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26 Settembre 2017

Futuro dell'odontotecnico, dal Congresso ANTLO gli scenari. Condò (Ministero della Salute), dopo il no al referendum, per il profilo ora serve condivisione del settore


Inserimento della figura dell'odontotecnico tra le professioni sanitarie con identificazione precisa delle competenze operative, aggiornamento costante delle conoscenze e delle attrezzature e defiscalizzazione delle spese odontoiatriche. Questi i tre i pilastri che dovranno sostenere la professione nel prossimo futuro. La sintesi che si può trarre dall'accesa tavola rotonda che si è tenuta lo scorso sabato nell'ambito del meeting che è stato organizzato presso a Roma da ANTLO è proprio questa

Le istanze della categoria non sono di nascita recente ma loro soluzione, a oggi, non sembra essere dietro l'angolo. L'elemento chiave per ottenere ascolto e riscontro dalle Istituzioni è però chiaro e rilevabile nella compattezza della categoria. L'appuntamento romano, in questo senso, potrebbe rappresentare un punto di svolta. "Questo meeting" ha dichiarato il presidente di ANTLO Massimo Maculan aprendo la tavola rotonda "segna il più alto livello di successo nella storia dei nostri meeting. Abbiamo registrato la partecipazione di oltre 800 professionisti e di circa 50 aziende. Numeri importanti che stabiliscono un record che non è solo numerico ma che trasmette anche l'interesse della categoria i problemi che dovremo affrontare nell'ambito della nostra attività".

L'importanza di "fare numero", a prescindere dalla capacità professionale dei singoli, è stata sottolineata anche dal generale Franco Condò, referente per l'odontoiatria del Ministero della Salute che ha preso parte alla tavola rotonda come rappresentante delle istituzioni. "È noto a tutti" ha sottolineato Condò "che è un bene mantenere attrezzato e aggiornato il proprio laboratorio ma è fondamentale che la categoria degli odontotecnici si mostri al mondo esterno compatta, unita e in comunione di intenti. La politica da sempre concede più ascolto a chi dimostra di possedere numeri forti. Se non si capisce questo, istanze anche giuste e legittime rischiano di restare lettera morta".

"L'inserimento formale della figura dell'odontotecnico tra le professioni sanitarie", ha aggiunto Condò", rappresenta, un caso di scuola. La posizione del Ministero è che l'odontotecnico debba entrare di diritto tra i professionisti sanitari. Se il referendum del 4 dicembre avesse visto la prevalenza dei sì, noi saremmo stati pronti a presentare a presentare un decreto in materia. Le cose sono però andate diversamente e ormai siamo troppo a ridosso della fine della legislatura e i tempi tecnici non ci sono più. Il consiglio per il futuro è quello di cercare di raccogliere una base più ampia possibile per presentare con più forza al prossimo Governo le istanze della categoria. Non solo per raggiungere l'obiettivo dell'inserimento tra la professione sanitarie ma anche, per esempio, per ottenere una più ampia defiscalizzazione delle spese sanitarie".

Di questo secondo tema ha parlato anche Gianna Pamich, che ha preso parte alla tavola rotonda in rappresentanza dell'UNIDI. "Quello organizzato quest'anno" ha dichiarato Pamich è un evento record. Per noi industriali è una buona notizia perché abbiamo bisogno di avere un ANTLO forte e preparata. Non solo per diffondere le nuove tecnologie, un laboratorio aggiornato è di sicuro fondamentale, ma anche per affrontare una fase di transizione professionale ed economica. Secondo noi l'introduzione di una più alta defiscalizzazione sarebbe fondamentale per riportare in Italia i capitali che oggi finiscono all'estero attratti da cure odontoiatriche più a buon mercato ma senza la garanzia di professionalità che possiamo avere in Italia. Insieme al riconoscimento della figura di professionista sanitario, in questo modo le istituzioni dimostrerebbero la volontà di valorizzare l'arte odontotecnica".

Un segnale positivo, seppur con qualche distinguo, è arrivato anche dall'AIO che sabato a Roma è stata rappresentata dal suo segretario culturale Denis Poletto. "Anche dal nostro punto di vista" ha spiegato Poletto, quella dell'odontotecnico deve diventare una professione codificata e peculiare, anche per una giusta ripartizione di oneri e onori nell'ambito di una professione complicata come la nostra ma non in ambito sanitrio. All'interno di uno studio odontoiatrico si lavora senz'altro meglio se ognuna delle figure impegnate conosce con precisione le esigenze e le caratteristiche del lavoro di tutti gli altri . Una conoscenza incrociata che, come ha sottolineato giustamente il generale Condò, è fondamentale per porsi di fronte alla politica in modo autorevole e qualificato, anche numericamente. Condividiamo, per altro, anche la battaglia per la defiscalizzazione che sarebbe importante non solo per riportare in Italia il fatturato che ora sfugge all'estero ma anche per sostenere le fasce di reddito più in difficoltà che rinunciano alle cure odontoiatriche per problemi economici. Non dobbiamo dimenticare che l'obiettivo ultimo condiviso da tutti, al termine di ogni discussione, è quello della conservazione o del ripristino della salute dei cittadini".

Gianluca Casponi

Sull'argomento leggi anche

27 Settembre 2017: Introdurre detrazioni per le cure odontoiatriche e regolamentare quelle delle cure all'estero per rilanciare il settore, la richiesta di AIO. Poletto, si al profilo odontotecnico ma non in area sanitaria

Articolo modificato il 27 settembre ore 9.30

 

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