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14 Luglio 2017

Capitale nelle professioni protette. L'On. Bersani chiarisce ad Odontoiatria33 la sua posizione


L'intervento in Aula durante la discussione del Ddl Concorrenza da parte dell'onorevole Pierluigi Bersani (nella foto) aveva fatto molto discutere il settore, il presidente CAO l'aveva anche invitato ad un confronto pubblico per dibattere la questione. Ex ministro dello Sviluppo Economico che si era schierato, parlando delle farmacie, contro l'ingresso del capitale in una professione protetta.

Dichiarazioni che, stando ai commenti letti su siti e pagine Facebook di settore, sono suonate come una presa in giro, un passo indietro rispetto a quanto il suo decreto aveva invece consentito. In realtà molto spesso ci si dimentica come il Decreto che ha avviato una serie di liberalizzazioni, che ha visto l'On. Bersani come primo firmatario, non interviene sulla possibilità o meno per il capitale di gestire una società con le finalità tipiche di una professione protetta.

Ma allora, uno dei leader storici della sinistra italiana e fondatore della neo formazione politica Articolo 1-movimento democratico e progressista, è a favore o contro l'ingresso del capitale in una professione protetta?

"Non dovrebbe essere difficile comprendere il senso della cosa che ho detto in Parlamento a proposito delle farmacie", spiega l'On. Bersani ad Odontoaitria33. "Io sono ovviamente contrario a lasciare entrare liberamente il capitale in settori chiusi", chiarisce.

"Vorrei ricordare -continua ritornano sulla questione farmacie- che in Italia non c'è libertà di vendita del farmaco per un laureato in farmacia. Se ci fosse, non avrei nessuna difficoltà, nel quadro di limiti antitrust, a prevedere l'intervento del capitale. In altre professioni sanitarie, e salvo i dettati delle discipline ordinistiche, l'esercizio della professione non è limitato da esclusive. Confermo quindi che, entro giusti limiti e con giuste cautele che tutelino la professionalità, possano e debbano essere consentite organizzazioni societarie che fruiscano anche di un apporto di capitale. Tutto questo ovviamente con l'unica intenzione di andare a beneficio del consumatore, dell'utente o del paziente".

Su altre questioni, prima tra tutte quella sulla pubblicità in sanità, l'onorevole Bersani ha preferito, per ora, non entrare nel merito.

Norberto Maccagno

 
 

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