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04 Aprile 2019

Antitrust critica su legge pubblicità sanitaria: la replica di ANDI


Con una nota in questi giorni l’Antitrust evidenzia come “l’art. 1, commi 525 e 536 della legge di Bilancio 2019 sottrae l’intero comparto delle professioni sanitarie alla possibilità di ricorrere alla leva pubblicitaria, limitando la concorrenza tra professionisti sanitari in misura non proporzionata all’interesse generale di tutelare la sicurezza dei consumatori; viola le disposizioni che attribuiscono all’Autorità la competenza a vigilare sulla correttezza e trasparenza delle comunicazioni informative sanitarie; introduce ingiustificati vincoli all’esercizio della figura del direttore sanitario”.

Attraverso il suo presidente Carlo Ghirlanda, ANDI sottolinea come “grazie all’impegno e alla collaborazione con CAO e AIO si sia sollecitata e appoggiata con forza l’azione del Governo volta a perfezionare la legge Bersani relativamente al tema della pubblicità sanitaria e come la recente normativa abbia finalmente posto un freno alla deriva suggestionale e a volte palesemente ingannevole della pubblicità sanitaria in ambito odontoiatrico. Il rimettere in discussione il necessario confine tra un prodotto o un servizio e la salute dei cittadini ricondurrebbe questi ultimi in una posizione di maggiore debolezza e di rischio per la propria salute. Liberalizzazioni e deregulation commerciali non possono essere estese alle terapie mediche e odontoiatriche in nome del libero mercato. Parimenti -prosegue Ghirlanda – i supposti limiti che tale normativa imporrebbe all’attività dei Direttori Sanitari, circoscrivendola alla provincia di iscrizione, garantiscono e favoriscono l’azione di vigilanza di competenza degli Ordini, fornendo un’ulteriore concreta tutela al paziente. Ribadiamo con forza la nostra gratitudine a questo governo per la scelta coraggiosa compiuta nel sottolineare che la garanzia della salute di ogni singolo cittadino prevale sulla miope interpretazione di coloro che, basandosi su un errato concetto della concorrenza, equiparano la salute ad un bene commerciale”. 

A cura di: ANDI

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