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15 Novembre 2024

Concordato preventivo: arrivata la proroga

Sarà possibile fino al 12 dicembre aderire alla proposta delle Entrate. Dubbi sulla possibilità di adesione dei forfettari. Novità anche in tema del ravvedimento speciale. Le considerazione del dott. Terzuolo


Agenzia entrate riunito

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri un decreto-legge che introduce misure urgenti per la riapertura dei termini di adesione al concordato preventivo biennale e disposizioni finanziarie per la gestione delle emergenze. La decisione arriva dopo le richieste dei commercialisti e di alcuni sindacati di categoria di prorogare il termine, inizialmente fissato al 31 ottobre 2024, entro il quale i soggetti che applicano gli indici di affidabilità fiscale (ISA) potevano aderire al concordato preventivo biennale. A questo link un approfondimento sui vantaggi e gli svantaggi di aderirvi.

Chi può accedere alla proroga?

Dal testo del decreto-legge pubblicato ieri, la proroga è concessa a coloro che hanno presentato la dichiarazione entro lo scorso 31 ottobre senza aderire al concordato, pur avendone i requisiti. Per questi contribuenti vi è possibilità fino al prossimo 12 dicembre di presentare una dichiarazione integrativa in cui accettare la proposta del Fisco. 

Attenzione però, dice ad Odontoiatria33 il dott. Umberto Terzuolo dottore commercialista dello studio dello Studio Terzuolo Brunero & Associati in Torino e Milano, consulente fiscale AIO. “La dichiarazione integrativa per l’anno 2023, al fine di avvalersi del nuova riapertura del concordato, può essere presentata a condizione che non sia indicato un minor reddito imponibile, un minor debito di imposta o un maggior credito rispetto a quelli indicati nella dichiarazione originaria". 

La possibilità è preclusa, continua il dott. Terzuolo, per chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi nei termini anche se dovesse procedere nei successivi 90 gg (con la cosiddetta dichiarazione “tardiva”).
“Avvalersi della proroga -aggiunge- comporta poi la rivalutazione di tutte le considerazioni relative alle cause ostative, alle cause di cessazione del concordato (ad esempio le operazioni straordinarie, tema su cui si potrebbe avere un’accelerazione nei prossimi mesi in virtù dell’approvazione dello schema di decreto legislativo sulla neutralità delle aggregazioni professionali attualmente ancora in bozza) ed alle cause di decadenza da concordato (relative ai casi più gravi di infedeltà fiscale quando emergono una serie di irregolarità di rilevante entità.


Dalla proroga vengono esclusi i contribuenti in regime forfettario.

“Nelle prossime settimane ci aspettiamo chiarimenti sulle modalità operative con cui esercitare questa opzione”, dice Umberto Terzuolo.
Tra i dubbi da chiarire, sottolinea il dott. Terzuolo, vi è ad esempio se la proroga interessi anche i forfettari.“Serviranno chiarimenti, il testo del decreto non sembra escluderli ma gli articoli di dottrina pubblicati in  questi giorni sono concordi nel ritenere (rifacendosi al comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri) che i forfettari non rientrino tra i contribuenti interessati dalla proroga”.

Altra questione che ci si augura sarà oggetto di chiarimento, sottolinea il consulente fiscale AIO, “quella relativa al pagamento della sanzione dovuta per la presentazione della dichiarazione integrativa”.Infine, il dott. Terzuolo ricorda che il contribuente, nel caso in cui dovesse avvalersi della proroga avendone i requisiti , avrebbe la possibilità di aderire al ravvedimento speciale per gli anni 2018-2022, una forma di regolarizzazione che mira a incentivare l'adempimento spontaneo da parte dei contribuenti, offrendo uno sconto sulle sanzioni rispetto a quelle ordinarie previste dal ravvedimento operoso.   



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