Si chiama Fondo ANDI Salute (FAS), uno dei soli 8 fondi DOC presenti in Italia (contro gli oltre 250 fondi non DOC), presentato ieri giovedì 12 ottobre presso il Ministero della Salute durante il convengo "L'odontoiatria e la Sanità Integrativa".
"Il FAS è l'unico fondo integrativo nato e gestito da medici e non dal capitale", ha ricordato Gherardo Ghetti presidente FAS durante la presentazione. "Un fondo che garantisce al paziente la cura in base alle sue esigenze cliniche e non sulla base di un elenco di prestazioni che il paziente deve scegliere per poter ottenere gli sgravi fiscali".
Il modello di sanità integrativa proposto da ANDI consente di effettuare un piano sanitario individuale, di prendere il carico il paziente secondo le sue reali esigenze cliniche "e non secondo logiche basate su accordi contrattuali o di cure spot", ha spiegato il presidente Ghetti.
"Il nostro non si basa su di un elenco di prestazioni convenzionate che il clinico deve adattare alle esigenze cliniche del paziente", ha continuato. "Il nostro fondo permette al clinico di curare il proprio paziente secondo le sue reali esigenze cliniche senza dove scendere a compromessi sulla terapia da adottare e al paziente di ottenere i vantaggi fiscali previsti".
"Il FAS -spiega il presidente ANDI Gianfranco Prada- consente di sviluppare un'offerta di cure odontoiatriche indirizzata alla totalità dei cittadini e non solo ai lavoratori dipendenti potendo utilizzare il vantaggio del risparmio fiscale che, ora come mai prima, è una variabile dalla quale è impossibile prescindere per fare una proposta economica realmente conveniente.
Vantaggi fiscali previsti dai Fondi DOC, ovvero la deducibilità fiscale fino a 3.615,20 euro/anno per le cure odontoiatriche ricevute indipendentemente da quali siano state. Per i fondi non DOC, quelli legati ai contratti di lavoro, invece, sono incluse nell'accordo solo certe tipologie di cure e prestazioni.
Problemi normativi
"Un vantaggio fiscale che ad oggi non sappiamo se sia possibile godere da parte dei pazienti che sottoscrivono il fondo -continua il presidente Prada- per via dubbi interpretativi che non rendono chiaro se solo gli studi accreditati con il SSN possano erogare le prestazioni". "Questo -chiarisce il Presidente ANDI- di fatto impedirebbe non solo all'odontoiatria di utilizzare questa tipologia di Fondi, nati appositamente per l'odontoiatria, ma costringerebbe i cittadini di rivolgersi alle pochissime strutture accreditate con il SSN presenti in Italia. Per questo i fondi DOC non riescono a decollare".
Una soluzione, quella dei Fondi DOC, che sulla carta potrebbe risolvere molte delle criticità dei Fondi integrativi tra cui la possibilità di accedere alle sole prestazioni previste da un accordo tra gestore del Fondo e azienda, e il dover scegliere il dentista convenzionato. Invece dal convegno sono emerse tutte le incongruità che le varie modifiche normative della legge sui Fondi integrativi hanno portato in questi anni al sistema come ampiamente evidenziato dagli interventi della Prof.ssa Isabella Mastrobuono (docente di Organizzazione Sanitaria ed esperta di Fondi Integrativi) e il Dott. Stefano Castrignanò (docente Luiss Business School) ma soprattutto dal prof. Sabino Cassese (Giudice Emerito della Corte dei Costituzionale) che ha spiegato come i successivi decreti di modifica della norma sulla sanità integrativa abbiano creato di fatto due modelli di sanità integrativa che la norma iniziale non contemplava. Da una parte i cittadini strutturati con contratto di lavoro che possono ottenere le agevolazioni e l'assistenza attraverso i Fondi non DOC (circa 20 milioni di italiani) che si rifanno alle norme tributarie e dall'altra tutti gli altri cittadini (circa 40 milioni) che potrebbero accedere ai Fondi DOC regolamentati, però, da norme sanitarie che risultano inapplicabili al settore odontoiatrico.
Una disparità di norme che consente a chi aderisce ai primi (Fondi non DOC) di accedere alle cure odontoiatriche perché a chi li eroga basta avere una autorizzazione sanitaria, mentre per chi aderisce ad un Fondo DOC non può ottenere cure odontoiatriche in quanto le strutture che le erogano devono essere accreditate al SSN, e sappiamo come questo sia impossibile da ottenere per i singoli studi odontoiatrici.
Decreti che hanno modificato la norma che il prof. Cassese ha indicato come "illegittimi" perché violano l'articolo 9 della norma sui fondi e che possono essere, quindi, impugnati oppure, facilmente modificati con un atto del Ministero della Salute "che ripristina la legalità".
"La Legge è fallita ed il tentativo di ammorbidirla con il decreto Turco del 2008 ha prodotto una diseguaglianza tra i cittadini", commenta il presidente ANDI Gianfranco Prada. "I lavoratori dipendenti ed i loro familiari possono godere delle agevolazioni fiscali offerti dalla sanità integrativa contrattuale con limitazioni e sprechi di risorse di un modello che punta alla gestione del fondo e non alla qualità della cura in un rapporto di costo beneficio. Il resto della popolazione (la maggioranza) non ha possibilità di accedere al terzo pilastro della sanità col paradosso che anche il livello per l'accesso alle cure è tenuto oltremodo elevato per i fondi DOC, quelli che erano stati pensati per tutti i cittadini e che prevedevano sgravi fiscali".
"La nostra proposta -continua il presidente di ANDI - si fonda sul dare priorità alle scelte cliniche rispetto a quelle economiche, quindi le cure (odontoiatriche nel nostro caso) devono essere necessarie ed appropriate sulla base di una diagnosi e di un piano di cura e non attraverso un elenco che può far comodo solo a chi lo vende e che produce over treatment. Nella prestazione sanitaria resta fondamentale la presa in carico del paziente e la relazione professionale con il medico".
Per fare questo ANDI ha attivato un progetto di assistenza integrativa basato sulla rete di 24 mila dentisti Associati capillarmente distribuiti su tutto il territorio italiano, anche nel più sperduto paesino di provincia.
Scenario futuro
Se da una parte il Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin, intervenuta per chiudere il Convengo, ammette come l'attuale modello dei Fondi Integrativi vada rivisto in quanto ha dimostrato di non riuscire a garantire un accesso omogeneo alle cure per tutti i cittadini, dall'altro il generale Franco Condò, referente per l'Odontoiatria del Ministero della Salute, conferma che il Ministero ed il Gruppo Tecnico sull'Odontoiatria sia consapevole della problematica che, però, dovrà essere risolta dal prossimo Governo vista l'imminente scadenza di questa legislatura.
Modifica della norma che dovrà, ha ricordato Condò, coinvolgere non solo il Ministero della Salute ma anche il Ministero dell'Economia e Finanza per valutare eventuali nuovi costi (leggi causate dalle detrazioni) che la norma comporterà.
Nor. Mac
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