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07 Novembre 2025

La messa al bando definitivo dell’amalgama dentale slitta al 2034

La decisione alla COP6 Minamata di Ginevra. FDI e IADR scelgono un approccio più graduale per aiutare le popolazioni a basso reddito. Ancora più centrale il ruolo dell’odontoiatra nella decisione della tipologia di cura

Nor. Mac.

FDI

Una decisione storica la definisce FDI quella che è stata presa durante la COP6 della Convenzione di Minamata sul Mercurio chiusasi oggi 7 novembre a Ginevra dove è stato concordato di estendere la data di eliminazione ("phase-out") per la produzione, l'importazione o l'esportazione dell'amalgama dentale dal 2030 al 2034.

FDI considera questo traguardo una vittoria significativa per la salute orale e pubblica, sottolineando il successo dell'azione di advocacy unificata e basata sull'evidenza scientifica condotta dalla FDI World Dental Federation e dalla International Association for Dental, Oral, and Craniofacial Research (IADR).

La decisione finale riflette un approccio bilanciato e attento all'equità nella progressiva riduzione dell'uso dell'amalgama dentale a livello mondiale.

  • Scadenza globale: La scadenza applicata a livello globale dopo il quale non sarà più consentita la produzione, l'importazione o l'esportazione di amalgama dentale è stato esteso al 2034. Questa estensione offre nove anni alle Parti per adattare le proprie strategie nazionali e i sistemi sanitari al nuovo quadro normativo.
  • Esenzione cruciale: È stata inclusa un'esenzione fondamentale, sostenuta con forza da FDI e IADR, che garantisce l'uso dell'amalgama anche dopo il phase-out "quando il suo utilizzo è ritenuto necessario dal professionista dentale in base alle esigenze del paziente".

Questa clausola assicura che per la cura del paziente resti centrale il ruolo dell’odontoiatra nel processo decisionale, salvaguardando l'accesso ai trattamenti restaurativi essenziali nelle situazioni in cui le alternative non siano ancora disponibili o praticabili.

Ricerca e necessità di transizione equa

FDI e IADR, supportate anche dalla International Dental Manufacturers Association (IDM) e dall'American Dental Association (ADA), hanno enfatizzato che l'accelerazione della riduzione e l'eventuale eliminazione dell'amalgama devono avvenire attraverso una transizione equa, basata sull'evidenza e centrata sul paziente, tenendo conto delle specifiche sfide e capacità di tutti i Paesi.

Le organizzazioni hanno evidenziato la necessità di concentrarsi sulla ricerca di materiali alternativi che siano accessibili, efficaci e sostenibili. Hanno inoltre sottolineato l'obbligatorietà della gestione dei rifiuti per rafforzare l'obiettivo più ampio della Convenzione di Minamata di ridurre l'esposizione ambientale al mercurio.

La nuova scadenza del 2034 e la decisione di affidare al giudizio del giudizio clinico la possibilità di utilizzare otturazioni in amalgama, o la sua rimozione, forniscono la flessibilità necessaria per evitare di ampliare le disuguaglianze esistenti nella salute orale, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito.

Il valore della decisione per la comunità Odontoiatrica internazionale

Enzo Bondioni, Direttore Esecutivo di FDI, ha affermato che questo risultato fornisce "il tempo e la chiarezza di cui i nostri membri hanno tanto bisogno per pianificare, preparare e attuare le necessarie politiche nazionali", rafforzando l'impegno di FDI nel supportare la comunità dentale globale a mantenere la continuità delle cure.In Italia, dove l'eliminazione completa dell'amalgama era già prevista per la fine del 2024 (come da Piano Nazionale) e dove esistono già da decenni regolamentazioni severe in linea con la normativa UE, la decisione globale della COP6 sul 2034 rafforza l'importanza del giudizio dell’odontoiatra in questo periodo di transizione. A questo link un nostro approfondimento sull’utilizzo dell’amalgama dentale in Italia.

Photo credit: FDI - Minamata Convention on Mercury (COP-6) 



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