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21 Dicembre 2015

Autorizzazioni sanitarie. AIO Roma scrive al Ministro Lorenzin: un passo indietro chiedere l'autorizzazione a tutti gli studi odontoiatrici


L'AIO Roma scrive al Ministro della Salute e contesta il testo sui requisiti minimi di qualità richiesti per l'autorizzazione all'apertura ed all'esercizio delle strutture sanitarie deputate all'erogazione di prestazioni odontostomatologiche inviato dal Ministero della Salute alla Conferenza delle Regioni.

"Da quello che si è appreso -si legge nella nota firmata dal presidente AIO Roma Giovanni Migliano (nella foto)- sembra si voglia tornare a etichettare tutti gli studi medici come strutture da autorizzare tout court, a prescindere dalle prestazioni eseguite; questo sarebbe un gigantesco passo indietro e un ritorno alla giungla amministrativa che ha strangolato il nostro settore negli ultimi anni. Se a questo aggiungiamo la proposta che le Regioni fissino ulteriori requisiti "in materia autorizzazioni/accreditamento" della normativa nazionale, diventa reale la sensazione che il Ministero vada contro corrente, perpetuando una posizione anacronistica, pro-burocratica, illegale oltre che antieconomica; il contrario di quello che si vuole fare con il superamento delle storture del Titolo V".

"Uniformare va bene -continua il presidente AIO Roma- ma nel senso di semplificare e di migliorare, non in quello di tornare indietro nelle pastoie burocratiche assillanti delle Regioni".

Migliano si riferisce a quanto deciso dalla Regione Lazio che esclude l'autorizzazione per la maggior parte degli studi odontoiatrici.

Per AIO Roma l'autorizzazione deve essere richiesta "alle sole strutture che vogliano accedere all'accreditamento e nulla ha a che vedere con le strutture libero professionali le quali devono sottostare, come da legge e sentenze ormai univoche, ai soli requisiti minimi tecnologici e strutturali uniformi sul territorio nazionale a garanzia reale della sicurezza del paziente".

"Solo questi ultimi -continua Migliano- può e deve licenziare il Tavolo ministeriale e possono e devono ratificare le Regioni per andare in senso di legge e logica".

In realtà, come Odontoiatria33 ha informato, il documento ministeriale contiene proprio quei requisiti minimi che il Ministero vorrebbe venissero adottati da tutti gli studi odontoiatrici, anche privati. Requisiti minimi che gli studi dei singoli liberi professionisti, e delle strutture sanitarie, devono poi dichiarare di aver rispettato per vedersi riconosciuta l'autorizzazione ad erogare prestazioni odontoiatriche.

Norberto Maccagno

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