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01 Aprile 2011

Analisi degli effetti della terapia con distalizzazione molare

di R. Lione, G. Laganà, P. Cozza


Obiettivi. Scopo del nostro lavoro è stato quello di confrontare i dispositivi distalizzanti ad ancoraggio intraorale con quelli ad ancoraggio extraorale evidenziando vantaggi e svantaggi di ogni strumento attraverso l’analisi qualitativa e quantitativa degli effetti scheletrici e dentali riportati in letteratura.
Materiali e metodi. In accordo con i criteri di inclusione e di esclusione, sono stati selezionati 37 lavori scientifici prospettici e retrospettivi. Per ogni studio sono stati analizzati i seguenti valori per evidenziare le modificazioni scheletriche sagittali e verticali indotte dal trattamento di distalizzazione molare: SNA°, SNB°, FMA°, SN-PP°, LFH. Sono stati valutati inoltre, gli effetti dentali relativamente al rapporto tra il movimento distale dei primi molari superiori e la perdita di ancoraggio dei denti nei settori anteriori dell’arcata mascellare sia per i dispositivi intra-orali sia per quelli extra-orali.
Risultati. Dall’analisi dei risultati esaminati nei singoli lavori gli effetti sul piano sagittale si evidenziano con una significativa riduzione dell’angolo SNA° nei campioni trattati con distalizzatori extraorali (-1.88°), mentre tale valore tende ad aumentare in maniera non significativa nei campioni trattati con distalizzatori intraorali (+0,14°). L’angolo SNB° varia con un intervallo compreso tra -0,55° e -0,35° e le modificazioni non sono significative. L’analisi della divergenza mostra variazioni non significative dell’inclinazione del piano mandibolare (FMA°) e del piano palatale (SN-PP°) pari a +0,36° e +0,45° rispettivamente. L’altezza facciale antero-inferiore (ANS-Me) tende ad aumentare in media di +1.05 mm. Nei campioni trattati con distalizzatori extraorali i premolari e gli incisivi superiori seguono il movimento, statisticamente significativo, dei primi molari (3 mm).
Nei campioni trattati con distalizzatori intraorali la perdita di ancoraggio statisticamente significativa è in media di 2,17 mm per il secondo premolare; 1,5 mm per il primo permolare; 1,43 mm per gli incisivi centrali.
Conclusioni. Entrambi i tipi di apperecchiature permettono di distalizzare i molari fino al raggiungimento di una I Classe dentale. I dispositivi ad ancoraggio extra-orale garantiscono un movimento corporeo dei molari in direzione distale senza compromissione delle corrette inclinazioni dentali nei settori anteriori. Pendulum, first class, distal-jet e jones-jig provocano una distalizzazione dei molari con la concomitante mesializzazione dei premolari e un aumento della vestibolarizzazione degli incisivi mascellari.
I dispositivi ad ancoraggio extra-orale richiedono la collaborazione del paziente per periodi di trattamento superiori a un anno mentre tutti i dispositivi ad ancoraggio intra-orale hanno come effetto indesiderato la mesializzazione dei premolari e un aumento della vestibolarizzazione degli incisivi mascellari.



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