HOME - Lettere al Direttore
 
 
16 Novembre 2021

Libera professione: più complicato entrare o uscire? Aridatece le aliquote!

Considerazioni dei dottori Sodano e Del Mastro sulle prossime decisioni di ENPAM che incideranno, non solo sull’aumento o diminuzione della possibilità di andare in pensione in anticipo


I laureati a metà degli anni ’80 ricorderanno con nostalgia la fine del ciclo di studi e l'ansia per l'incertezza del futuro.Infatti, il corso di laurea in odontoiatria era talmente nuovo che... il legislatore aveva scordato di strutturarne l'Esame di Stato! La platea di coloro che avevano terminato l'università e restavano parcheggiati si ingrossò e il problema non fu risolto se non dopo parecchi mesi.

Perché questa storia?

Per un motivo molto semplice. Anche in quei momenti, col rischio di vedere sfumare anni passati sui libri, il pensiero dominante non era la paura ma la delusione di non poter iniziare la professione.
E l'iscrizione all'Ordine, per quanto lontana, veniva vista come un privilegio, quello di entrare a far parte della forza lavoro di questo grande paese, fare i medici (anche se allora era più frequente parlare di odontopuffi...) e poter aiutare le persone. Il resto? Tutto in secondo piano assieme alle polemiche su un ipotetico mansionario striminzito degno più di un cerusico/barbiere che di un potenziale chirurgo. La politica fu lenta all'epoca ma l'Ente di Previdenza Enpam (ora Fondazione) ancor di più. I primi laureati dell'84 dovettero aspettare fino al '95 per vedersi accogliere nella nostra attuale casa della previdenza, quando ormai alcuni colleghi, senza nessun paracadute sociale ed economico, erano deceduti. 

Tutto ciò ad indicare quanto i primi laureati chiedessero di buttarsi nel mondo del lavoro e reclamassero anche a gran voce l'attivazione di una qualsivoglia forma di previdenza che garantisse, oltre al presente, anche un futuro. 

E ora? 

Ora, parecchi di quegli entusiasti sono maturati, ingrigiti, ingobbiti e stanchi.

Quello che per molti continua a essere un mestiere affascinante, per altri inizia a configurarsi come un peso, costretti a districarsi fra maleducazione crescente, aumento delle difficoltà operative e degli adempimenti, magari qualche genitore a carico di difficile gestione e le risorse fisiche che da giovane sembrano infinite ma, dopo i sessanta, cominciano a sgocciolare via, come sabbia da una clessidra. Questi i motivi di fondo che portano oggi, alla luce di una professione sempre più usurante, a pensare seriamente all’ipotesi prepensionamento, istituto che ENPAM ha recentemente revisionato.Infatti, se il 2021 rappresenta lo scollinamento finale della riforma della contribuzione dei liberi professionisti e l’aliquota di versamento ha raggiunto il picco massimo del 19,50%, questo lo si deve alla Riforma epocale varata nel 2013.

La consiliatura degli anni delle riforme dello Statuto e del Regolamento si concluse con l’auspicio che, arrivati a regime, si potesse guardare avanti con maggiore fiducia per poter allentare il carico dovuto all’aumento dell’età pensionabile, dell’aliquota di contribuzione e all’abbassamento dell’aliquota di rendimento del denaro corrisposto a fini previdenziali. La riforma conteneva un dato di assoluta novità per il Fondo della Libera Professione: l’introduzione della pensione anticipata, finalizzata a consentire al libero professionista di accedere qualche anno prima alla pensione, al compimento di 62 anni d’età - avendo però almeno 35 anni di contribuzione – e consentendo comunque il proseguimento dell’attività lavorativa con la possibilità di accedere a una contribuzione ridotta del 50%.

Potendo percepire il trattamento pensionistico per più tempo, come ovvio, la scelta di anticipare l’età della pensione comporta una penalizzazione che corrisponde, a oggi, a una riduzione dell’assegno di circa il 3,5% per ogni anno anticipato.

