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03 Luglio 2014

Trattamenti estetici da parte degli odontoiatri. Il Ministero della Salute chiede al CSS un parere tecnico. Convocato il CIC


Da tempo si dibatte sulla possibilità o meno, per i laureati in odontoiatria, di effettuare interventi di medicina estetica su viso e labbra.
Le continue richieste di questi interventi e la riduzione del numero di pazienti per le classiche cure negli studi odontoiatrici hanno portato molti dentisti a praticare questi tipi di cure. Ma il laureato in odontoiatria può praticare cure estetiche nella zona dei tessuti periorali, come sostiene la professione, oppure no in quanto devono essere considerate prestazioni mediche e quindi esclusive dei laureati in medicina e chirurgia,: come invece sostengo i medici estetici?

Il dubbio deve essere venuto anche al Ministero della Salute che, forse, per dare un indicazione definitiva sulla questione o solamente per capirne di più ha chiesto al Consiglio Superiore di Sanità un parere in merito.

CSS che ha convocato nelle scorse settimane, come esperti, una delegazione del CIC.

"La domanda che ci è stata posta era se questo tipo di terapia fosse o meno di pertinenza della professione odontoiatrica", ci dice il presidente del CIC prof. Gianfranco Carnevale (nella foto).
"Già l'anno scorso, quando è stata valutata per la prima volta la questione, il Collegio delle società scientifiche italiane di medicina estetica si sono messe intorno ad un tavolo con la nostra associazione di categoria, l'ANDI e dopo una lunga trattativa, hanno stilato un "position statement" in cui le parti hanno trovato un accordo".

"Al Consiglio Superiore di Sanità -aggiunge il vicepresidente del CIC dott. Augusto Malentacca- abbiamo fatto riferimento a questo accordo e alla legge istitutiva della professione odontoiatrica (Legge 24 Luglio 1985, n. 409) che definisce l'ambito di competenza della professione indicando l'odontoiatra come il professionista che può mettere in pratica qualsiasi procedura clinica, a patto di rimanere confinato nell'ambito dei tessuti orali e periorali".

Ma oltre agli aspetti puramente normativi il dibattito si è acceso anche sull'opportunità per il dentista di offrire questi trattamenti. Da una parte chi ritiene che sminuiscano la professione mentre dall'altra chi li ritiene una pratica utile. Prof. Carnevale lei come la vede?

"Non sta a me decidere se sminuiscano o meno la professione. L'unica cosa che posso dire è che, se l'odontoiatra rimane nell'ambito dei tessuti periorali, come la legge gli permette, ognuno ha la discrezionalità di praticare o non praticare queste procedure cliniche. L'unica raccomandazione che mi sentirei di sottoscrivere è quella di prepararsi sia teoricamente che praticamente sull'uso di questi procedimenti estetici e possibilmente, visto che sono entrati nella pratica quotidiana dell'odontoiatra, che la medicina estetica dei tessuti periorali sia insegnata anche nell'ambito del corso di laurea in odontoiatria".

 
 

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