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18 Maggio 2021

Le prestazioni abusive rese al paziente devono pagare l’Iva

Per la Corte di Cassazione le cure mediche e paramediche sono esenti solo se effettuate da soggetti abilitati all’esercizio


Con l’Ordinanza numero n. 9076 del 1° aprile 2021, la Corte di Cassazione si esprime in merito al ricorso proposto da un finto dentista condannato in sede penale al quale l’Agenzia delle Entrate aveva anche richiesto l’Iva sulle prestazioni eseguite sul paziente. 

Ricorso che l’abusivo proponeva per vari motivi. Tra quelli più interessanti, il fatto che per il ricorrente gli articoli artt. 132 dir. 2006/112 del 28 novembre 2006 e dell'art. 10 n. 18 d.P.R. n. 633 del 1972 in relazione all'art. 360 c. 1 n. 3 c.p.c. (quelli che prevedono l’esenzione Iva per le prestazioni sanitarie) si applicherebbero “ancorché la stessa fosse stata esercitata abusivamente da soggetto non iscritto all'Albo”, ritenendo che sia prestazione ad essere esente Iva, indifferentemente da chi la fornisce.  

Di parere opposto la Corte che nella sentenza ricorda come “ha ripetutamente stabilito, con orientamento che si intende qui confermare e ribadire (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 4987 del 01/04/2003; Sez. 5, Sentenza n. 19007 del 28/09/2005; Sez. 5, Sentenza n. 21703 del 22/10/2010) in tema di IVA, le prestazioni per cure mediche e paramediche rese alla persona nell'esercizio delle professioni ed arti sanitarie in virtù dell'art. 10, n. 18, del d.P.R. n. 633 del 1972 sono esenti dall'imposta solo se effettuate da soggetti abilitati al rispettivo esercizio”. Requisiti questo, viene sottolineato nella sentenza, “espressamente contemplato dalla norma, in mancanza del quale la prestazione non assume, sul piano normativo, carattere sanitario”. 

Giudici che escludono, anche, “che siffatta norma sia in contrasto con la direttiva CE n. 388 del 1977, in quanto la normativa comunitaria in tema di neutralità dell'IVA e l'interpretazione offertane dalla Corte di giustizia della Comunità europea non impongono di riconoscere l'esenzione dalla succitata imposta per le prestazioni che, secondo la legge nazionale, possono essere effettuate soltanto da soggetti titolari di determinati requisiti di idoneità professionale”. 



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