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25 Febbraio 2025

Valorizziamo le competenze e la collaborazione tra odontoiatra ed odontotecnico

Il presidente ANTLO e CIO sostengono quanto affermato dal presidente Confartigianato Odontotecnici e ribadiscono: serve abbandonare le ideologie obsolete per salvaguardare paziente e dentista


Antlo cio

Gentile Direttore, in qualità di presidenti di ANTLO e CIOd, desideriamo esprimere il nostro pieno sostegno a quanto affermato dal collega Ivan Pintus, presidente di Confartigianato odontotecnici, nella nota pubblicata su Odontoiatria33.   Riteniamo che continuare a contrastare l’inserimento della nostra professione tra quelle sanitarie non solo rappresenti una visione retrograda del settore, ma costituisca un danno sia per la nostra categoria che per gli stessi odontoiatri. 

L’odontotecnico è, nei fatti, già oggi una professione sanitaria. Questo è stato ribadito dalla sentenza del Consiglio di Stato e viene confermato quotidianamente dalla nostra professionalità. Il nostro obiettivo primario è tutelare e ripristinare la salute del paziente, come collaboratori fondamentali dei dentisti.  

I dispositivi medici su misura che gli odontotecnici registrati al registro dei fabbricanti realizzano non sono semplici prodotti industriali, ma il risultato di scelte consapevoli, formazione specifica, esperienza e soprattutto di un continuo scambio di conoscenze con l’odontoiatra curante. In un contesto sempre più orientato verso l’uso di tecnologie avanzate, le esigenze dei pazienti di ottenere una protesi personalizzata nel più breve tempo possibile e con il minor disagio possibile sono sempre più evidenti. 

Non è solo impensabile, ma anche illegale, delegare la realizzazione di dispositivi come corone, protesi removibili o allineatori a una macchina. Quello che gli odontoiatri prescrivono non è semplicemente un “pezzo” ma un dispositivo protesico unico, realizzato con l’ausilio di nuove tecnologie, progettato e soprattutto verificato da un professionista abilitato all’esercizio della professione di odontotecnico, una qualifica rilasciata dal Ministero della Salute.  

Cosa direbbe il paziente se sapesse che quella corona, quel ponte o quella protesi vengono realizzati senza conoscere chi o dove li produce? 

Non solo. L’odontotecnico, come professionista sanitario, ha delle responsabilità precise, che sono una tutela per gli odontoiatri. Infatti, questi ultimi diventano responsabili del dispositivo protesico ogni volta che lo inseriscono nella bocca di un paziente.  

Sostenere che la prevenzione dell’abusivismo odontoiatrico sia il motivo per cui l’odontotecnico non debba essere riconosciuto come professionista sanitario è ormai anacronistico

Oggi, un diplomato odontotecnico può aprire legalmente uno studio odontoiatrico, assumere odontoiatri e persino costituire una StP (Società tra Professionisti) con un odontoiatra. A questa figura non interessa diventare una professione sanitaria. Peraltro, spesso non si occupa nemmeno di odontotecnica, ma di gestione d’impresa, pur avendo il diritto di interagire direttamente con i pazienti.    

L’inclusione dell’odontotecnico tra le professioni sanitarie serve a tutelare chi esercita realmente la professione, a differenziarlo da chi si limita a comprare due fresatori e una stampante per produrre denti, senza un’adeguata formazione ma soprattutto l’abilitazione professionale a farlo. In questo modo, si garantisce anche una protezione per gli odontoiatri, che possono esercitare la professione con maggiore serenità, e si preserva la nostra professione, che rischierebbe altrimenti di estinguersi.    

È giunto il momento di affrontare seriamente la questione, abbandonando ideologie obsolete, e di ridare slancio a una professione che è fondamentale per garantire la salute del paziente. Solo così potremo consolidare un rapporto sano e basato sulla competenza tra odontoiatri e odontotecnici, fondato sulla collaborazione e sulla valorizzazione delle rispettive professionalità.    

Michele Di Maio, presidente ANTLO e Luigi Benvegnù presidente CIOd  

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