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20 Giugno 2018

ECM: verso la fine della tolleranza sui crediti oppure le sanzioni sono ancora lontane?

Sulla questione interviene il presidente FNOMCeO Filippo Anelli

Norberto Maccagno

L’invito ai presidenti OMCeO e CAO è stato chiaro: sollecitare gli iscritti nell'adempimento dell'obbligo formativo. Invito avanzato dal presidente della FNOMCeO Filippo Anelli (nella foto), attraverso una circolare inviata qualche giorno fa, di cui Odontoiatria33 vi aveva dato notizia.  

Oltre all’invito, la circolare ricordava come la verifica del numero di crediti raccolti dagli iscritti per il triennio 2014-2016 poteva avvenire nel 2019 poiché l'adempimento degli obblighi formativi di quel triennio è stato prolungato a tutto il 2017 ed è concessa la chance di un anno ulteriore. Per il triennio formativo 2017-19, non essendoci al momento una proroga, le possibili verifiche partirebbero da gennaio 2020. 

Ma potrebbero partire o partiranno

Quando si parla di sanzioni o di verifiche sul numero di crediti ECM raccolti da medici e dentisti, il dubitativo è sempre d’obbligo, nonostante i dati del Cogeaps (con tutti i distinguo del caso) abbiano indicato che solo il 51% degli iscritti all’Albo degli odontoiatriha raccolto i 150 crediti obbligatori nel triennio 2014-2016.

Ed anche nella nota inviata dal presidente Anelli non si capisce se il fine fosse quello di informare oppure un invito al controllo. A cercare di capire ci ha provato il collega Mauro Miserendino di Doctor33 che ha sentito direttamente il presidente Anelli. 

Anelli che smentisce che “vi siano sanzioni nell'aria precisando però al di là di quelle previste per il mancato rispetto del codice di deontologia”.  

“Aggiornarsi –ha detto Anelli a Doctor33- è un obbligo deontologico e il medico che non si aggiorna va richiamato dal proprio Ordine a mettersi in regola tanto più che ci sono risvolti assicurativi importantissimi, in tema di responsabilità. Noi medici siamo la categoria di sanitari che si aggiorna di più, fa parte del Dna della professione. Le statistiche contano come "inadempienti" migliaia di specializzandi e tirocinanti in medicina generale e altre categorie escluse dagli obblighi ECM, oltre che i pensionati. Tuttavia è mio compito invitare gli Ordini provinciali a sollecitare il rispetto della legge e fargli fare ciò che devono fare. Come FNOMCeO, ricordo, mettiamo a disposizione 150 crediti circa, complessivi, di formazione varia a distanza, una disponibilità che consente a tutti gli iscritti di adempiere agli obblighi formativi”. 

Quindi la palla passa agli Ordini provinciali chiamati a fare applicare il Codice deontologico in tema di aggiornamento, codice che prevede, che il medico debba assolvere agli obblighi formativi. Quindi se non vi assolve, dovrebbe scattare oltre all’invito a farlo anche il procedimento disciplinare se l’invito viene disatteso.  

Ma comunque se ne potrà parlare solo dal 2019.

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