell’orario di lavoro, il tempo necessario a rispettare compiutamente quest’obbligo. Così come prevede invece la legge.

Ecco perchè la sanzione, unica o quasi nella storia ordinistica, è stata comminata ad un odontoiatra libero professionista.

Apprezzabile che la nostra categoria usi gli strumenti a sua disposizione nei confronti di colleghi scorretti o incapaci, anche se sembra di capire che il mancato rispetto dell’ECM è servito quasi come pretesto nei confronti di un collega già “attenzionato”, verso il quale non si trovavano altri strumenti punitivi.

Osservo che periodicamente si lancia il messaggio che tale inosservanza potrebbe causare problemi di copertura assicurativa. Mi sembra, più che un invito ai colleghi, un pericoloso assist alle Compagnie Assicurative, invitandole a parificare impropriamente un illecito deontologico in un illecito civile, e comunque in grado di rendere dubbio il contratto assicurativo. Proprio in un momento in cui si cerca con nuove leggi di liberare la professione da responsabilità oggettivamente troppo pesanti. Se solo si provasse a confrontare il nostro sistema ECM con le formule di aggiornamento obbligatorio di altre categorie professionali, dagli avvocati ai giornalisti, si vedrebbe come per loro lo stesso obbligo, già fin dall’inizio meno pesante e meno burocratizzato, ha seguito nel tempo un percorso di ulteriore semplificazione, per cui alla fine è così semplice rispettarlo che diventa addirittura stupido non farlo.

Nel nostro caso, invece, la formula ECM ha subito negli anni un processo di stratificazione di norme e regole che l’hanno vieppiù complicata, a dispetto dei continui tentativi di spiegarla attraverso istruzioni o appositi Manuali. L’ultimo in ordine di tempo è formato da ben 60 pagine di istruzioni, e questo la dovrebbe dire lunga. O addirittura proponendo periodicamente sistemi premiali, peraltro difficilmente realizzabili. Senza dimenticare il costoso ed elefantiaco carrozzone che gestisce, unica tra tutte le professioni obbligate,  il prima, il durante ed il dopo ECM, drenando una mole di risorse economiche che dovrebbero essere reinserite nel sistema, ma non certo solo per pagarsi dipendenti e Sede. 

Concludendo, ritengo che laddove una prestazione medica o odontoiatrica con effetti dannosi non sia preceduta da una adeguata e documentata preparazione, la punizione deontologica debba essere severa.

Ma, se vogliamo veramente che l’obbligo deontologico debba essere rispettato “a prescindere”, non possiamo accettare un sistema le cui continue correzioni ne dimostrano l’inefficacia e l’inutilità di cui a ragione ci lamentiamo da quasi venti anni, nel corso dei quali continuiamo a parlare di una revisione completa del sistema ma assistiamo semplicemente a periodici, inutili e cavillosi restyling. 

Dottor Renato Mele, Rappresentante toscano nella Consulta ENPAM della libera professione 

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