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27 Ottobre 2023

Amalgama dentale. In Italia l’utilizzo è minimo ma il problema sembra quello della rimozione

Prevenzione è il messaggio che viene lanciato a pazienti ed odontoiatri dal Convegno “Verso l’eliminazione dell'amalgama dentale: implicazioni per cittadini e professionisti”, organizzato dal Ministero della Salute 

Norberto Maccagno

Nel 2010 in Italia si vendevano un milione e 700 mila capsule predosate di amalgama dentale, nel 2022 ne sono state vendute 260 mila (dati Unidi Key-Stone, sovrapponibili a quelli di ANCAD), solo l’1% delle otturazioni in Italia sono oggi realizzate con amalgama dentale. Otturazioni in generale in calo grazie alla minore incidenza della carie sulla popolazione.
Questi alcuni dati presentati durante il Convengo svoltosi questa mattina a Roma organizzato dal Ministero della Salute al fine di dare attuazione ad uno dei punti previsti dal Piano nazionale per l’eliminazione dell’utilizzo dell’amalgama dentale, ovvero l’organizzazione di una giornata informativa per aumentare la consapevolezza di tutti gli attori coinvolti, Istituzioni, odontoiatri ma anche i pazienti. 

Altro punto fondamentale del Piano, quello dell’attivazione di un Tavolo tecnico per indicare protocolli ed interventi basati non solo sull’evidenza scientifica ma sulla possibilità di rendere applicabili le norme, al quale stano collaborando non solo i responsabili dei Ministeri convolti, quello della Salute, dell’ambiente e delle Imprese, ma anche i rappresentati del settore: CAO, AIO, ANDI, ANCAD, UNIDI, Collegio dei docenti, Associazioni dei pazienti. 

Se il Regolamento (UE) 2017/852 sull’utilizzo e lo smaltimento del mercurio (si veda il nostro approfondimento) prevede entro il gennaio 2015 la cessazione della produzione ed importazione dell’amalgama dentale e nel 2030 la sua eliminazione completa, i dati presentati da ANCAD ed UNIDI sembrano confermare che già oggi, in Italia, l’utilizzo è praticamente minimo e già due aziende produttrici, è stato detto, hanno dichiarato di aver cessato la produzione. 4mila le confezioni da 50 capsule vendute agli sudi odontoiatrici nel 2022.  

Il Regolamento europeo sull’utilizzo del mercurio, e di conseguenza sulla necessità di eliminare l’amalgama dentale, nasce dalla Convenzione Minamata sul mercurio che ha focalizzato l’attenzione sull’impatto ambientale del mercurio e sui suoi effetti sulla salute umana. Come è stato ricordato, per l’amalgama dentale i rischi non derivano dalla sua permanenza in bocca, non vi sono dati scientifici che ne indicano la tossicità, ma la diffusione nell’ambite dei residui, oltre ai rischi per la salute provocati dall’inalazione dei vapori durante la rimozione.
Per il secondo aspetto è stato ricordato come la rimozione sia sicura se vengono adottati semplici protocolli e che le indicazioni ministeriali ne sconsigliano la rimozione se non vi sono problemi clinici. E su questo tema, e più in generale sulla normativa legata all’amalgama dentale, la CAO sta organizzando un corso FAD dedicato. 

Rimozione che, però, sembra essere in crescita, anche se il valore per singolo studio è minimo.

Secondo i dati inviati al Ministero della Salute dall’ISPRA, il catasto dei rifiuti, nel 2020 sono stati prodotti a livello nazionale circa 1.700 kg di rifiuti di amalgama, mentre nel 2021 sono saliti a 2 tonnellate. Ipotizzando siamo 36mila (l'80% degli esercenti) gli studi che raccolgono e smatiscono correttamente l'amalgama, sono 55 grammi di rifiuto all'anno per studio.

Evidenti poi le differenze territoriali, viene fatto notare: nel Nord Italia i chilogrammi di rifiuti di amalgama prodotti e consegnati alle ditte smaltitrici nel 2021 sono stati 1.615, nel Centro Italia 142, al Sud Italia 249. Stesso incremento per i rifiuti di amalgama dentale avviati allo stoccaggio: 2.700 kg nel 2020; 3.688 kg nel 2021. 

Per evitare che i rifiuti di amalgama vengano dispersi nell’ambiente durante la rimozione, la normativa prevede l’obbligo per lo studio odontoiatrico di dotare almeno un riunito di separatore di amalgama e la necessità di seguire un protocollo di stoccaggio e smaltimento ben definito. Importanti sanzioni per chi non si dota dello strumento e non effettua lo smaltimento (si veda il nostro approfondimento). 

Ma la parola chiave che emerge con forza dal convengo, oltre a quella della necessità di una corretta informazione basata sull’evidenza scientifica anche e soprattutto per i pazienti, è quella della necessità di puntare sulla prevenzione per evitare carie e la conseguente necessità di ricorrere all’otturazione.

A questo link il video completo della Giornata sul canale YouTube del Ministero della Salute.    


 
 

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