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14 Gennaio 2019

Tutti gli utilizzi di OT Equator

Protocolli semplici e ripetibili con sistematiche protesiche di qualità

A cura di Roberto Scrascia

Quale argomento migliore se non parlare di una piccola, la più piccola, componentistica presente sul mercato delle overdenture, l’OT Equator, attacco a basso profilo dalle svariate sfaccettature. Non è semplicemente un attacco e basta, è un abutment per barre, è una componentistica calcinabile, fillettabile, insomma ha tanti utilizzi.

Per parlare di OT Equator bisogna però prima introdurre il concetto di overdenture. Negli ultimi anni sta cambiando la consapevolezza degli addetti ai lavori nel campo odontoiatrico nei confronti del trattamento implanto-protesico dell’overdenture. Per tempo considerata un giusto compromesso tra fattori economici e biologici, si è sempre più consapevoli del ruolo, a volte elettivo, che ha nella risoluzione di casi clinici e nel migliorare la qualità di vita dei pazienti.

L’overdenture su impianti presenta numerose sfaccettature ed evoluzioni e nell’edentulia mandibolare l’utilizzo di attacchi singoli a basso profilo è una soluzione che, nella sua praticità, si pone come lo standard di riferimento per questo tipo di soggetti.

In un momento storico dove l’età media è in aumento e le richieste ed esigenze dei pazienti sono di livello e qualità sempre più alti, è necessario avere nel bagaglio lavorativo un trattamento che sia veloce, sicuro, pratico, di standard elevato e soprattutto economico.

L’OVD è una protesi di successo, in continua crescita. Le percentuali di sopravvivenza implantare vanno dal 92% al 100%, indipendentemente dal tipo di ancoraggio utilizzato o dall’età dei pazienti.

Per il mascellare superiore l’approccio diagnostico deve essere affrontato seguendo una guida protesica imprescindibile che è il posizionamento dei denti con un montaggio diagnostico. Il progetto protesico di un mascellare superiore non dovrebbe essere deciso in base alle richieste del paziente o alle preferenze del clinico; la protesi del mascellare superiore rappresenta una spazio ben definito che dobbiamo individuare e classificare. Spesso per garantire estetica e funzione le protesi necessitano di una flangia protesica che non può essere costruita su una protesi di tipo ibrido o toronto per ovvi motivi igienici.

Quindi quello che è possibile fare è stabilizzare sempre più la protesi rimovibile in modo tale che i pazienti possano avvertire la sensazione di una protesi fissa, ma che può essere rimossa per motivi igienici, e allo stesso tempo avere le giuste dimensioni per garantire funzione, estetica e soprattutto sopravvivenza a lungo termine del progetto protesico. In questo passaggio risulta utile l’OT Equator con il suo sistema di passivazione delle barre denominato Seeger.

Sulle barre è possibile posizionare gli equator calcinabili se c’è la necessità di contenere i costi altrimenti esiste la possibilità di inserire sia in tecnica di fusione classica che al CAD/CAM gli Equator filettabili, in TiN altamente resistenti all’usura.

L’overdenture non è solo un tipo di riabilitazione implanto-protesica, è una famiglia di riabilitazioni che consegnano al professionista la possibilità di riabilitare differenti tipologie di atrofie ossee senza scendere a compromessi, con un trattamento affidabile e predicibile.

Fig. 1 In letteratura, la protesi totale inferiore è la più problematica perché, a volte, le condizioni anatomiche portano a forte instabilità. La realizzazione di una protesi implantare overdenture, implanto ritenuta e tessuto supportata è una necessità per garantire stabilità

Fig. 2 Due impianti in zona interforaminale, in posizione mediana tra 42/43 e 32/33, sono il nuovo standard di trattamento per le edentulie mandibolari. Nelle foto vediamo due impianti con le viti di guarigione pronti per essere caricati con attacchi a basso profilo OT Equator della Rhein83

Fig. 3 Tragitto transmucoso a due mesi dall’intervento in one stage surgery

Fig. 4 Misuratore di bordo gengivale per arcate edentule

Fig. 5 Inserimento di OT Equator

Fig. 6 OT Equator in posizione pronti per essere caricati

Fig. 7 Paziente edentula; si noti come i tessuti molli del terzo inferiore del viso necessitino di supporto che può essere fornito solo da protesi con flangia. La paziente lamenta una scarsa stabilità della protesi inferiore

Fig. 8 Dopo avere regolarizzato chirurgicamente la cresta ossea mandibolare, vengono inseriti due impianti in zona 42/43 e 32/33 per realizzare una protesi overdenture implanto ritenuta e tessuto supportata

