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09 Luglio 2015

Utilizzare sul proprio sito foto ed articoli di altri, cosa si rischia e come tutelarsi. 6 regole "utili" da seguire


Valentina FabbriValentina Fabbri

Cercava delle immagini su Google e si imbatte in alcuni fotografie di suoi casi clinici, clicca e scopre che invece di finire sul proprio sito, dove erano pubblicate, finisce su  siti di altri dentisti che le avevano impunemente utilizzate spacciandole come casi risolti da loro, nonostante sul sito ci fosse la dichiarazione di copyright.
A raccontarlo ad Odontoaitria33 è Marco Valenti, odontoiatria libero professionista a Pordenone, presidente della commissione scientifica AIOP.

"Le immagini erano le classiche prima e dopo di un caso di riabilitazione in ceramica su cappette galvaniche, peraltro un caso molto vecchio, le fotografie ancora su pellicola e poi riversate in formato digitale. Ho cominciato a fare un po' di ricerche ed ho scoperto che quelle immagini sono state utilizzate da 7 studi diversi ed anche da uno studio odontoiatrico russo. A questo punto ho dato mandato al mio avvocato chiedendo, per ora, la rimozione delle foto. Poi vedremo. Scriveremo anche all'Ordine in quanto nella descrizione delle fotografie vengono indicati materiali e tecniche che non sono state utilizzate per realizzare quella riabilitazione, di fatto forniscono una informazione non veritiera".

L'obiettivo è quello di ottenere almeno la rimozione delle foto, continua il dott. Valenti. "L'ho trovata un'azione molto scorretta, bastava mi chiamassero e chiedessero quelle immagini, non avrei avuto problemi a dare l'autorizzazione alla pubblicazione".

Ma cosa rischiano i dentisti che utilizzano testi o fotografie copiandoli da altri siti o da Facebook?

Scaricare e utilizzare fotografie da Facebook, senza l'autorizzazione dell'autore si rischia "il risarcimento danni per uso indebito dell'opera", la tutela da Diritto d'autore riguarda anche le foto caricate su Facebook o sui siti internet, spiega ad Odontoiatria33 l'avv. Valeria Fabbri dello studio legale Stefanelli di Bologna.

Se da una parte, attraverso un'azione legale, si può ottenere la rimozione del materiale copiato, continua l'avv. Fabbri, più complicato può risultare ottenere un risarcimento economico. "Tra le comunicazioni da inviare per denunciare il fatto consiglierei anche quella all'AGCOM".

"La tematica del diritto d'autore ai tempi di Facebook, ed, in generale,  ai tempi di internet -continua l'avv. Fabbri- assume oggi toni sempre più delicati. Internet è stato concepito sinora come una sorta di "far west", a cui poter accedere con estrema facilità, "tagliuzzando" e prelevando a proprio piacimento ogni sorta di informazioni. Ma il "taglia e cuci" indiscriminato ad oggi trova maggiori limitazioni".
"La tendenza sta cambiando e non è così banale: di qui la necessità, quando si crea un proprio sito e/o si prelevano contenuti pensando di riutilizzarli, di procedere coi piedi di piombo, verificare la paternità delle notizie e/o prendere tutti gli accorgimenti normativi opportuni in maniera tale da essere in linea con le leggi del settore".

A confermare come le tutele per chi crea contenuti per il web comincino ad arrivare, è una recente sentenza (numero 12976/2015) che ha accolto la richiesta di risarcimento nei confronti di un quotidiano romano che aveva utilizzato foto realizzate da un ragazzo che le aveva postate sul proprio profilo Facebook. Le foto riguardavano alcune cubiste in una discoteca della Capitale.
Condanna arrivata nonostante le foto fossero contrassegnate come "pubbliche", cioè visibili  a tutti.

La sentenza evidenzia come anche sul social web  i contenuti frutto di attività creativa (fotografie o articoli)  sono coperti dalla tutela offerta dal diritto d'autore.

I risvolti di questa sentenza interessano la pratica quotidiana del dentista che spesso utilizza i social web per comunicare con il pubblico. 

Ecco 6 consigli da seguire:

1) Su Facebook rispetta la policy che differenzia il profilo privato (personale) da quello pubblico (aziendale) dello studio dentistico.

2) Compila con cura tutti i campi "informazioni" richieste dal social (sede, orari, indirizzo, partita iva, nome del titolare o del Direttore Sanitario) che sono visibili agli utenti.

3) Postare articoli che riteniamo interessanti presi da riviste o blog, non espone ad alcun tipo di rischio poichè l'autore è facilmente riconoscibile , chi lo fa semplicemete manifesta il gradimento per i contenuti. Ricordate, però, di non fare "copia incolla" del testo ma postare il link dell'articolo

4) Condividere le foto o i post di altri all'interno del socialnetwork,è ovviamente consentito. diverso sarebbe (come è accaduto) utilizzare testi o immagini di altri per fare delle pubblicazioni. In questo caso è necessario richiedere l'autorizzazione.

5) Se pubblichiamo foto a cui "teniamo particolarmente" meglio firmarle con un watermarks. Oggi  è possibile farlo in modo semplice scattando le foto con uno Smart attraverso Instagam e poi condividendole ad esempio su Facebook o Twitter. Se le immagini  provengono da una fotocamera professionale le possiamo pubblicare prima su Google + per poi condividerle su altri social in questo caso compariranno sempre con la scritta foto di (nome del nostro account Google +) oppure utilizzare programmi che inseriscono il vostro Copyright.

6) Se produciamo contenuti originale in formato testo, meglio pubblicarli in un blog. Lo standard "wordpress"  con cui vengono anche realizzati i siti di ultima generazione  tutela molto l'autore. La news pubblicata in questo ambiente può essere condivisa sul social web come gli articoli di un giornale digitale, mettendo sempre in evidenza l'autorship.

Norberto Maccagno in collaborazione con Davis Cussotto, odontoiatria libero professionista Twitter @DavisCussotto

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

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