HOME - Lettere al Direttore
 
 
03 Luglio 2024

Io donna a sgomitare tra il “potere” maschile

L’esperienza della dott.ssa Patrizia Biancuci: “il tetto di cristallo esiste ma le donne devono saper puntare i piedi per romperlo, ma anche riuscire a fare cambiare i retaggi culturali, e non solo in odontoiatria


Gentile Direttore, ho letto con interesse i commenti delle mie colleghe presidenti CAO, Sandra Frojo di Napoli e Marcella Pavese di Asti, riguardo la composizione delle CAO provinciali pressoché tutte al maschile; 8 presidenti donne su 106 CAO è un numero talmente improbabile da richiedere una riflessione più ampia rispetto al solito patriarcato tirato in ballo ad ogni piè sospinto, e non solo in odontoiatria, e ritenuto colpevole dello scarso numero di donne ai vertici.  

Conosco bene la questione di genere avendo coordinato per anni la Commissione Pari Opportunità dell’Ordine di Torino a partire dal 2006, dalla quale mi sono in seguito allontanata perché satura di sentire un disco rotto, con lamentele continue, senso di frustrazione, scarsa o nulla assunzione di proprie responsabilità da parte delle mie colleghe, accuse di “maschilismo” imperante peraltro inutili ai fini di una reale cambio passo, che alla fine mi riportava alla memoria la famosissima frase pronunciata da Tancredi, nipote del principe Fabrizio Salina “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” nel celebre romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.  

Le opinioni delle mie due colleghe mi trovano d’accordo, ma mi sarei aspettata un riferimento alla propria storia personale: come hanno fatto a diventare presidenti CAO? Da dove sono partite? E una volta arrivate ai vertici, come sono state accolte dai colleghi maschi? Hanno notato in che modo vengono trattate, se con riguardo o con sufficienza, come dire “vi abbiamo dato il contentino, ma attente a non interferire nelle nostre decisioni”?  

Invece io voglio parlare della mia storia istituzionale, come consigliere dell’OMCeO Torino e come componente CAO. Premesso che sono una donna sola, non ho mariti, amanti o protettori, mi sono cresciuta un figlio spendendo patrimoni per tate, scuola privata (all’Istituto Sociale lo tenevano tutto il giorno) e baby sitter, ho lavorato sempre e anche lontano da casa, ho fatto sindacato cominciando negli anni ’90 con il prof. Bracco nel SUSO, sono entrata nel consiglio dell’ANDI Torino dal quale sono stata “invitata” a uscire per lasciare il posto ad altri, ho “barattato” in quell’occasione l’ingresso nella CAO, ho organizzato numerosi eventi onorando così il mio ruolo al fianco del presidente, ad ogni nuova elezione per il rinnovo delle cariche istituzionali ho portato centinaia di voti, la maggior parte dei quali a titolo personale e non solo a “rimorchio” delle associazioni di categoria.  

Agli occhi degli altri una donna vincente, sempre sorridente e senza lamentele da femminuccia, volitiva, audace, amata da alcuni e odiata da altri. Eppure quando alle ultime elezioni si è trattato di conferire le cariche, la vice presidenza della CAO non è andata a me che l’avrei meritata a tutto tondo, ma è andata all’ultimo degli eletti e questo per mantenere equilibri e buoni rapporti sindacali.  

In quel momento ho capito due cose: la prima è che il tetto di cristallo esiste e questa è la responsabilità dei maschi, sempre solidali tra di loro nei giochi di potere da spartire tra di loro; la seconda è stata che, dopo tante fatiche, dedizione, impegno e lealtà, non sono stata capace di puntare i piedi ribellandomi, pretendendo il dovuto come mi era stato promesso, e dunque mea culpa per non aver trovato la forza di sfondare quel tetto.  

Vorrei che la mia testimonianza sia utile alle colleghe per decidere cosa vogliono, come ottenerlo, fare rinunce come fanno gli uomini, sapendo che il cambio passo per arrivare ai vertici comporta un cambio passo in famiglia, imponendo ai mariti di seguire i figli al 50% rispetto alle madri, essere meno superbe nel voler fare tutto da sole perché l’orgoglioso multitasking è un boomerang che ci si ritorce contro, smetterla di accontentarsi del ruolo ancillare sia familiare sia professionale, e last but not least  imparare dagli uomini anziché criticarli con un senso di frustrazione che non porta a niente.  

Per concludere, ritengo che alla base della questione inerente alle posizioni apicali ci sono ancora troppi retaggi culturali, di cui soprattutto noi donne siamo responsabili: mia madre mi diceva “impara a chiedere”, dimostrando di essere una sorta di femminista ante litteram, e aveva ragione.  

