Risultati preliminari di uno studio clinico italiano sull’importanza del mantenimento della salute parodontale nella prevenzione del declino funzionale della masticazione
Secondo i dati della letteratura, l’intensità della forza masticatoria, oltre che dalla malattia parodontale, dipende anche da altri fattori come età, sesso, etnia, numero di denti ed eventuali manufatti protesici presenti in arcata. Il controllo della forza muscolare a livello masticatorio è modulato dai recettori parodontali, conferendo al legamento parodontale un ulteriore ed importante significato nel complesso scenario della funzione orale. Un altro meccanismo fisiopatologico, riportato dalla letteratura, ritiene che anche la perdita di supporto osseo dento-alveolare, unitamente alla perdita di stabilità dentale, compromettono la forza masticatoria.
Considerazioni queste che comprovano quanto l'infiammazione parodontale, ed i suoi effetti, siano in grado di influenzare il sistema di modulazione neuro muscolare della forza masticatoria. In particolare, studi elettromiografici descrivono una attività elettrica ridotta ed una riduzione della simmetria masticatoria nei soggetti con parodontite cronica, suggerendo anche un difetto neuromuscolare legato a dolore e disfunzione occlusale. Un altro fattore che risulta alterato nella relazione tra forza masticatoria e parodontite è la durata maggiore della masticazione ed una ridotta efficienza, probabilmente entrambi dovuti ad una risposta sensoriale alterata.
Obbiettivi dello studio
Analizzare la forza masticatoria in correlazione con la malattia parodontale; correlare la malattia parodontale con l’attitudine al mordere una mela.
Materiali e metodi
Sono stati reclutati 157 pazienti (età: 19–85 anni; media: 50,5±18,7 anni). Per ciascun soggetto sono stati registrati età, indice PSR (Periodontal Screening Recording), profondità di sondaggio parodontale incisivi centrali superiori (media di due rilevazioni), forza masticatoria (espressa in Newton – N - mediante dinamometro), indice di placca e indice di sanguinamento al sondaggio.
Inoltre, è stata raccolta una risposta soggettiva relativa alla capacità di addentare una mela, su una scala a 4 punti (da 1 = massima capacità percepita a 4 = impossibilità percepita). I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: PSR ≤ 2 (parodonto nella norma, gruppo di controllo) e PSR > 2 (presenza di patologia parodontale).
Un’analisi separata è stata condotta su un sottogruppo di 97 soggetti di età > 50 anni, utilizzando i medesimi criteri di classificazione. Le analisi statistiche hanno incluso test di normalità (Kolmogorov-Smirnov e Shapiro-Wilk), correlazioni di Pearson, ANOVA univariata con test post-hoc (Tukey HSD) e test non parametrici (Kruskal-Wallis), in considerazione della non normalità delle distribuzioni.
Risultati
L’analisi delle correlazioni di Pearson ha evidenziato relazioni negative e statisticamente significative tra forza masticatoria e parametri clinici:
In tutti i casi, la significatività statistica era elevata (p<0,001), indicando un’associazione inversa tra la forza masticatoria e il peggioramento delle condizioni parodontali. Sono state calcolate medie e deviazioni standard di forza masticatoria e capacità di addentare una mela (variabile “risposta”).
Nel gruppo PSR1 (N=30), la forza media era pari a 730,7 N (DS=290,0; range 221-1239). La risposta presentava una media di 1,1 (DS=0,4), su una scala da 1 a 3.
Nel gruppo PSR=2 (N=38), la forza media si riduceva a 574,6 N (DS=293,0; range: 142–1341), mentre la risposta aumentava leggermente a 1,5 (DS=0,5).
Nel gruppo PSR=3 (N=39), la forza calava ulteriormente a 315,1 N (DS=181,2; range: 35–742), con un aumento della risposta a 2,6 (DS=0,78).
Nel gruppo PSR=4 (N=50), la forza media si attestava a 292,9 N (DS=195,9; range: 30–875), mentre la risposta raggiungeva il valore medio più elevato: 3,1 (DS=0,93) (fig. 1, 2).
Si osserva un chiaro andamento decrescente della forza masticatoria all’aumentare del punteggio PSR, accompagnato da un incremento progressivo della difficoltà percepita nell’addentare.
L’analisi della varianza (ANOVA) ha evidenziato differenze statisticamente significative tra i gruppi PSR per tutte le variabili analizzate (p<0,001). Tali risultati sono stati confermati sia dal test post-hoc HSD di Tukey, sia dall’analisi non parametrica di Kruskal-Wallis, suggerendo una tendenza coerente di peggioramento clinico associato alla riduzione della forza masticatoria. Nei soggetti con PSR<2, la forza masticatoria mostrava correlazioni inverse significative con tutti i principali parametri clinici parodontali, confermando il ruolo della salute parodontale nel mantenimento della funzione masticatoria.
Un’analisi specifica nei soggetti con età>50 anni ha mostrato che i partecipanti con PSR>2 presentavano condizioni cliniche peggiori rispetto ai soggetti con PSR≤2: indice di placca (0,6 vs 0,4), sanguinamento (0,5 vs 0,3), profondità media di sondaggio (2,8 mm vs 2,0 mm) e forza masticatoria (315,4 vs 410,7 N). Tuttavia, solo la differenza relativa all’indice di placca è risultata statisticamente significativa (p=0,006).
Conclusioni
I risultati dello studio indicano un’associazione significativa tra riduzione della forza masticatoria e peggioramento dei parametri clinici parodontali. Mordere una mela è invece un’azione emblematica per comprendere la confidenza del paziente nell’addentare con gli incisivi. Nello studio tale attitudine si correla negativamente alla malattia parodontale, non solo a confermare il ruolo della forza masticatoria, piuttosto a sottolineare l’influenza della percezione nella ridotta capacità di mordere e masticare. Non esiste dunque un solo difetto oggettivo (stabilità dentale), ma si può anche ipotizzare un difetto di fiducia “psicologico”, di attitudine negativa che incide negativamente sulla funzione masticatoria.
Volendo definire il livello soglia di malattia parodontale oltre il quale si manifesta la riduzione funzionale abbiamo notato una significativa riduzione della forza masticatoria tra PSR 2 e PSR 3 (-26N), ad indicare che proprio questo stadio di malattia parodontale potrebbe essere il livello soglia. Inoltre, nei soggetti over 50 con condizioni parodontali nella norma, una migliore salute parodontale è associata a valori più elevati di forza masticatoria. Al riguardo è interessante sottolineare come alcuni studi indicano un aumento di attività funzionale masticatoria dopo terapia parodontale, anche dopo splintaggio, evidenziando un miglioramento della funzione neuromuscolare orale. Relativamente alla salute sistemica, il fatto che i pazienti con parodontite presentino una attività funzionale ridotta, determina una ipotetica riduzione dell’efficienza masticatoria che potrebbe correlarsi a modifiche negative nella dieta e ad un peggioramento della salute generale.
Questi risultati sottolineano l’importanza del mantenimento della salute parodontale nella prevenzione del declino funzionale della masticazione, con potenziali ricadute sulla qualità di vita, in particolare nei soggetti adulti.
Autori: Luca Levrini, Stefano Saran, Federica Scucchia, Gabriele Aiello: Università degli Studi dell’Insubria, Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia
Bibliografia
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Nota: immagine generata con IA
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