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30 Giugno 2008

Odontoma composto

di Alberto Pispero


Gli odontomi sono lesioni classificate come tumori odontogeni benigni, anche se in realtà, non presentando il tipico aspetto proliferativo dei tumori dovrebbero essere considerati amatomi.
Si presentano come masse di tessuto completamente calcificato formato da smalto dentina e cemento che può essere più o meno disorganizzato. La patologia colpisce più frequentemente soggetti di sesso maschile tra la seconda e la quarta decade di vita. L’eziologia rimane sconosciuta anche se talvolta si pensa che un trauma possa essere l’evento scatenante. Queste lesioni sono di solito asintomatiche e la loro scoperta è accidentale in seguito all’esecuzione di una ortopantomografia di routine.
Gli odontomi si distinguono in composti e complessi. Gli odontomi composti appaiono radiologicamente come masse radiopache irregolari riconducibili a piccole strutture dentarie più o meno sviluppate circondate da un orletto radiotrasparente e prediligono la mascella nella regione anteriore. Istologicamente le formazioni calcificate riproducono la normale struttura dentaria e la lesione è quindi costituita da piccoli denti malformati di numero variabile.
Gli odontomi complessi si presentano come una radiopacità unica con margini irregolari e circondata anche in questo caso da un orletto radiotrasparente. Si localizzano con maggiore frequenza nella regione posteriore della mandibola. Istologicamente i tessuti dentari appaiono molto disorganizzati e macroscopicamente la lesione non da forma a strutture dentarie. La presenza di queste lesioni non si associa di solito ad agenesia di elementi dentari. In alcuni casi però possono essere d’impedimento alla corretta eruzione di alcuni elementi dentari o possono dare complicanze infettive, provocate da perforazione della compatta ossea e comunicazione con la cavità orale.
Alcuni autori ritengono necessaria l’escissione di questa lesione solo se si manifestano i problemi sopraelencati in caso contrario il trattamento consigliato è quello di effettuare controlli frequenti. Altri autori invece consigliano una precoce escissione a causa della possibile evoluzione in senso cistico o ameloblastico e per la possibilità di spostamento e riassorbimento dei denti adiacenti. La rimozione della lesione è di solito semplice per la presenza di un piano di clivaggio facilmente individuabile, l’unica difficoltà può essere rappresentata da una localizzazione sfavorevole che rende difficilmente raggiungibile la lesione o dalla vicinanza con strutture anatomiche a rischio. Si ricorda che un clivaggio sottoperiosteo riduce sempre il sanguinamento e le possibilità di sezioni accidentali di rami nervosi.

GdO 2008;12

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