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12 Dicembre 2019

Odontoiatria di iniziativa: un modello sostenibile per l’assistenza dei pazienti fragili

Il progetto dell’Usl Sud–Est della Regione Toscana consente di ottimizzare le risorse offrendo un servizio di assistenza mirato e puntuale

Nor. Mac.

Tra le Regioni più attive e strutturate in tema di assistenza odontoiatrica pubblica, anche verso i pazienti considerati “fragili”, c’è certamente la Toscana che nel 2014 ha approvato la Delibera 426 istituendo un percorso virtuoso che mette al centro del SSR proprio l’assistenza dei soggetti “fragili”, ovvero quei pazienti con vulnerabilità sanitaria e sociale. Come ci aveva ricordato il presidente CAO di Firenze Alex Peirano, la Regione Toscana ha istituito un Commissione sull’odontoiatria. 

“Una Commissione composta da sotto commissioni che affrontano e lavorano su temi specifici tra i quali l’Assistenza domiciliare odontoiatrica, gli Special Needs consentendo la presa in carico di pazienti con forme di disabilità per le cure odontoiatriche in narcosi, quella sugli emoderivati in odontoiatria”; dice ad Odontoiatria33 la dott.ssa Alessandra Romagnoli (nella foto) responsabile dell’Usl Toscana Sud Est (Arezzo, Grosseto, Siena). In una prima riunione, continua la dottoressa Romagnoli, la Commissione ha lavorato per monitorare l’esistente cercando di capire come le varie Usl, nell’abito di quanto indicato dalla 426, avessero organizzato i servizi. “Censite le varie attività e le modalità adottate, nella prossima riunione già programmata a Gennaio, andremo ad indicare procedure comuni stabilendo un percorso da adottare in maniera uniforme in tutta la Regione”. 

Per quanto riguarda il modello di riferimento per l’assistenza domiciliare, a fare scuola in Regione è quello attivato dall’Usl Sud Est che recentemente è stato scelto dal Ministero della Salute come modello di riferimento inserendolo nell' area del Piano Nazionale di Prevenzione nella sotto categoria Salute orale e patologie croniche non trasmissibili, con particolare riferimento al paziente odontoiatrico con bisogni speciali, vulnerabilità sociale e sanitaria.

Il progetto è coordinato dalla dott.ssa Giuliana Mancini, direttore dell’unità operativa semplice Odontoiatria dell’Usl Toscana Sud Est per la zona di Siena e provincia, ne aveva parlato anche Odontoiatria33 a questo link

“Il progetto –spiega la dott.ssa Romagnoli- rientra in un più ampio progetto che punta a promuovere l’Odontoiatria di Iniziativa nel quale sono i dentisti a cercare i bisogni uscendo dai propri ambulatori e andando ad assistere i pazienti direttamente nelle RSA, nelle case di riposo ma anche a domicilio”. 

Una forma di assistenza già attiva nell’Usl Toscana Sud Est che ad oggi conta di 5 medici assunti per questa attività e 3 igienisti dentali. “Figura indispensabile per questo tipo di attività”, dice la dott.ssa Romagnoli, “perché è l’igienista dentale che spesso prende in carico il paziente fragile dopo la prima visita effettuata dal medico odontoiatra”.  

Tra le attività svolte dal Team odontoiatrico, oltre alla verifica ed all’assistenza dei pazienti, vi è anche la formazione del personale che assiste questa tipologia di pazienti -come infermieri, Os ma anche le badanti- insegando le procedure per una corretta igiene orale ed il mantenimento e pulizia delle protesi dentali. Il progetto rientra tra le attività dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) della Regione Toscana dove al centro vi è il medico di base che segnala ai medici odontoiatri la necessità di intervento verso i pazienti direttamente nelle loro abitazioni o nelle strutture protette. 

Da quando è stato attivato, informa la dott.ssa Romagnoli, i medici e gli igienisti dentali hanno già visitato tutte le RSA e Case di riposto dell’Usl pendendosi cura di circa 500 pazienti ed effettuando visite a domicilio di 250 soggetti. Nel caso i pazienti abbiamo necessità di interventi più complessi, questi vengono accompagnati negli ambulatori odontoiatrici dell’Usl oppure in ospedale. 

Ma il modello Toscano può essere esportato, ed è sostenibile economicamente? 

Ammettendo come a oggi non esita un Coordinamento istituzionalizzato a livello nazionale sul tema dell’assistenza odontoiatrica di comunità, ed in particolare verso i pazienti fragili, la dott.ssa Romagnoli sottolinea come, però, nei fatti questo coordinamento è svolto dai professionisti che operano in questi ambiti nelle varie Regioni e che si scambiano opinioni ed esperienze.

Sulla sostenibilità economica rileva invece come il rapporto benefici, sia in termini di risparmio per via di mancate cure da parte della Regione ma anche dell’investimento fatto, è a tutto vantaggio verso l’odontoiatria di iniziativa che, sostiene, sia assolutamente alla portata di tutti i bilanci regionali.

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