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13 Maggio 2020

Le idee non devono essere giudicate per il numero degli iscritti

Il SUSO risponde alle affermazioni del presidente ANDI ricordando che “la competenza non può stare per definizione solo dalla parte della maggioranza”


Gentile direttore 

Ho letto anche sulla vostra testata il commento del presidente ANDI Carlo Ghirlanda alla richiesta inviata al Governo ed ai Ministeri competenti, che come SUSO abbiamo sottoscritto insieme ad altre 8 sigle sindacali, per il rinvio delle elezioni ENPAM ritenendo la tempistica e le modalità adottate inopportune con l’attuale momento di emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Mi riferisco all’affermazione del Presidente ANDI, contenuta nella lettera inviata al Presidente del Consiglio, con cui lo invita a non considerare la nostra richiesta in quanto “minoranza”.Un giudizio, quello del Presidente ANDI, a mio avviso, formulato con sufficienza e superficialità. Perché la competenza non può stare per definizione solo dalla parte della maggioranza. Una minoranza sindacale, che a ben vedere tanto minoranza non è, visto che attorno all’idea del rinvio si sono coagulati ben nove sindacati. Tutti "queruli e incompetenti", secondo il giudizio del Presidente ANDI, certamente sindacato odontoiatrico di maggioranza relativa.  Anche se la storia insegna che "il numero è potenza", le idee di una minoranza possono diventare anch'esse "potenza", se appropriate e pertinenti.

Per questo abbiamo anche chiesto il rinvio elettorale: fino a 10 anni fa delle elezioni ENPAM quasi non ci si accorgeva, candidature e voti scivolavano via con molta discrezione. 
E proprio per fare valere le nostre idee siamo finalmente riusciti ad approdare alla competizione elettorale ENPAM 2020, in una lista seppur asteriscata, cioè suscettibile di squalifica dopo gli esiti del voto, che auspica maggior democrazia e trasparenza gestionale, minori compensi per gli amministratori e minori esborsi per i contribuenti. 
Lo abbiamo fatto perché siamo un sindacato con 43 anni di storia alle spalle e abbiamo il dovere di rappresentare i nostri iscritti, numerosi o meno che siano. Crediamo infatti nella forza del sindacato, ma ancor di più in quella delle idee. Quelle capaci di provocare mutamenti in uno status quo, come quello di ENPAM che può, anzi deve, a nostro giudizio, essere cambiato. 

Oggi c'è maggior desiderio di consapevolezza e più partecipazione da parte di chi investe parte dei suoi proventi nel proprio futuro previdenziale. Dobbiamo rispettare questa tendenza per rispetto ai colleghi che rappresentiamo, per quanto poco numerosi siano.  
Dobbiamo permettere a tutti di esprimersi e esercitare il proprio diritto a candidarsi, diritto oggi minato dall'emergenza Covid19. Chi auspica che le nostre richieste vengano considerate "con la stessa pochezza che appartiene a coloro che le sostengono" non comprende che esse invece sono parte integrante proprio di quel percorso democratico e partecipativo goffamente sbandierato per sola propaganda elettorale. 

E se non sarà possibile rinviare il voto, che almeno sia il più ampio e partecipato possibile, per garantire a tutti, anche a coloro che non hanno avuto il tempo e l'opportunità per candidarsi, almeno il diritto di scegliere in piena consapevolezza a chi affidare il proprio futuro pensionistico. 

Gianvito Chiarello: Presidente Nazionale SUSO  

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