Obbiettivo: rendere e far percepire sempre più l’odontoiatra come “medico”. Per il prof. Di Lenarda deve essere un percorso interconnesso, creando una professione pienamente integrata con la medicina, anche semanticamente. Questa la possibile road map
“Sarà un percorso stimolante, pur se non immediato, che consentirà di rendere la professione di odontoiatra in Italia ancora più aderente alle esigenze dei pazienti intesi in senso olistico e valorizzandola ancora di più nella sua complessità e rilevanza”.
A dirlo, commentando l’intenzione di cambiare il nome del corso di laurea in odontoiatria, è il prof. Roberto Di Lenarda, past president del Collegio dei Docenti e presidente della Conferenza permanente dei collegi di area medica (Intercollegio), organismo che riunisce i vertici di tutte le discipline mediche delle università italiane.
“I temi sul tappeto sono almeno tre, fortemente interconnessi e interdipendenti: il cambio di nome del corso di laurea, il conseguente cambio di nome della professione (ancora ancorato alla categoria ISTAT 2.4.1.5 – Dentisti e odontostomatologi) e un riorganizzato biennio formativo iniziale. L’intenzione è quella di portarli avanti in modo coerente e sinergico insieme”, spiega il prof. Di Lenarda ad Odontoiatria33.
Per quanto riguarda il cambio di nome, ipotesi sulla quale l’accademia sta ragionando da tempo, il prof. Di Lenarda sottoscrive le motivazioni evidenziate dal presidente CAO Andrea Senna (cliccando qui l’approfondimento), ovvero rendere anche semanticamente evidente il ruolo centrale ed allo stesso tempo specifico del medico odontoiatra nella presa in carico del paziente a tutela della salute orale ma anche di quella generale.
Sulla riforma del percorso formativo l’idea è quella di strutturare un’offerta comune con medicina i primi due anni di corso per poi proseguire nei percorsi specifici. Ma anche dare la possibilità per i laureati in odontoiatria e quelli in medicina di agevolazione e chiarezza di percorso per conseguire la seconda laurea in medicina per gli odontoiatri ed in odontoiatria per i medici.
“Sarebbe un salto di qualità sia nella formazione di base dell'odontoiatra che nell’integrazione delle due professioni, anche in chiave europea che segue e rende ancora più esplicito il grande lavoro svolto negli ultimi anni al fine di porre sempre maggiore attenzione alla salute sistemica ed al ruolo dell’odontoiatra nel mantenerla”, commenta il prof. Di Lenarda.
Sulla possibilità di portare a termine il progetto il prof. Di Lenarda si dice fiducioso, anche se i tempi non saranno brevi e si dice molto soddisfatto della sinergia di intenti del Collegio dei Docenti e della Conferenza Permanente dei Corsi di Laurea in Odontoiatria e Portesi Dentaria nata con la Commissione Albo Odontoiatri nazionale, “sinergia importante anche per il ruolo Istituzionale della CAO”. “Inizieremo un lavoro congiunto tra le Conferenze permanenti dei Corsi di laurea in odontoiatria e medicina per identificare il biennio attivando, nel contempo, il percorso di preparazione della modifica degli ordinamenti e contestualmente di cambio del nome della classe di laurea (di competenza universitaria) e di cambio del nome della professione in cui la CAO può svolgere un ruolo fondamentale”.
Ma quale nome potrà sostituire Odontoiatria e protesi dentale?
Personalmente per il prof. Di Lenarda anche il semplice medico odontoiatra potrebbe essere un’opzione ma l’importante, dice, “è che la nuova denominazione rifletta l’obiettivo che ci si è posti, poi si sceglierà l’ipotesi maggiormente condivisa, compatibile con il quadro normativo italiano ed europeo”.
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