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22 Settembre 2014

Un giorno nella "fabbrica" dei dentisti che cura le persone


Al fondo gurada la fotogallery

Il Lingotto era una delle storiche fabbriche torinesi della Fiat. Ora è un immenso centro polifunzionale riconvertito dall'architetto Renzo Piano.
Difficile per chi capita a Torino non esserci mai passato. Si svolge il Salone del Libro, di forte alla ala Est c'è la prima sede storica di Eataly, un grande centro commerciale ed altro ancora. Per quanto riguarda il settore dentale molti eventi vengono organizzati negli spazi espositivi del Lingotto, c'è la sede del Cooperazione Odontoiatrica Internazionale, un bellissimo e ricco museo sulla storia dell'odontoiatria e, soprattutto, al secondo e terzo piano c'è la Dental School.

Abitando a 40 chilometri da Torino sarò capitato un'infinità di volte al Lingotto per diletto, per lavoro ho incontrato gli amici del COI, visitato il Museo dell'Odontoiatria, ho seguito, e raccontato, la nascita dell'avveniristico polo universitario fin dal suo progetto, da quanto il prof. Giulio Preti cominciò a parlarne ed a cercare finanziatori, ma non ero mai stato alla Dental School, salvo in Aula Magna per moderare alcuni dibattiti.

Così quando Davis Cussotto mi ha detto che sarebbe andato ad intervistare il prof. Stefano Carossa, direttore della Dental School, ho preso la macchina fotografica e mi sono subito aggregato.
Tutto in Dental School sembra essere finalizzato alla cura ed alla didattica in un connubio che non avevo mai trovato in nessun altro ateneo sede di corso di laurea in odontoiatria che ho visitato. Studenti e pazienti camminano, insieme, per gli ampi corridoi e l'area didattica e quella clinica è separata solo da degli scaloni.

"Noi insegniamo agli studenti a diventare dentisti che sanno intercettare e curare le malattie dalla bocca e non solo risolvere un problema", ci dice il prof. Stefano Carossa.
"Oggi per alcune tipologie di pazienti avere la fortuna di rivolgersi ad un odontoiatria che sa fare diagnosi può fare la differenza se non tra il vivere ed il morire tra il vivere serenamente oppure rimanere menomato per tutta la vita", fa eco il prof. Elio Berutti direttore dell'unità di Odontostomatologia Preventiva e Restaurativa.

I numeri della struttura sono importanti, come si dice oggi: 100 mila accessi all'anno, 22 odontoiatri docenti, 30 odontoiatri con contratto a progetto, 50 operatori infermieristici 150 odontoiatri frequentatori, 270 studenti ad odontoiatria, 90 ad igiene dentale.
Ogni giorno 70 pazienti vengono visitati alla Dental School, i primi che accedono, non è necessario una prenotazione. Stabilita la diagnosi il paziente, a seconda delle patologie riscontrate, viene dirottato in un ambulatorio odontoiatrico territoriale dell'Asl oppure inserito nel percorso di cure interno.
"
Questa non è una struttura nata e programmata per replicare gli ambulatori specialisti pubblici o privati che già esistono sul territorio piemontese, e ben operano", continua Carossa.
"La nostra odontoiatria è legata alla complessità globale dei pazienti, alla correlazione tra salute orale e benessere generale. Noi abbiamo un link diretto con le varie branche della medicina specialista che sono consapevoli che trattare pazienti sani odontoiatricamente è fondamentale. Questo nostro modo di operare ha permesso all'odontoiatria piemontese di diventare, per considerazione, paritetica alla medicina sia dal punto di vista universitario che clinico".

Un rapporto diretto, quindi, con le strutture specialistiche piemontesi di cardiochirgia, di ematologia, con i vari reparti oncologici che oggi inviano i pazienti alla Dental School per effettuare quei trattamenti necessari per evitare ai propri pazienti problemi futuri.

"Si è finalmente capito che bonificare un paziente prima di un trapianto o dell'innesto di una valvola cardiaca abbatte i rischi di complicanze future", dice il prof. Berutti che poi ricorda tutte quelle altre tipologie di pazienti per cui la presa in carico, prima, dell'odontoiatra è determinate.
Presso la clinica universitaria, oltre a trattare pazienti speciali, si effettuano tutti i tipi di prestazioni, dall'ortodonzia all'implantologia, sia per pazienti in carico al SSR che per quelli che vedono nella Dental School un ambiente protetto e la scelgono come dentista privato pagando tariffe simili a quelle della libera professione. Ovviamente questi pazienti non vengono trattati dagli studenti ma dai professionisti che come il prof. Berutti hanno scelto di chiudere il proprio studio privato per lavorare solo in Dental Scholl per la libera professione.

"Qui ho la possibilità di lavorare con attrezzature e materiali di ultima generazione, cosa impensabile in uno studio privato, in un ambiente altamente gratificante e con personale competente", motiva il prof. Berutti.

E per la formazione dei futri dentisti?

"Durante la prima visita vengono scelti i casi da assegnare agli studenti, sempre seguiti da un tutor", dice il prof. Carossa. "Lo studente, come avviene in uno studio privato, prende in carico il nuovo paziente e lo porta fino al termine della cura e questo è un grosso sforzo per l'Ateneo in quanto si deve combinare le esigenze della struttura, dello studente, del suo tutor e del paziente".
"Ma questo è l'unico modo per laureare dei professionisti che sappiano veramente fare i dentisti", dice Carossa.

Sarà per questo motivo che quando gli chiedo la sua opinione sulla paventata riforma dell'accesso ai corsi di laurea in medicina ed odontoiatria mi dice che "45 per noi è un numero ottimale di studenti per fornire un ottima didattica".

E lo dice il direttore di un ateneo che può contare su  70 riuniti, 6 aule da 50 posti, un'aula manichini da 70 posti, un aula laboratorio un aula magna da 144 posti.

Norberto Maccagno

Sull'argomento leggi anche:

22 Settembre 2014: La Dental School di Torino raccontata dal suo Direttore, il prof. Carossa

 

  • Prof. Stefano Carossa

  • Prof. Elio Berutti

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