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13 Dicembre 2019

Rivedere e potenziare l’odontoiatria all’interno del SSN

Il punto e le proposte del Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri ANPO per una nuova odontoiatria di comunità


A fine anno si è soliti fare un bilancio delle attività svolte anche in prospettiva del nuovo anno che verrà e di ulteriori obiettivi da perseguire e, auspicabilmente, raggiungere. Come in passato anche il 2019 è stato caratterizzato, in ambito odontoiatrico, da una parziale applicazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) odontoiatrici (DPCM 12 gennaio 2017) in particolare per quanto riguarda l’aspetto preventivo riconosciuto da più parti come l’ambito prioritario sul quale investire. 

Nell’ultimo fine settimana di novembre si sono tenuti i congressi di due importanti società scientifiche: la SIOI (Società Italiana di Odontoiatria infantile) e la SIOH (Società Italiana di Odontostomatologia per l'Handicap), entrambe al loro ventesimo congresso nazionale. 

La SIOI ha presentato un Position Paper in cui si chiedono 5 interventi indispensabili per intervenire sulla preoccupante situazione della salute odontoiatrica dei più piccoli:ü visite gratuite 18-24 mesi;

  • programmi di prevenzione orale materno-infantile in tutto il territorio italiano;ü protocolli gratuiti di prevenzione a 6 anni di età (visite, sigillature, fluoroprofilassi);
  • follow up annuali gratuiti;
  • terapie orto-pedodontiche intercettive.

La SIOH, nella presentazione del Manuale di odontoiatria speciale, ricorda che i soggetti fragili non sono solo le persone con disabilità mentali e fisiche, ma anche gli anziani, le persone affette da dipendenze o da patologie sistemiche, i bambini e le donne in gravidanza.

Nel presentare il programma del ventesimo congresso nazionale della SIOH, è stata richiamata la definizione di Odontoiatria Speciale data dalle Raccomandazioni Cliniche in Odontostomatologia del Ministero della Salute (2017) dalla quale si coglie come “… in ambito odontoiatrico si definisce paziente speciale quel soggetto che nell’operatività terapeutica richiede tempi e modi diversi da quelli di routine. La visita di tale paziente richiede approccio e modalità appropriati al grado di collaborazione e autonomia del paziente. 

Le stesse Raccomandazioni Cliniche indicano che “… l’odontoiatra con il paziente in età evolutiva deve comunicare in funzione delle caratteristiche individuali, in particolare del grado di maturazione del piccolo paziente, utilizzando strategie psicocomportamentali individualizzate per favorire la piena collaborazione durante la seduta odontoiatrica. E’ consigliabile che l’ambiente operativo sia “a misura di bambino”, non ansiogeno e tranquillizzante”. 

Da tempo il Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Odontoiatria Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo Facciale (CIPOOOCMF) aderente all’Associazione Nazionale Primari Ospedalieri (ANPO) è impegnato nella promozione di iniziative finalizzate alla salvaguardia e miglioramento delle attività odontoiatriche nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Una iniziativa sviluppata a fine 2018 e nel corso del 2019 è stata quella di promuovere la proposta di rimozione del requisito della specializzazione per l'assunzione di dirigenti odontoiatri nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Nella seduta del Gruppo tecnico sull’odontoiatria operante presso il Ministero della Salute (GTO) del 2 dicembre 2019 è stato approvato un documento prodotto da ANPO e da CAO (Commissione nazionale per l’Albo degli Odontoiatri) relativo a tale iniziativa (Proposta di abrogazione della lettera b) del primo comma dell’articolo 28 (Concorso, per titoli ed esami, per il primo livello dirigenziale odontoiatra. Requisiti specifici di ammissione) del DPR 10 dicembre 1997, n. 483 (Regolamento recante la disciplina concorsuale per il personale dirigenziale del Servizio Sanitario Nazionale).

Tale proposta è stata più volte ripresa nel corso del 2019 dalla stampa specialistica (Odontoiatria 33 e Quotidianosanità) e fatta oggetto di due distinte iniziative parlamentari: una Interrogazione a risposta scritta (4-03425) presentata il 26 luglio 2019 (seduta n. 216) e una Proposta di legge (n.2025) assegnata alla XII Commissione Affari sociali in sede Referente il 6 novembre 2019. Nella stessa seduta del 2 dicembre 2019 è stato sottoposto all’attenzione del GTO un ulteriore documento, sempre redatto da ANPO e sempre finalizzato a migliorare l’odontoiatria pubblica attraverso la reale fruizione del LEA. Detto documento “Indicazioni per la presa in carico odontostomatologica del paziente pediatrico nel Servizio Sanitario Nazionale”, è frutto della constatazione che per una reale presa in carico del bambino i più recenti dati epidemiologici riferiti alla prevalenza della carie precoce della prima infanzia orientino per l’adozione, a livello nazionale, di indirizzi unitari per la promozione della salute orale e la prevenzione della carie e che necessariamente devono essere espressi attraverso l’individuazione di requisiti strutturali, strumentali, umani ed organizzativi e attraverso l’adozione di standard minimi per l’assistenza odontoiatrica pediatrica. L’esigenza di determinare specifici requisiti è data dalle peculiari caratteristiche del paziente pediatrico che richiede, nell’operatività clinica, tempi e modi diversi da quelli di routine e necessita di risorse strutturali (ambiente operativo) e umane (personale medico ed assistenziale adeguatamente formato) dedicate.

