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21 Novembre 2024

Gestire le emergenze nello studio odontoiatrico

Recenti fatti di cronaca ricordano la necessità, per l’odontoiatra e tutto il Team, di essere preparati a gestire le emergenze


Dentista rianima paziente

Andando oltre alle cause e tralasciando tutte le considerazioni che possono stare dietro al dramma di Margaret, la ragazza morta a seguito di un intervento di rinoplastica praticata in uno studio medico romano, la vicenda riporta l’attenzione sulla gestione dell’emergenze, anche nello studio odontoiatrico.  

L’odontoiatra e tutto il Team è chiamato a conoscere e saper gestire le emergenze soprattutto in caso di arresto cardiaco o di shock anafilattico. Nelle scorse settimane, la cronaca locale ci ha informato della morte di una giovane paziente a seguito di un intervento odontoiatrico a Perugia. La giovane paziente aveva accusato un malore dopo essere stata sottoposta a un’anestesia locale per l’estrazione di un dente del giudizio. Al momento, informa la stampa locale, il dentista e le sue due figlie che lavorano nello studio non risultano indagati, la procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo in attesa di accertare cosa sia accaduto nello studio dentistico analizzando la documentazione disponibile ed aspettando le analisi istologiche e l’autopsia.  

“Lo shock anafilattico è una reazione allergica grave e potenzialmente letale che può insorgere rapidamente, spesso in seguito alla somministrazione di farmaci, anestetici locali”, spiega ad Odontoiatria33 il prof. Giovanni Lodi dell’Università di Milano, direttore della Struttura Complessa di Odontostomatologia dell’Ospedale San Paolo, direttore scientifico di Dental Cadmos e fondatore dell’Associazione ACAPO.   

“In letteratura –ci aveva detto il prof. Lodi commentando un altro fatto di cronaca simile - i casi di morte per eccessiva somministrazione di Lidocaina sono veramente rari e non ne ho trovato nessuno associato a cure odontoiatriche. Sempre in letteratura viene indicato che la tossicità per la Lidocaina con vasocostrittore si raggiunge con 7mg/kg ovvero più di 11 tubofiale, e che spesso è legata alla accidentale iniezione diretta in un vaso sanguigno. Va però sottolineato che tossicità non significa morte”. Prof. Lodi che invita i colleghi ad effettuare una attenta anamnesi prima di effettuare qualsiasi somministrazione di farmaco per ipotizzare eventuali iterazioni pericolose tre i farmaci.  


Come gestire l’emergenza  

Secondo dati statistici presenti in letteratura, le emergenze che l’odontoiatra potrebbe essere chiamato a risolvere più frequentemente sono la sincope, reazioni allergiche, sintomatologia da angina pectoris.  

“La formazione ed essere preparati ad ogni emergenza è fondamentale”, sottolinea a Odontoiatria33 Andrea Tuzio consulente OMCeO Roma sulle normative in ambito sanitario. “Sono le varie normative regionali (requisiti minimi per l’attività sanitaria) e il Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro D.Lgs. 81/08 a definire gli obblighi di strumenti ed ausili che lo studio odontoiatrico deve avere, come ad esempio il defibrillatore (obbligatorio in alcune regioni). E’ altresì obbligatorio individuare degli addetti alle emergenze che devono essere opportunamente formati. Molto spesso l’addetto al primo soccorso è lo stesso odontoiatra, ma il consiglio è quello di far effettuare anche al personale di studio un corso BLS (Basic Life Support) per garantire che, in caso di emergenza sia sempre presente a studio qualcuno che sappia come comportarsi”.

“L’odontoiatra ed il personale dello studio – continua Tuzio – deve essere preparato a gestire l’emergenza. Il D.Lgs. 81/08 prevede l’adozione di un piano specifico per gestire le emergenze che deve essere inserito nel DVR dello studio ad essere oggetto di specifica formazione e informazione”.  

“Non bisogna tuttavia confondere le emergenze che riguardano il personale di studio da quelle che riguardano i pazienti. In quest’ultimo caso la responsabilità di intervenire ricade ovviamente sull’operatore sanitario (l’odontoiatra), ma avere del personale formato sicuramente potrà essere di grande aiuto” – conclude Tuzio.  

“Per quanto riguarda, nello specifico, lo shock anafilattico nello studio non deve mancare l’adrenalina, che deve essere somministrata prontamente attraverso una iniezione intramuscolare. Meglio se nel muscolo vasto laterale della coscia così che in pochi minuti faccia effetto”, ricorda il prof. Lodi aggiungendo: "può essre utile  dotarsi di siringhe già caricate, tipo questa, che in caso di emergenza può aiutare sopratutto in momenti concitati".

Fondamentale, mentre si soccorre il paziente, è chiamare il 118 o il 112. In caso di infarto e di arresto cardiaco trattare il paziente secondo i protocolli di emergenza e, se necessario iniziare la rianimazione cardio vascolare in attesa che arrivino i soccorsi.    


Nota: immagine generata con IA        



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