Il contributo verrà pagato per il periodo fino alla data di presentazione della domanda. Sarà (forse) possibile richiederlo anche ai pensionati ed ai neo iscritti
Sono già 57mila i medici e gli odontoiatri che svolgono la libera professioni che al 23 aprile, data in cui i Ministeri competenti hanno autorizzato ENPAM a versare il contributo di mille euro, hanno presentato domanda.
Il bonus è attualmente destinato agli iscritti che hanno avuto un calo di almeno un terzo del fatturato rispetto all’ultimo trimestre del 2019 anno, che nel 2019 hanno versato contributi di Quota B relativi a redditi libero professionali prodotti nel 2018, che non sono titolari di pensione a carico dell’ENPAM o di altri enti di previdenza obbligatoria, che sono in regola con i versamenti dei contributi previdenziali obbligatori dovuti all’ENPAM.
Il contributo è cumulabile con l’indennizzo pubblico da 600 euro ma, a differenza di questo, il contributo ENPAM è tassato ed andrà a concorrere al reddito dell’iscritto.
“L’ultimo CDA ENPAM –dice ad Odontoiatria33 il vicepresidente ENPAM Gianfranco Prada (nella foto)- ha deliberato che potranno richiedere il contributo anche i giovani che lavorano da solo un anno (il 2019) e non hanno presentato ancora la denuncia dei redditi; i pensionati attivi ( che ancora lavorano e versano quota B) con reddito inferiore a 75.000 euro, proporzionalmente all’aliquota contributiva scelta (500 euro per quella intera e 250 euro per quella ridotta al 50%); i professionisti contribuenti, in regola per gli anni precedenti, e che per una impossibilità ( malattia, incidente o calo di fatturato) non hanno versato nulla nell'anno 2019 per i redditi 2018; ed infine gli iscritti che regolarizzano la propria posizione contributiva prima della presentazione della domanda ”.
“Come è successo per il contributo ENPAM anche per questa nuova delibera che amplia la platea degli aventi diritto, si dovrà comunque attendere l’approvazione dei Ministeri vigilanti”, Chiarisce Prada.
L’importo dell’indennizzo ENPAM sarà di mille euro mensili (per un massimo di tre mesi) per gli iscritti che hanno versato la quota intera del contributo alla “Quota b”. Per quelli che hanno versato il contributo previdenziale con aliquota ridotta, l’importo dell’indennizzo sarà rideterminato tenendo conto del rapporto fra l’aliquota ridotta e l’aliquota contributiva ordinaria.
Attenzione alla data di presentazione della domanda
“Secondo quanto deliberato dal CdA ENPAM –spiega il Vicepresidente Prada- il contributo viene calcolato su base giornaliera dal 21 febbraio 2020 alla data in cui viene stata presentata la domanda. Per ottenere il contributo per il periodo restante, fino alla scadenza dei tre mesi, si dovrà ripresentare nuove domande oppure, se non si hanno necessità di liquidità urgenti. Si potrà richiederlo in una unica soluzione presentando la domanda al termine dei tre mesi: questo è il mio consiglio, anche perché nel frattempo si spera di risolvere il problema dell’iniqua tassazione di questo contributo”.
Se un iscritto presenta domanda oggi martedì 28 aprile, riceverà il contributo calcolato dal 21 febbraio 2020 al 28 aprile 2020 sulla base di 67 giorni (circa 2.200 euro circa a cui si dovranno togliere le ritenute fiscali alla fonte di circa 440 euro). Stessa cosa capiterà per coloro che hanno presentato domanda il giorno in cui ENPAM ha attivato la possibilità (30 marzo 2020), per questi ENPAM accrediterà il contributo considerano il periodo 21 febbraio 30 marzo 2020. Per richiedere ulteriori contributi, fino ad un massimo di tremila euro, l’iscritto dovrà presentare nuove domande.
Sull'argomento leggi anche:
30 Marzo 2020: Assegno ENPAM da 1000 euro: cosa sapere per richiederlo
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