Ha fatto bene Federconsumatori a sottolineare come nel giorno della notizia della condanna di Dentix da parte dell’Antitrust a pagare un milione di euro per pratiche commerciali scorrette, al Senato l’emendamento che avrebbe voluto evitare situazioni analoghe è stato cassato. Un emendamento che per Federconsumatori “ avrebbe introdotto maggiori tutele per i cittadini nell’ambito delle cure odontoiatriche”.
L’ho scritto molte volte: il fallimento di Dentix quello della spagnola IDental, i problemi nati con Ideasorriso ed altre piccole o medie catene che negli anni hanno lasciato con le cure da finire i propri pazienti, confermano che l’esercizio dell’odontoiatria in forma societaria necessita di regole più specifiche.
Poi ovviamente si può e si deve discutere su quali queste devono essere.
A non trovarmi d’accordo è invece considerare le due decisioni –Antitrust e bocciatura emendamento- come in antitesi.
Io trovo che, invece, si basano sulla stessa considerazione della materia, ovvero che l’esercizio dell’odontoiatria è considerata una pratica commerciale.
L’Autorità Garante Concorrenza del Mercato nel sanzionare Dentix non entra nel merito del fallimento e di come poterlo evitare, non tutela i pazienti che si erano rivolti agli studi del Gruppo in quanto “malati” ma in quanto consumatori.
E per farlo utilizza le regole del Codice del Consumo, della pubblicità, ovvero quanto Sindacati odontoiatrici ed Ordine da sempre combattono spiegando che queste regole non devono e non possono essere associate all’attività odontoiatrica perché negli studi si curano le persone, non si vendono denti.
“Non si deve mercificare l’odontoiatria”, si è sempre detto.
Ma in questo caso Dentix è stata sanzionata solo perché non ha rispettato le regole del mercato.
E gli stessi principi che regolamento il mercato considerati dall’AGCM per sanzionare Dentix sembrano essere stati considerati anche dal Governo nel dare parere negativo all’emendamento Lorefice: l’esclusione delle società di capitali dalla possibilità di esercitare l'attività odontoiatrica introdurrebbe una limitazione non giustificata alla concorrenza e al principio di libertà di stabilimento di cui all'articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, ha detto il Sottosegretario Amendola in Commissione.
Di cure e di pazienti non se ne parla né in Commissione né nella decisione dell’Antitrust, se non marginalmente.
L’AGCM non sanziona Dentix perché ha creato disagi alla salute dei pazienti lasciati con le cure da terminare che spesso hanno continuato a pagare, sanziona Dentix -si legge nella decisione dell’Authority- perché attraverso volantini pubblicitari e sul proprio sito “si è proposto ai consumatori come un operatore serio ed affidabile, capace di fornire prestazioni dentistiche e odontoiatriche basate su tecnologie all’avanguardia, pressi bassi ed equipe multidiscipliare”.
Ma siccome, scrive l’AGCM, numerosi consumatori che si sono recati nei centri Dentix, “avviando un percorso di cure per lo più coperto dai prestiti contratti con gli intermediari finanziari”, hanno visto “disattese le loro aspettative ed hanno dovuto affrontare disagi legati alle mancante cure e disservizi organizzativi”, il Gruppo Dentix viene sanzionato per pratiche commerciali scorrette.
In sostanza, quanto promesso non è stato mantenuto facendo venire meno il contratto tra il cliente/paziente e Dentix.
L’asciando da parte la questione “di principio” (non certo da sottovalutare) del considerare una cura una pratica commerciale, guardando solo l’aspetto “pratico” la sanzione dell’AGCM delinea una strada per tutelare i clienti/pazienti anche in tema di pubblicità. Se ti prometto di masticare in 24 ore e non lo faccio posso essere sanzionato, se ti prometto denti fissi e poi non riesco a farci stare gli impianti posso essere sanzionato e via elencando promesse pubblicitarie.
Nella sentenza AGCM c’è anche la questione della tutela del paziente consumatore dalle finanziarie, dal credito al consumo.
Per Graziano Urbinati, presidente Federconsumatori Rimini “restano purtroppo in ombra, nella sentenza, le responsabilità delle finanziarie che operavano con Dentix: Fiditalia, Cofidis e Deutsche Bank. Perché quello del finanziamento era parte integrante delle condizioni per attivare le prestazioni di Dentix, e solo una minima parte dei pazienti ha pagato con altre modalità”.
“Manca completamente nella decisione del Garante –continua Urbinati-, la responsabilità delle finanziarie circa l’accertamento dello stato finanziario e organizzativo di Dentix, della mancata presentazione dei bilanci, delle opacità gestionali, come tempestivamente segnalato da Federconsumatori”.
Garante ha invece considerato il comportamento delle finanziarie corretto ritenendo che abbiano assistito i clienti e rimborsato le cure non usufruite come da contratto.
Ma AGCM va oltre ed indica l’impegno preso da una di loro (Cofidis, unica minacciata di sanzione se non manterrà le promesse) il modello da seguire garantendo ai clienti/pazienti di evitare “in un periodo di crisi economica che potrebbe determinare, con frequenza, casi analoghi a quello di Dentix”.
L’impegno proposto da Cofidis è quello di creare un “protocollo di emergenza” per i casi di inadempimento degli studi (la loro chiusura) che porti la finanziaria a dirottare i clienti/pazienti verso altri studi odontoiatrici partner della finanziaria per terminare le cure iniziate e finanziate.
Per AGCM, lo scrive, quanto prospettato ed adottato dalla finanziaria potrebbe “costituire una best practise nel settore del credito al consumo e nel rapporto tra operatori e consumatori, aumentando la consapevolezza della clientela sull’operato delle società finanziarie”.
Di fatto AGCM si compiace che la finanziaria applichi alle cure odontoiatriche le stesse garanzie che applica quando finanzia altri prodotti (televisore, auto, viaggi), ovvero di dare garanzie al cliente che in qualsiasi caso venga in possesso del bene acquistato a rate. L’ultima considerazione è sulla multa da un milione di euro comminata a Dentix, società in fallimento.
In realtà, si legge nella decisione, la sanzione sarebbe dovuta essere da 1.200.000 euro ma siccome la società ha problemi economici è stato applicato uno “sconto”.
Ma proprio perché la società è in fallimento, è opportuno sanzionare Dentix con un milione di euro che se mai verranno versati, andranno a togliere fondi ai creditori, pazienti inclusi?
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