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06 Aprile 2016

Ma quanti sono i prestanome sanzionati dall'Ordine? L'ANTLO lo chiede ufficialmente alle CAO provinciali


Il presidente ANTLO Massimo Maculan (nella foto) lo aveva anticipato ad Odontoaitria33 nel gennaio scorso quando, parlando di numeri sull'abusivismo odontoiatrico, aveva "minacciato": "chiederemo a tutte le OMCeO e le CAO provinciali di trasmetterci l'elenco dei provvedimenti presi negli ultimi anni contro i prestanome. Confronteremo poi questi dati con quelli che vengono tanto sbandierati sull'abusivismo e ne trarremo le dovute conseguenze".

Così, ieri 5 aprile, l'associazione degli odontotecnici ha inviato una richiesta formale ai presidenti provinciali CAO ed al presidente nazionale Giuseppe Renzo chiedendo "i dati sul numero degli iscritti e sui corrispondenti provvedimenti disciplinari irrogati ogni anno negli ultimi cinque anni, nei confronti dei prestanome, quanti cioè incorsi nella collaborazione con coloro che hanno esercitato abusivamente la professione odontoiatrica".

I dati raccolti, spiega il presidente Maculan, "saranno forniti al Legislatore che come noto sta esaminando vari provvedimenti di contrasto al prestanomismo ed abusivismo, al fine di valutare nelle giuste dimensioni e qualità il contesto in cui intervenire con provvedimenti e sanzioni efficaci ed efficienti".

Dati che per ANTLO devono essere resi pubblici per le norme che regolano la trasparenza dello Stato visto che le CAO e le OMCeO, ricorda ANTLO, "sono Organo Ausiliario dello Stato". Peraltro ANTLO chiede solo i numeri e non i nomi dei prestanome sanzionati evitando tutte le possibili remore legate alla privacy.

Un'iniziativa, ammette la stessa associazione degli odontotecnici sul proprio sito, nata per verificare le affermazioni fatte dal presidente CAO Giuseppe Renzo "contro l'abusivismo odontoiatrico, fornendo numeri e dimensioni del fenomeno assolutamente differenziati nel tempo ma che hanno finalmente trovato - con tanto di pubblicizzata indagine compiuta da un Istituto di Ricerca - in 15.000 il fixing definitivo, qualcosa come 1.000 in più del totale dei laboratori odontotecnici in attività".

Numeri che ANTLO contesta in quanto, si legge sempre nella nota pubblicata, "oggi i casi di abusivismo - come dimostrato dalle cronache e dalle riviste di settore - si consumano all'interno degli studi odontoiatrici e con la copertura dei "prestanome", se ne deduce, seguendo una logica lapalissiana, che in Italia operano circa 15.000 abilitati all'esercizio dell'odontoiatria, regolarmente iscritti al relativo Albo, circa il 25% del totale degli abilitati ma poco meno del 40% degli studi odontoiatrici in attività, che prestano il proprio nome e la propria struttura per conseguire - a danno dei pazienti, per non dire dell'Erario - un illecito guadagno".

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