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28 Novembre 2018

Emendamento sanatoria per le professioni sanitarie regolamentate, avrebbe toccato anche il settore dentale. ANDI ed AIDI vigili perché non accada

Nor. Mac.

Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere l’emendamento presentato a prima firma dalla presidente della Commissione Affari Sociali, Marialucia Lorefice (M5S), che voleva consentire l'esercizio della professione sanitaria anche a chi non ha i titoli idonei per l'iscrizione all'Albo non avendo potuto conseguire l'equivalenza. 

L’emendamento, interveniva sulla legge Lorenzin in tema di professioni sanitarie proponendo, di fatto, una sanatoria indicando che chi all'entrata in vigore della legge già svolgeva legittimamente un'attività professionale in regime di lavoro dipendente o autonomo e che non ha i titoli idonei per l'iscrizione all'Albo non avendo potuto conseguire l'equivalenza, potrà continuare a svolgere la propria attività lavorativa pur senza la necessità di iscrizione all'Albo. Dopo le molte proteste avanzate da più fronti, l’emendamento è stato giudicato inammissibile.  

“Un testo che avrebbe rischiato di creare problemi per tutte le professioni sanitarie, ed anche sull’esercizio dell’odontoiatria, in quanto scritto in maniera troppo generica, commenta il presidente ANDI Carlo Ghirlanda a margine del convegno AIO sul Contatto di lavoro. “Abbiamo troppe norme poco chiare che non fanno altro che lasciare aperte porte per chi tenta in tutti i modi ci esercitare una professione per cui non ha titoli per farlo, contro questi tentativi ANDI si batterà sempre per arginarli”. 

“L’emendamento avrebbe stravolto la ratio della Legge 3/2018 che regolamenta ed istituisce nuovi ordini a tutela della salute dei cittadini, cercando di far approvare una sanatoria che avrebbe consentito anche a chi non ha titoli idonei, di esercitare una professione sanitaria con l'aggravante della non obbligatorietà di iscrizione all'Ordine”, spiega ad Odontoiatria33 Domenico Pignataro responsabile delle problematiche professionale AIDI.  

“Con quell’emendamento sarebbe passata una sanatoria beffa a danno di cittadini e professionisti. Come AIDI vigileremo perché non si tenti di riproporlo in altri termini, consapevoli di rappresentare le buone ragioni e le giuste aspettative di salute dei cittadini oltre che alla difesa del decoro della professione e dei professionisti abilitati”.  

 
 

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