Novembre, si sa, è il mese in cui si discute il Bilancio Preventivo ENPAM, mese in cui sono chiamati a raccolta il CdA, le Consulte in cui tutto viene preliminarmente visionato e, infine, l’Assemblea Nazionale, l’organo deliberante.
Tra pochi giorni, quindi, il Comitato Consultivo del Fondo della Libera Professione si riunirà per discutere, oltre che del Bilancio Preventivo, proprio della rideterminazione dei coefficienti di penalizzazione.Lo scenario auspicabile, proprio in virtù dello scollinamento e del successivo raffreddamento della pressione degli effetti della riforma sui liberi professionisti di cui sopra, potrebbe essere proprio quello di calmierare, ridurre il 3,5%, ma un altro scenario possibile è che tale valore possa invece essere ulteriormente accresciuto.
Un’ipotesi infausta e non gradita, sia perché tra le variabili sopraggiunte c’è quella della riduzione dell’aspettativa di vita che per gli italiani, dati Istat alla mano, ammonta a circa 1,2 anni, sia perché mancano studi attuariali recenti e utilizzabili. Per assurdo, parrebbe quasi di rilevare che continuare a mettere “fieno in cascina” sia diventato il mantra preferito di un Ente che si fregia sempre di darci notizie roboanti sull’infinito accrescimento del suo patrimonio.

La libera professione e il suo Fondo portano in dote alla Fondazione bilanci in ordine, conti in regola e possiedono, inoltre, un requisito essenziale di equilibrio di cui altri fondi sono privi: la giovinezza!

Sarebbe scellerato continuare a comprimere le nostre peculiarità e le indubbie eccellenze, perché ormai abbiamo già dato…: l’indennità per l’inabilità temporanea e la pensione anticipata per noi sono conquiste recenti che vorremmo ormai considerare inalienabili, visto che per gli altri fondi sono a regime già da tempo! L’equazione che porta a un patrimonio unico florido a spese di tutta una categoria chiamata ai sacrifici, ha una sinistra speculare coincidenza con l’analogia bancaria che prevede “privatizzazione degli utili e collettivizzazione delle perdite…” 

Raffaele Sodano e Giulio Del Mastro: già Consultori Fondo per la Libera Professione Quota B Enpam

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Musella (AIO): la questione centrale non è scegliere tra libera professione e aggregazione, ma comprendere quale identità professionale si intende preservare


Le precisazioni della Presidente IDEA in merito all’aggiornamento obbligatorio ASO sottolineando i tanti punti ancora non chiari. Abbondanza: “Serve riattivare al più presto...


SIASO/Confsal accede agli atti della Regione e, ritiene, che ci sia la necessità di trasparenza e controllo


Lettera aperta dell’Associazione Italiana Professione Odontotecnica sul nuovo profilo dell’odontotecnico


Alcune precisazioni della presidente CAO Torino Marta Mello in merito a come è nato il parere e sul ruolo di indirizzo della CAO


Altri Articoli

I sindacati odontoiatrici contro due emendamenti proposti a decreto riforma professioni sanitarie. ANTLO: gli emendamenti sono già stati giudicati inammissibili, volete impedire...


In occasione delle Giornata Mondiale dell’igiene delle mani, l’ISS cerca di sensibilizzare il personale sanitario. Ecco le indicazioni per il Team odontoiatrico


L’obiettivo è garantire agli studenti un accesso precoce e privilegiato a un network professionale consolidato


La lista guidata da Corrado Bondi presenta il programma e traccia la rotta per il futuro dell’Associazione. Obiettivo: dare risposte concrete a un settore in rapida evoluzione


Un emendamento vuole intervenire su attività che pur essendo parte del sistema salute, risultano ancora regolate da norme frammentarie e datate. Tra le riforme quella del percorso di studi che...


Audizione sul decreto di revisione del sistema degli incentivi: richiesta piena equiparazione e misure efficaci per sostenere transizione digitale, sostenibilità e aggregazioni...


Dura la reazione del presidente nazionale CAO Andrea Senna: “occorre preservare l’autonomia e l’integrità della professione medica ed odontoiatrica”


Un corso di laurea altamente professionalizzante con particolare attenzione alla pratica clinica. Scadenza iscrizioni il 13 maggio


I Giudici ribadiscono che il reato di esercizio abusivo non richiede la verifica della qualità della prestazione resa e il diploma di Laurea deve essere riconosciuto anche in Italia 


Mancavano, anche, i protocolli di sterilizzazione e le misure periodiche riferite alla radioprotezione. Sospesa l’autorizzazione sanitaria mentre il titolare è stato segnalato all’Ordine 


Un nuovo documento condiviso da parodontologi e odontoiatri pediatrici europei ridefinisce il modo di leggere gengiviti e parodontiti in età evolutiva


Il SIASO richiama di rispettare il dettato normativo che non consente all’ASO di svolgere l’attività in regime di lavoro autonomo


Senna (CAO): l’obiettivo è realizzare nel 2027 un nuovo Codice deontologico sempre più aderente ai mutamenti della professione di medico ed odontoiatra, fedele ai valori “antichi”


Obiettivo: riportare con responsabilità al centro della missione il Sindacato, le Competenze e i Territori, con gestione trasparente delle risorse e ampia condivisione di idee


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi