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18 Ottobre 2012

Parodontologia: nuove sperimentazioni sulla polvere di glicina

Il punto su alcuni aspetti della ricerca di nuovi materiali

di Debora Bellinzani


polverepolvere
La ricerca di nuovi materiali riguarda anche il campo della parodontologia: tra i più promettenti in questo settore vi è la polvere di glicina che, "soffiata" con un getto d'aria nelle tasche parodontali e sui tessuti orali, riesce a rimuovere in modo efficace il biofilm senza danneggiarli. Ciò di cui non si aveva ancora sufficiente prova, però, è se la polvere di glicina fosse efficace anche per la pulizia delle tasche parodontali profonde: la dimostrazione oggi esiste e si trova in uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori statunitensi e pubblicato recentemente dal Journal of Periodontology.
La sperimentazione ha coinvolto 30 pazienti con tasche parodontali di profondità compresa tra 4 e 9 mm e ha previsto il trattamento di 15 persone con polvere di glicina e delle restanti 15 con scaling e levigatura radicolare con l'uso di curettes. I risultati dicono che il trattamento con polvere di glicina si è dimostrato più efficace nella pulizia delle tasche parodontali profonde e più veloce rispetto al metodo tradizionale. Il trattamento con polvere di glicina, inoltre, è stato percepito dai pazienti maggiormente sopportabile e il fatto che non abbia causato eventi avversi ne ha evidenziato la sicurezza.
 
"Grazie alla sua minima azione abrasiva" hanno scritto i ricercatori, "la polvere di glicina può essere utilizzata per trattare le superfici radicolari esposte, i tessuti orali molli e i materiali implantari e restaurativi senza causare danno. Il rischio di rimozione eccessiva di tessuto radicolare è infatti minimo rispetto all'uso di strumenti manuali o di scaler sonici e ultrasonici, e allo stesso modo l'epitelio gengivale esposto all'azione della polvere di glicina mostra minimi segni di erosione in confronto ai tessuti sottoposti all'azione della polvere di bicarbonato e delle curettes".
I ricercatori, infatti, non hanno utilizzato la polvere di glicina solo nelle aree sottogengivali ma anche in quelle sopragengivali: con questo metodo hanno infatti trattato le superfici dentali per rimuovere biofilm e macchie, i tessuti mucosi labiali e buccali, le superfici del palato e della lingua; per la pulizia delle tasche parodontali di profondità inferiore a 4 mm, inoltre, lo strumento è stato posizionato sopra la gengiva indirizzando il getto all'interno della tasca.
Riguardo alla sicurezza del trattamento, infine, i ricercatori hanno scritto che "gli studi concordano nell'evidenziare che la polvere di glicina è meno abrasiva del trattamento con polvere di bicarbonato perché produce meno ruvidità sulle superfici dei materiali restaurativi, dei sigillanti e anche dei materiali che costituiscono gli apparecchi ortodontici". 
 
Randomized Controlled Trial Assessing Efficacy and Safety of Glycine Powder Air Polishing in Moderate-to-Deep Periodontal Pockets
J Periodontol 2012;83(4):444-52.

Sui trattamenti della malattia parodontale leggi anche:
- Acido acetilsalicilico a basse dosi per la malattia parodontale

GdO 2012;11;15

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