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26 Giugno 2020

Posti ad Odontoiatria, i motivi perché la CAO ne chiede 400 in meno

Nisio: serve una programmazione su almeno 5 anni che tenga conto anche delle lauree estere e si deve rivedere il numero degli atenei italiani


Dopo la ferma presa di posizione dei presidenti dei Medici e degli Odontoiatri della FNOMCeO sull’ipotesi di ampliamento del numero dei posti a Medicina ed Odontoiatria, a motivare il perché della presa di posizione è il presidente Alessandro Nisio, componente CAO Nazionale che si è occupato di realizzare la relazione sul fabbisogno di formazione degli Odontoiatri italiani, inviata al Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR) per la determinazione dei posti disponibili alle Università italiane. 

Nel documento ma anche nell’ultima riunione che si è svolta l’11 giungo, il presidente Nisio ha motivato il perché i 1.231 posti (890 quelli indicati come fabbisogno dalla CAO) che il MIUR vorrebbe indicare per il prossimo anno accademico non corrispondono al reale fabbisogno sintetizzando in tre motivi: 

1) Le previsioni di fabbisogno devono abbracciare un orizzonte temporale di medio e lungo termine (minimo 5 anni) al fine di variare il numero del fabbisogno; nel nostro campo Odontoiatrico il fenomeno più rilevante e costante con un arco temporale ormai di 6 anni che abbiamo riscontrato è il numero elevato di lauree estere, che non compaiono nella valutazione e che di fatto condizionano la stima stessa. Nel 2014 erano 456, nel 2015 422, nel 2016 394, nel 2017 531, nel 2018 346 e nel 2019 366, per un totale di 2.149, con una media annuale di 429,8 negli ultimi 5 anni, comunque pari a oltre il 40% dei 5.551 doppi iscritti degli ultimi 5 anni (media annuale di 1.110). Questo dato è da prendere in considerazione seriamente ai fini del fabbisogno perché rappresenta un dato costante negli ultimi 5 anni. 

2) Secondo gli elaborati quinquennali del Ministero della Salute il fabbisogno di nuovi Odontoiatri previsto per il 2024 è di 1.290; sulla base di questa stima è stato calcolato il numero di 1.096 accessi al Corso di Laurea per l’anno accademico scorso 2018-2019 (anche se poi il MIUR ha aumentato i posti disponibili; supponendo che nel 2024 le 1.096 matricole di quest’anno siano tutte laureate e si iscrivono agli Albi ed aggiungendo i circa 400 (media ultimi 5 anni) laureati all’estero che chiedono il riconoscimento dei titoli per iscriversi anche loro all’Ordine, ecco che avremmo sforato il fabbisogno di più di 300 professionisti. A parere dell’Albo Odontoiatri della FNOMCeO, il fabbisogno formativo espresso in numero di accessi al CLOPD per l’a.a.2020-2021 deve essere ridotto di almeno 200 unità a fronte delle oltre 400 unità (media ultimi 5 anni) provenienti dalle lauree estere, per un totale di 890, numero che corrisponderebbe alla differenze tra il numero previsto per il 2024 (1290) e la media proiettata delle lauree estere negli ultimi 5 anni (400). 

3) Infine andrebbe fatta una riflessione sulle tante sedi universitarie italiane (35 Scuole di Odontoiatria); infatti a fronte di una popolazione di matricole universitarie di poco superiore al migliaio di unità per anno, l’Italia presenta il più alto numero di sedi universitarie in Europa, a fronte delle 16 (tutte pubbliche) francesi o delle 17 spagnole (di cui 5 private) per la simile popolazione di matricole. Andrebbe rivisitata la formazione universitaria, riducendo le sedi universitarie premiando quelle più performanti, destinando loro più risorse per migliorare l’offerta formativa in termini di praticità e di avvio alla professione per i futuri odontoiatri, considerando anche l’opportunità storica di una possibile abrogazione degli esami di abilitazione in essere dal Governo. 

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