Il caso clinico presentato evidenzia l’importanza di un approccio terapeutico combinato e personalizzato per il trattamento delle apnee ostruttive del sonno
Le apnee ostruttive del sonno (OSAS) rappresentano una condizione clinica diffusa che incide significativamente sulla qualità del sonno e sulla salute generale dei pazienti. L'approccio terapeutico più comune include l’utilizzo di dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD), ma non di rado si riscontrano recidive dei sintomi o risposte insufficienti, che necessitano l'adozione di strategie terapeutiche complementari.
Non va mai dimenticato che per considerare il successo di una terapia di un paziente OSAS non basta tener conto dell’AHI ma è altresì molto importante la risoluzione di quei sintomi che possono andare ad inficiare la qualità della vita. In questo caso, si descrive il trattamento di una paziente già in terapia MAD, utilizzando un dispositivo per la terapia posizionale.
Caso Clinico
Paziente donna, 74 anni, con una storia di trattamento prolungato (6 anni) mediante dispositivo MAD. Nonostante l'aderenza al trattamento, la paziente ha riferito un significativo peggioramento dei sintomi, tra cui sonnolenza diurna (scala di Epworth: 15), un russamento molto intenso (confermato tramite l’utilizzo di sensori per smartphone per tre notti consecutive), secchezza delle fauci al risveglio, fame d’aria notturna ed in genrale la percezione di un sonno non ristoratore. L'ultima poligrafia, eseguita nel 2018, non evidenziava apnee, con un indice AHI pari a 0. In seguito alla recidiva dei sintomi, è stata eseguita una nuova poligrafia tramite WatchPat, che ha rivelato un AHI di 6, con un AHI specifico per la posizione supina pari a 8,2.
Trattamento e Approccio Teraputico
Il MAD utilizzato dalla paziente, un Somnodent Flex, ha un avanzamento del 75% della protrusiva massima, ma negl’anni c’è stata una lenta recidiva dei sintomi. Inizialmente, sono stati aggiunti elastici per migliorare il controllo del russamento, che hanno portato ad un miglioramento ma non ad una totale risoluzione dei sintomi. A questo punto, si è deciso di utilizzare la terapia posizionale tramite il dissuasore NIGHTSHIFT, un dispositivo vibrante da applicare al collo durante il sonno, progettato per stimolare un cambiamento di posizione da quella supina. Il dispositivo oltre a monitorare la posizione del paziente offre anche la possibilità di monitorare l'intensità del russamento, mettendo in particolare evidenza i suoni superiori ai 50 decibel.
Monitoraggio e Risultati
Dopo un mese di trattamento col dissuasore NIGHTSHIFT, è stato nuovamente somministrato il questionario di Epworth e analizzati i dati registrati dal dispositivo. I risultati hanno evidenziato una significativa riduzione del tempo trascorso in posizione supina: dal 71% iniziale, rilevato nella poligrafia pre-trattamento, al 20-24% attuali. La paziente ha inoltre riferito la remissione completa di tutti i sintomi, inclusi la sonnolenza diurna (scala di Epworth è scesa a 5), risvegli con fame d’aria, riferisce un sonno finalmente riposante e di sentirsi molto più attiva durante il giorno.
Discussione
Il trattamento con il dissuasore NIGHTSHIFT ha mostrato un'efficacia significativa nella gestione dei sintomi delle apnee notturne associati nell'ambito di un trattamento personalizzato per una paziente anziana. L’approccio posizionale si è rivelato utile quando le altre opzioni terapeutiche, come il MAD, non hanno completamente risolto la sintomatologia. Questo approccio non invasivo, che consente anche un monitoraggio continuo della posizione del paziente durante il sonno e della rilevanza del russamento nelle varie posizioni, si inserisce come una valida opzione terapeutica complementare nel trattamento delle OSAS, specialmente nei casi in cui la posizione supina risulta determinante nel manifestarsi dei sintomi.
Conclusioni
Il caso clinico descritto evidenzia l’importanza di un approccio terapeutico combinato e personalizzato per il trattamento delle apnee ostruttive del sonno. La terapia posizionale con NIGHTSHIFT ha dimostrato un'efficacia notevole nel ridurre il tempo trascorso in posizione supina e nell'alleviare i sintomi, migliorando la qualità del sonno e la vita quotidiana della paziente. Si suggerisce l'integrazione di questo dispositivo nelle opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti con OSAS che non rispondono completamente al trattamento con MAD.
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