Obiettivo del documento è quindi fornire specifiche indicazioni tecnico/operative per uniformare una appropriata presa in carico del paziente pediatrico da parte dei Servizi odontoiatrici pubblici presenti sul territorio nazionale e ottenere un miglioramento delle capacità preventive ed assistenziali sulla base di quanto previsto dai Livelli Essenziali di Assistenza e dalle Linee guida e Raccomandazioni di comportamento clinico.

La sensibilità a queste tematiche, da ultimo dimostrata da SIOI e da SIOH nel corso del loro ventesimo congresso nazionale, induce ottimismo rispetto alla possibilità di migliorare la prevenzione attraverso un patto generazionale, che privilegiando l’età evolutiva, consenta lo sviluppo di “Un piano nazionale per la prevenzione delle patologie orali materno - infantili” come recentemente auspicato da Luigi Paglia presidente SIOI. Nell’individuazione delle risorse umane dedicate alla presa in carico odontostomatologica del paziente pediatrico nel SSN, il documento ANPO sottolinea il ruolo strategico dell’igienista dentale, figura professionale quasi assente nei ruoli del SSN che, come affermato da Maria Rita Giuca, neo Presidente della Commissione dei Corsi di Laurea in Igiene Dentale e Professore Ordinario in Odontoiatria Pediatrica e Ortognatodonzia CLMOPD, rinuncia così alla “… potenzialità di questa figura professionale che tanto può fare in termini di prevenzione”. Il Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Odontoiatria Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo Facciale (CIPOOOCMF-ANPO) è impegnato perché “il Sistema Sanitario offra la possibilità di inserire la figura dell’igienista dentale nell’odontoiatria pubblica non in modo sporadico ma strutturale, ben sapendo che per raggiungere questo risultato è necessario anche una presa di coscienza dei professionisti” come auspicato da Maria Rita Giuca. 

Il documento “Indicazioni per la presa in carico odontostomatologica del paziente pediatrico nel Servizio Sanitario Nazionale”, posto all’attenzione del GTO da parte di ANPO il 2 dicembre 2019, intende superare la genericità di quanto previsto dai LEA nazionali (… attivazione di programmi che prevedano il monitoraggio della carie e delle malocclusioni, il trattamento della patologia cariosa e la correzione delle patologie ortognatodontiche a maggior rischio …) contrastando possibili interpretazioni “al ribasso” da parte delle Regioni e delle Province autonome. Nel processo di programmazione e di pianificazione nazionale, un intervento che realizzi con maggiore dettaglio ed efficacia quanto previsto dai LEA per la salute orale dell’età evolutiva – secondo le Linee guida e le Raccomandazioni ministeriali di settore - deve costituire una “priorità non sacrificabile” da parte dell’intervento pubblico (SSN) e, come tale, non delegabile alla sola libera professione per evidenti ragioni di equità né delegabile alla “sanità integrativa” che vede iscritto, a distanza di oltre 10 anni dalla istituzione dei fondi, solo un bambino su dieci.

Promozione e prevenzione odontoiatrica in età evolutiva si collocano nell’ambito delle attività istituzionali del SSN e non richiedono particolari competenze specialistiche. Nelle attività garantite dal SSN, a prescindere dal livello di complessità clinica, è l’organizzazione che garantisce i requisiti di qualità per una risposta tecnica professionale adeguata. Per tale ragione non è prevista la scelta dell’odontoiatra di fiducia, e si giustifica altresì la proposta già formulata all’interno del GTO di abrogazione del requisito della specializzazione per l’ammissione al concorso per il primo livello dirigenziale odontoiatra per il SSN. Proponendo l’adozione, da parte delle strutture del Servizio sanitario nazionale (SSN), di modalità uniformi per la presa in carico del paziente pediatrico e fornendo precise indicazioni tecnico/operative per migliorare le capacità assistenziali dei Servizi odontoiatrici pubblici presenti sul territorio nazionale ANPO si impegnerà nel corso del 2020 per il raggiungimento di tali obiettivi.  

Ufficio di Presidenza   CIPOOOCMF - ANPO   

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