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31 Gennaio 2020

La gestione multidisciplinare del paziente anziano nello studio odontoiatrico

Uno ambulatorio milanese decide di studiare ed organizzare una assistenza a misura di pazienti ultra sessantacinquenni. Così è organizzato il loro Progetto Silver 


Un sessantacinquenne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un quarantacinquenne di 30 anni fa. I nuovi 'senior', infatti, sono attivi e dediti alla cura di sé: fanno sport, sono attenti all'alimentazione, utilizzano le ultime tecnologie per comunicare, vanno spesso a teatro e al cinema, hanno una vita sentimentale soddisfacente. Da questo presupposto nasce un nuovo approccio anche all'odontoiatria: quello geriatrico, che coinvolge non solo l'aspetto clinico, ma più globale del paziente. Un esempio di questo innovativo approccio è rappresentato dal Progetto Silver, ideato da Lea Di Muzio e realizzato da DentalBreraClinic di Milano. Ne abbiamo parlato con i titolari, i dottori Stefano Gracis e Matteo Capelli.   


In cosa consiste il vostro progetto Silver?

Il Progetto Silver è nato da una indagine sulla nostra pazientela che abbiamo condotto insieme al nostro consulente, Lea Di Muzio, con cui abbiamo messo a punto il progetto. Dallo studio è stato possibile rilevare che l’età media dei nostri pazienti negli ultimi anni si è progressivamente elevata per effetto dell’allungamento della vita e per il forte calo delle nascite. La nostra specializzazione in ambito protesico attrae inoltre una pazientela in età già abbastanza matura. Ci siamo subito resi conto che un progetto di Odontoiatria geriatrica, che in Italia sta muovendo i primi passi, non poteva che nascere dallo studio del target, cioè il paziente anziano. Ci siamo documentati, abbiamo organizzato una piccola biblioteca interna, sono stati di stimolo anche gli articoli pubblicati sul Vostro portale che esplorano i nuovi orizzonti della odontoiatria. Gli elementi caratterizzanti del Progetto Silver, che sta ricevendo molti consensi da parte dei pazienti, sono:

  • Un’attività clinica all’insegna della multidisciplinarietà.
  • L’introduzione della figura del Coordinatore terapeutico nel team.
  • La nascita all’interno della nostra struttura di un Osservatorio sull’Odontoiatria geriatrica.
  • L’attività informativa verso medici e geriatri sulla correlazione tra le patologie del cavo orale e le malattie sistemiche. 


Questo approccio multidisciplinare come viene accolto dal paziente?

Molto bene perchè non ci vede più come lo specialista dei denti: attraverso la multidisciplinarietà viene infatti attentamente valutato l’impatto che hanno le malattie sistemiche, tipiche dell’età avanzata, sulla salute del cavo orale e viceversa le patologie del cavo orale vengono correlate al quadro generale della salute del paziente. Nasce una interazione tra l’Odontoiatra, il Patologo, lo Gnatologo e il Nutrizionista:  questo rassicura  il paziente che si sente seguito ad ampio spettro. Il nostro approccio multidisciplinare non trascura naturalmente l’aspetto interdisciplinare in quanto prevede una forte osmosi tra le varie competenze. 


Tra gli aspetti del trattare il paziente anziano quello della comunicazione è determinante per fare capire terapie ma anche le tecniche di mantenimento della cura o riabilitazione proposta. Quali i consigli che può dare ai suoi colleghi?

Concordiamo, la comunicazione oggi è fondamentale, tutto deve partire dalla relazione con il paziente: è questa la motivazione che ci ha spinto ad introdurre la figura del Coordinatore terapeutico, un odontoiatra con una formazione in ‘counseling’, che segue il paziente in tutte le fasi del piano di trattamento e di mantenimento, interfacciandosi, quando necessita, con i medici e gli specialisti che lo hanno in cura all’esterno. Il Progetto Silver contempla una visione in itinere del paziente, perché non si può ignorare che con l’avanzare dell’età possano insorgere le patologie tipiche della senescenza che vanno attentamente monitorate, sviluppando nel contempo un’attività preventiva. Abbiamo ideato due percorsi di cura contrassegnati dal colore verde, se non si evidenziano particolari problematiche al di fuori delle cure dentali in corso e arancio se si rilevano patologie sistemiche, come il diabete, per seguirne l’evoluzione. La conoscenza del paziente avviene anche attraverso le tecniche più avanzate di comunicazione come la Medicina narrativa (Narrative Based Medicine) che ci permette di avere delle informazioni di tipo qualitativo da integrare con quelle raccolte attraverso la scheda anagrafica e la scheda anamnestica, contenute nel gestionale.


Doveste indicare le 3 cose da fare e quelle da non fare in tema di comunicazione verso i pazienti anziani?

Pensiamo che con il paziente anziano non si possano usare i criteri e i ritmi frenetici a cui siamo abituati in uno studio odontoiatrico: anche se ancora attivo nel mondo lavorativo, egli necessita di essere costantemente ascoltato e rassicurato, soprattutto se vive solo, lontano dagli affetti dei familiari. Le tecniche di ascolto attivo, la medicina narrativa aiutano ad uscire fuori dagli schemi che impone l’attività clinica governata dalla tecnologia e dai protocolli: pensiamo che il pensiero scientifico debba integrarsi con l’etica, la resilienza, che si debba recuperare la dimensione emozionale e culturale della cura, il rispetto dell’individualità della persona. In questa prospettiva i componenti del team non devono trasformarsi in psicologi ma acquisire capacità relazionali – ‘communication skills’—per comprendere le esigenze di una ‘pazientela’ sempre più segmentata e complessa. 


In caso di principi di demenza come ci si deve comportare? E’ utile coinvolgere nel precorso anche i familiari?

Il coinvolgimento dei familiari è fondamentale non solo per i pazienti affetti da demenza senile. La crisi della famiglia patriarcale ha portato la maggior parte degli anziani a vivere lontano dai propri affetti. I figli, i nipoti, in apprensione per la salute dei propri cari, vanno rassicurati, tenuti al corrente; il ruolo del coordinatore terapeutico è fondamentale in tal senso. La conoscenza del nucleo familiare del paziente è molto importante, perciò abbiamo introdotto nel gestionale delle vere e proprie mappe che ci aiutano a comprendere la relazione che si instaura all’interno della famiglia.La perdita progressiva della memoria la riscontriamo in molti pazienti che frequentano il nostro studio da anni. E’ inevitabile, soprattutto nell’età più avanzata. E’ la conoscenza del paziente, del suo carattere, del suo modo di porsi all’esterno a guidarci sul modo di comportarci. A volte coinvolgiamo i familiari, informiamo il Medico di base, insomma ormai dobbiamo avvicinarsi all’idea di una medicina che dovrà essere sempre più integrata e multidimensionale! 

 
 

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