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12 Aprile 2017

I medici sono i pensionati più longevi. Per il Psicogeriatria anche merito dello stile di vita


Ricchi, prestigiosi, eternamente giovani. Da pensionati, i medici vivono più a lungo degli altri. L'ENPAM se ne sobbarca l'assistenza in media per altri 21 anni scarsi, all'incirca sei mesi in più di quanto non faccia la Cassa degli avvocati, e ben due anni in più di quanto non debba fare l'Inps con la popolazione generale. Lo afferma uno studio dell'ordine degli attuari su 15 milioni di pensionati. Lo studio dice altre cose, semplici e meno. Tra le "meno": se si utilizzasse la popolazione pensionata al posto di quella complessiva in Italia, le curve relative all'attesa di vita ci darebbero tutti destinati ad invecchiare a lungo, con -nel 2045- maschi che arrivano mediamente fino a 88 anni e femmine che doppiano il traguardo dei 92 anni. Secondo "input": se separiamo i pensionati che furono lavoratori pubblici da quelli che furono autonomi, l'attesa di vita dei primi è 2 anni esatti in più dei secondi, 20,3 contro 18,4. Un terzo concetto: più sale l'importo dell'assegno più cala la mortalità.

Da ricchi si vive di più, un dato scontato?

"Un po' sì, anche se non riguarda i soli medici. La ricchezza si mostra proporzionale all'attesa di vita. Non avere preoccupazioni economiche è determinante dal punto di vista psicologico e degli stili di vita assunti, più salutari. Da una parte, con un assegno mensile "cospicuo", si acquistano servizi, anche sanità integrativa; dall'altra con le spalle coperte si guarda al futuro con uno stato d'animo più sereno, ci si organizza meglio, si programma il divertimento e persino lo sport, lo stile di vita attivo, che fa bene", dice Marco Trabucchi, presidente dell'Associazione Italiana di Psicogeriatria.

Ma che un medico viva di più di un avvocato, di un commercialista o di un politico è un dato "scontato", magari visto che di salute ne sa di più...?

"Credo sia una contingenza di un periodo -relativamente lungo - in cui il medico è persona soddisfatta del proprio lavoro e del proprio ruolo. Per compensi economici e psicologici, ben si inserisce nella fascia dei soggetti "candidati" a vivere più a lungo. E comunque lavora in un contesto gratificante, la sua professione è fonte di prestigio sociale".

Il camice vive vent'anni dalla pensione in poi: una misura di tempo o anche di qualità di vita?

"Nella quantità di vita c'è anche qualità di vita, come ho detto. Se si riferisce alle probabilità di decadimento cognitivo, anche l'incidenza di quest'ultimo dovrebbe essere minore rispetto alla popolazione generale; in caso contrario l'attesa di vita ne risulterebbe intaccata e, quindi, inferiore".

Mauro Miserendino per Doctor33

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