Fig. 9 Inserimento di OT Equator altezza 1 mm in zona 32/33

Fig. 10 Particolare del montaggio dei denti nel caso clinico presentato. Ogni dettaglio è volto a dare stabilità ai manufatti protesici

Fig. 11 Sequenza dei passaggi di laboratorio per la creazione del rinforzo metallico della protesi overdenture mandibolare

Fig. 12 Particolari dei manufatti protesici prima della consegna alla paziente (si ringrazia l’odontotecnico Luigi Secondo per la dedizione che mette nel suo lavoro quotidiano)

Fig. 13 Inserimento del dischetto separatore e dello steel cage per la metodica del carico diretto per funzionalizzare gli OT Equator

Fig. 14 Housing steel cage in posizione pronto per il carico funzionale

Fig. 15 Inserimento della resina acrilica negli alloggi della protesi e successivo carico degli attacchi a basso profilo con la protesi lucidata

Fig. 16 La paziente a lavoro finito; feedback da subito positivo per la stabilità della protesi overdenture inferiore che ha migliorato la sua qualità di vita

Fig. 17 La paziente prima e dopo il trattamento. Vediamo come con queste riabilitazioni con protesi è possibile cambiare l’estetica del terzo inferiore del viso. Le flange protesiche sono un ottimo ausilio terapeutico per sostenere i tessuti del viso quando si è avuta una forte atrofia delle ossa mascellari

Fig. 18 Confronto tra OT Equator e un altro attacco a basso profilo presente sul mercato

Fig. 19 Sequenza di montaggio del nuovo Elastic Seeger, sistema per la creazione di barre passive su OT Equator

Fig. 20 Paziente con severa atrofia ossea del mascellare superiore. Si evince l’aspetto vecchieggiante del terzo inferiore del viso quando i tessuti molli non sono più supportati da un’adeguata struttura ossea

Fig. 21 Protesi overdenture mascellare con barra e controbarra e attacchi filettati. Struttura elaborata, ma altamente ritentiva e stabile

Fig. 22 Montaggio e stabilizzazione di una barra su OT Equator con Elastic Seeger. Introduzione dell’anello, che rispetto alla versione precedente ha il vantaggio di avere il tappo incorporato; in questa maniera, è ancora più agevole la rimozione ma soprattutto - essendo l’anello più esteso - la passivazione e la stabilità della barra sono di livello superiore

Fig. 23 New Elastic Seeger in posizione e barra stabilizzata

Fig. 24 Caso clinico concluso con soddisfazione della paziente. Notiamo come le labbra abbiano il giusto supporto. Inferiormente la paziente ha una protesi ibrida avvitata; da sottolineare il suo feedback positivo riguardo la stabilità delle protesi nelle due arcate. La paziente non nota differenza tra l’overdenture implanto ritenuta e supportata superiore con la protesi ibrida inferiore, anzi le manovre di igiene sono più semplici nel superiore

Fig. 25 OT Equator in versione attacchi filettabili, sia per barre fuse che per metodica CAD/CAM. Hanno il vantaggio di essere facilmente sostituibili in caso di rientri e manutenzione sulla parte protesica e sono in TiN, altamente resistente all’usura

Fig. 26 OT Equator in versione calcinabile, utilizzabile sia per radici che per impianti; permette di mantenere i costi di sviluppo del manufatto protesico molto bassi e di usufruire delle performance tipiche di OT Equator (si ringrazia l’odontotecnico Pasquale Lacasella per il magistrale lavoro)

Fig. 27 Alcune fasi di lavoro di un’overdenture mascellare in un paziente giovane ma con forte atrofia ossea. Realizzazione al CAD/CAM di una struttura altamente ritentiva che gli ha donato una protesi altamente stabile migliorando la sua qualità di vita. Realizzazione al Cad del centro fresaggio Teglanum di Ciro Simonetti.

Fig. 28. Quattro OT Equator in posizione per un’overdenture superiore implanto ritenuta e tessuto supportata. Caso clinico di una paziente anziana in cui la stabilità della protesi superiore non era soddisfacente. Presenza di un’importante atrofia ossea; di conseguenza, gli impianti sono disparalleli; inserzione della protesi perfezionata grazie all’utilizzo degli SmartBox

Fig. 29 Modello del caso clinico di figura 28. L’estremo disparallelismo tra gli impianti è stato compensato grazie agli SmartBox per OT Equator che permettono di compensare disparallelismi fino a 50° gradi tra gli impianti

Fig. 30 Particolari degli SmartBox inseriti nella protesi rimovibile superiore


Con la collaborazione non condizionata di Rhein83.                                               

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

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