Dott.ssa Patrizia Biancucci   

Se hai trovato utile questo articolo e non sei ancora abbonato ad Odontoiatria33, sostieni
la qualità della nostra informazione

ABBONATI

 
 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

I presidenti provinciali di ANDI e AIO Ferrara ricordano ai colleghi che le radiografie, dalle endorali alle CBCT, vanno consegnate al paziente che le richiede, in un formato leggibile e con la prima...


Intervento di Ivan Pintus, Presidente nazionale Confartigianato Odontotecnici


Dott. Gianvito Chiarello: Coordinatore Nazionale SUSO

Un'anomalia normativa e burocratica oggi penalizza gli specializzandi delle Scuole delle scuole odontoiatriche. SUSO sostiene l’impegno della CAO Nazionale


 
 
Dott. Graziano Langone: Segretario Sindacale nazionale AIO

Per il Segretario AIO le criticità emerse dal sondaggio IDEA spostano il tema in un campo dove va superata qualsiasi contrapposizione tra titolari e dipendenti


Se ne parla a novembre al Congresso internazionale AIOP di Bologna. Ecco la presentazione del presidente Noè e del dirigente Angeloni


Altri Articoli

Ottobre è da sempre il mese dedicato alla prevenzione, un momento in cui l’attenzione verso la salute orale torna al centro della comunicazione. Per gli...


L'accusa contesta circa 6 milioni di euro di evasione attraverso un software con contabilità parallela. Quattro professionisti hanno concordato il...


Con l'assegno di novembre arrivano gli aumenti e dieci mesi di arretrati. Aggiornate anche le prestazioni assistenziali e le opportunità di previdenza...


 
 

In occasione della Giornata nazionale del 10 ottobre, la Commissione di albo richiama il ruolo degli igienisti dentali nella prevenzione delle patologie orali...


Il presidente FNOMCeO Filippo Anelli esprime vicinanza al Pontefice, che ha annunciato un intervento per rimuovere un nodulo al polmone


Shota Musayev ha assistito il comandante aggredito dal copilota durante il volo del 30 settembre. Il presidente israeliano Isaac Herzog lo ha premiato insieme...


 
 

Nel Sud-Ovest dell'Inghilterra, un programma del servizio sanitario pubblico per reclutare odontoiatri nelle aree meno servite ha portato all'ingresso di 28...


L'OMS presenta il modulo STEPS aggiornato, che integra un questionario e una breve valutazione clinica per raccogliere dati sulla salute orale nelle indagini sulle malattie croniche.


Il consigliere regionale Paolo Pagliaro chiede il potenziamento del servizio dell'ospedale Vito Fazzi: segnalate attese di almeno un anno e carenze di...


 
 

In occasione dell'aggiornamento dei LEA, l'Associazione Italiana Odontoiatri chiede maggiori tutele per i pazienti fragili, risorse adeguate e collaborazioni...


Dott. Paolo Casentini

Intervista a Paolo Casentini, medico odontoiatra ed esperto di implantologia, che con Matteo Chiapasco firma "Prosthetically Guided Regeneration": un percorso...


Un team con un'eccellenza clinica oggi non basta. Gli studi odontoiatrici che crescono senza dipendere interamente dal titolare hanno investito in qualcosa di più: ...


 
 

Secondo un rapporto di mercato, il settore passerà da 12,79 a 17,67 miliardi di dollari entro il 2031, trainato da invecchiamento della popolazione, edentulia, domanda estetica e flussi digitali....


Siglata all’Aran l’ipotesi di contratto per circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, compresi gli odontoiatri dipendenti. Aumento medio a regime di 560 euro lordi al mese,...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Annuncio in Evidenza


28 Settembre 2026
Vendesi in Milano muri di unità immobiliare ad uso ufficio/studio professionale/studio dentistico di circa 82mq (categoria catastale a 10)

Vendesi in Milano muri di unità immobiliare relativa a luminoso ufficio/studio professionale (utilizzato da circa trent'anni come studio dentistico e quindi già dotato dei relativi impianti idraulici ed elettrico con progetto) di circa 82 mq (categoria A10) più ampio balcone e cantina. Lo studio è situato al 2° piano di uno stabile signorile sito in area pedonale porticata con molteplici attività commerciali nella zona residenziale Lorenteggio/Tolstoj, a pochi metri dalla fermata Tolstoj della Metro 4 e dalla fermata autobus 58. Lo studio si compone di un'area reception all'ingresso, corridoio con ampio armadio, 3 locali uso ufficio (di cui uno adibibile a sala d'aspetto), 2 locali archivio (di cui uno già predisposto con piombatura sui muri per l'inserimento di Ortopanoramico/TCCB), 2 bagni indipendenti ed 1 ripostiglio/locale sterilizzazione ed è dotato di climatizzazione centralizzata a pompa di calore caldo/freddo. Servizio condominiale di portineria e di videosorveglianza. Disponibilità di posto auto comune condominiale per carico/scarico. PER INFORMAZIONI (no agenzie): vmpalombo@libero.it - 3496923067
PLANIMETRIA: in allegato

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi