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14 Maggio 2019

Acido ialuronico in parodontologia: uno studio sperimentale ne ha indagato l’efficacia nei siti estrattivi infetti

di Lara Figini


L’obiettivo finale del trattamento parodontale è quello di rimuovere la patologia e di ripristinare un parodonto sano. Tuttavia, di fronte a prognosi scarse con grave distruzione ossea l’estrazione del dente diventa inevitabile.

Diversi sono i trattamenti parodontali proposti per rigenerare l’osso nei siti parodontosici tra cui l’utilizzo della proteina morfogenetica-2 (BMP-2). Quest’ultima è un fattore di crescita rappresentativo con effetti osteoinduttivi ed è considerata una valida alternativa all’innesto osseo, approvata dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense.

Tuttavia, si possono annoverare vari effetti collaterali clinici della BMP-2, tra cui: infiammazione post-operatoria, gonfiore, formazione dell’osso ectopico, adipogenesi inappropriata e tumorigenesi.

Una recentissima proposta è l’utilizzo di acido ialuronico, che vanta svariate proprietà utili nella rigenerazione parodontale: grande igroscopicità, proprietà viscoelastiche e di riempimento dello spazio, effetto batteriostatico contro i parodontopatogeni, anti-edema, antiossidante, completamente biocompatibile e non-immunogenico.

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In uno studio sperimentale, pubblicato sul Journal of Periodontology di aprile 2019, gli autori hanno valutato l’effetto che può avere l’applicazione di acido ialuronico sulla guarigione delle tasche post-estrattive infette rispetto all’applicazione della proteina morfogenetica umana-2 ricombinante (rhBMP-2).

Gli autori hanno preso il terzo e il quarto premolare mandibolare di sei cani beagle di cui sono state estratte le radici distali. Successivamente, sono state indotte a carico delle restanti radici mesiali delle lesioni parodontali.

Dopo 4 mesi, le radici mesiali sono state estratte e i siti post-estrattivi sono stati assegnati casualmente a uno dei quattro gruppi seguenti:

  • Gruppo 1, gruppo controllo;
  • Gruppo 2, applicazione di spugna di collagene riassorbibile (ACS: portatore);
  • Gruppo 3, applicazione di gel di acido ialuronico (HA) all'1% + ACS;
  • Gruppo 4, applicazione di rhBMP-2 + ACS.

Dopo 3 mesi è stata eseguita sui cani la tomografia computerizzata e l’analisi istologica per valutare i risultati.

Risultati
Dopo il periodo di induzione della lesione (4 mesi), è stata osservata la comunicazione tra la lesione parodontale e la lesione periapicale endodontica su tutte le radici.

Una spiccata crescita delle ossa alveolari è stata osservata nei gruppi 3 e 4, ma la densità dell’osso formatosi non era significativamente differente tra i vari gruppi.

Nella porzione crestale, la mineralizzazione e l’espressione di osteocalcina sono risultate più elevate nei gruppi 3 e 4 rispetto a quelle dei gruppi 1 e 2.

Conclusioni
Dai dati emersi da questo studio sperimentale in vitro, che deve trovare conferma con altri lavori analoghi sia in vitro che clinici in vivo sull’uomo, si può concludere che il trattamento con HA può promuovere la formazione dell’osso e migliorare il tasso di guarigione similmente a rhBMP-2 nei siti ossei estrattivi infetti.

Implicazioni cliniche
Se i risultati clinici confermeranno i dati ottenuti in vitro su animale, l’acido ialuronico con le sue molteplici proprietà potrà trovare largo utilizzo anche in parodontologia e chirurgia orale.

Per approfondire
Kim JJ, Ben Amara H, Park JC, Kim S, Kim TI, Seol YJ, Lee YM1, Ku Y, Rhyu IC, Koo KT. Biomodification of compromised extraction sockets using hyaluronic acid and rhBMP-2: an experimental study in dogs. J Periodontol 2019 Apr;90(4):416-24.

 
 

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