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31 Dicembre 2009

Valutazione di un protocollo farmacologico per il trattamento del lichen ruber planus

di S. Pagano, A. Conversini, B. Tosini, G. Lombardo, G. Barraco, P. D'Errico


OBIETTIVI. Valutare uno specifico protocollo farmacologico del lichen planus orale in un gruppo di pazienti, per verificare l’efficacia e la posologia di alcuni farmaci su lesioni di diversa gravità.
MATERIALI E METODI. Sono stati inclusi nello studio 25 pazienti, donne e uomini, di età compresa tra 20 e 70 anni (età media 50 anni). Sono stati tutti sottoposti a visita odontoiatrica e successivamente suddivisi in quattro gruppi in base alla gravità delle lesioni: lichen asintomatico; lichen da lieve a moderato; lichen da moderato a grave; lichen grave. Ai pazienti sono stati somministrati diversi presidi terapeutici in base alla gravità dei sintomi e delle lesioni.
I farmaci impiegati sono i corticosteroidi locali e sistemici, in particolare il triamcinolone acetonide 0,1% in pomata per il trattamento topico e triamcinolone acetonide 0,2-0,4 mL per iniezione locale, con prednisone 40-80 mg, per il trattamento sistemico. I pazienti del primo gruppo, con lichen asintomatico, non sono stati trattati ma egualmente sottoposti a monitoraggio. RISULTATI. Dei 25 pazienti del campione iniziale la maggior parte ha mostrato una completa risoluzione sia dei sintomi sia delle lesioni, oppure soltanto dei sintomi, mentre la minoranza non ha presentato alcuna risoluzione della patologia.
CONCLUSIONI. I risultati ottenuti evidenziano come la maggior parte dei pazienti trattati abbia ottenuto una sostanziale remissione sia dei sintomi sia della patologia, nonostante si siano riscontrati in alcuni pazienti effetti collaterali associati al trattamento sistemico.
Si è dimostrato, in effetti, che il numero di pazienti che hanno subito effetti collaterali cresce quando si passa dalla terapia topica a quella sistemica. Riteniamo che l’approccio migliore sia distinguere il tipo di trattamento da eseguire in base alle varianti cliniche delle lesioni e ai sintomi riportati dai pazienti; è inoltre preferibile somministrare un trattamento topico anziché sistemico, per evitare le controindicazioni provocate da quest’ultimo.



 
 

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